Mercati rionali anche di pomeriggio e sera?

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    Un calo verticale degli affari, stimato in circa il 20% rispetto all’anno prima. E’ crisi nera (anche) per i commercianti che operano nei mercati rionali. Una tradizione fortissima nella nostra città e nella nostra provincia dove in questo settore sono occupati circa 8mila addetti in 3.500 imprese. Una tradizione che va preservata, ma apportandovi correttivi affinché non naufraghi sotto il peso della concorrenza di centri commerciali e ipermercati.

    I vertici dell’Anva – Confesercenti si sono incontrati per fare il punto della situazione e avrebbero stilato una lista delle cose da fare. Solo ipotesi per ora, sulle quali i commercianti potranno discutere e confrontarsi. Inutile dirlo: la novità più importante riguaderebbe la possibilità dell’estensione dell’orario di esercizio dei mercati rionali, nel pomeriggio e in alcuni casi e in alcuni periodi dell’anno anche la sera. Perché? Perché ormai sono poche le donne giovani o comunque non pensionate che non lavorano, e per loro è difficile (impossibile) girare tra i banchi dei mercati la mattina. Sarebbe comodo per loro fermarsi al mercati quando escono dal lavoro. Certo: cosa ne pensano i banchettisti, abituati da una vita a svegliarsi all’alba e smontare alle 12?

    Altre proposte per il rilancio: nuove regole che diversifichino le merci esposte nei mercate (oggi circa la metà dei bachi è occupata da abbigliamento e tessili), formazione per gli addetti, soprattutto stranieri (oggi sono addirittura il 42% del totale, e i nuovi dell’ultimo anno sono stati ben il 68%!), la promozione di bandi per l’ammodernamento dei bachi e dei mezzi utilizzati dai commercianti.

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