D’Annunzio. Brescia sale al 25 per cento. Ma restano i dubbi sull’operazione e sul futuro dello scalo

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    L’accordo con Verona per l’aeroporto di Montichiari c’è. Secondo il testo quadro concordato dalle parti la Leonessa dovrebbe salire fino al 25 per cento, così come la provincia di Trento. Mentre la Catullo – oggi al 60 per cento – scenderebbe a quota 50. Il vero problema, però, è nelle stime con cui valutare lo scalo monteclarense. Oggi, infatti, l’aeroporto è valutato 107 milioni di euro, ma secondo la Sea (la società che gestisce Malpensa) si dovrebbe salire fino a 180 milioni. Una discrepanza che ha fatto storcere il naso al sindaco di verona Flavio Tosi. Inoltre il valore salirà certamente quando verrà ufficializzata la concessione. A questo, ancora, si aggiunge il problema dei poteri operativi. La presidenza andrà a Verona, mentre Brescia e Trento avranno le due vicepresidenze con la prerogativa di dare pare vincolanti in via preventiva sulle scelte strategiche più importanti. Una dote che non piace ai falchi veronesi, che pure deterranno un ruolo chiave – anche a livello regolamentare – su tutte le scelte dello scalo. Un quadro che, in caso di mancato accordo tra i soci, rischia di paralizzare l’attività della società.

     

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    1. Qui si tratta di spendere decine di milioni di euro, che non ci sono, per un aeroporto che fa debiti da una vita…. mah… dateli alle imprese in crisi!!!!!!!!!

    2. Nel sondaggio Molgora è uno degli ultimi… Sarà un caso? Era partito con lo spirito del buon padre di famiglia e adesso vuole spendere milionate per aeroporto e sede… Ma dove li prende i soldi?????

    3. I veronesi non sono dei falchi difendono solo il loro aeroporto che funziona bene e non vogliono regalare soldi ai bresciani che quello di Montichiari non sono mai stati capaci di farlo funzionare. Tutto qui il problema.

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