Pm10, Brescia è già fuori-legge. Formigoni al governo: “Serve un piano nazionale”. Ambientalisti all’attacco: venerdì “colpo di tosse collettivo” in piazza Loggia

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    Sono passati poco più di 40 giorni dall’inizio dell’anno e Brescia è già fuorilegge. Le Leonessa ha infatti già oltrepassato il limite consentito dei 35 giorni di superamento dei livelli di Pm10, considerati dalla normativa europea la linea estrema per proteggere la salute dei cittadini. E’ quanto segnala Legambiente che, in collaborazione con il portale www.lamiaaria.it, ogni anno tiene d’occhio i livelli di polveri sottili nell’aria per sollecitare interventi mirati alla loro riduzione. Un record negativo, va detto, non nuovo. Lo scorso anno il limite venne superato il 16 febbraio. Quest’anno si è riusciti a fare ancora peggio. L’unica altra città ad aver già esaurito la dote annuale di eccezioni è Milano. ”I dati che raccogliamo ogni anno sui livelli di smog delle città – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente – ci raccontano, purtroppo, sempre la stessa storia: una situazione cronica e molto preoccupante nelle regioni del Nord Italia che risentono fin dai primi giorni dell’anno della mancanza di interventi efficaci per liberare le strade dalle auto e dunque l’aria dalle polveri sottili”. Intanto le istituzioni cercano di correre ai ripari: da sabato, in città, al via il regime delle targhe alterne mentre oggi la Regione ha deciso di stanziare 2 milioni di euro da destinare a Comuni e Province come contributo straordinario per incrementare i controlli sui veicoli e sugli impianti di riscaldamento. "L’obiettivo – ha spiegato il presidente Roberto Formigoni – è quello di triplicare i controlli su strada portandoli dagli attuali 40/50.000 all’anno a 120/150.000 entro il mese di aprile. La battaglia contro l’inquinamento si può vincere solo con l’impegno di tutti" ha aggiunto, invitando i cittadini "a stringere la cinghia dal punto di vista dei comportamenti individuali". In sostanza dal governatore è arrivato un invito a un maggior utilizzo dei mezzi pubblici e a regolare la temperatura delle proprie abitazioni non oltre i 20 gradi. Ma dal governatore è arrivata anche una bacchettata al governo: “Rinnoviamo la richiesta al governo di redigere un piano aria nazionale, come chiediamo da tempo e come chiede anche l’Unione Europea" ha spiegato Formigoni.

    I comitati ambientalisti, però, sono sul piede di guerra e denunciano “l’immobilità e il menefreghismo degli amministratori”. Il gruppo MeetUp-Amici di Beppe Grillo ha organizzato per venerdì 11 febbraio, a partire dalla 15, un presidio in piazza Loggia insieme a numerosi Comitati e Associazioni. Alle 16 tutti gli intervenuti faranno un colpo di tosse collettivo per concentrare l’attenzione sui problemi di salute legati all’inquinamento.

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    1. L’inquinamento c’è sempre stato. Anzi, forse qualche anno fa era anche peggio. Però io mi chiedo perché si aspetti sempre fine gennaio-inizio febbraio per fare qualcosa. Non ami i detti, ma qui davvero si chiude la stalla quando i buoi se ne sono già andati!!! Pensare e programmare già in estate-autunno qualche misura per l’inverno? Incentivare il trasporto pubblico? Chiedere alle famiglie (e agli uffici!!) di non tenere il riscaldamento a livelli tropicali, ma al massimo ai 20 gradi… Non so, piccole cose di questo tenore. Forse sarebbe cambiato poco ma almeno avrei visto uno sforzo della politica per affronare un problema che ogni gennaio si ripresenta sempre uguale. Mi vanno benissimo anche i progetti a medio-lungo termine (dalla metro all’auto elettrica) ma siccome respiriamo ogni giorno, ora, minuto e lo facciamo già oggi (non tra 2-5-10 anni) sarebbe il caso di mettere in atto correttivi un po’ prima….

    2. D’accordissimo con Sara, quello che chiediamo è almeno uno sforzo, una prova di volontà di voler fare qualcosa per ridurre le emissioni. Piccoli gesti che dovrebbero essere continui, permanenti e non solo quando l’attenzione pubblica è alta, appunto a Gennaio- Febbraio. E’ terribile pensare che siamo ai primi di febbraio e già si è superato il limite di 35 giorni di emissioni, che si prendono provveidmenti straoridnari ma nulla si fa per i rimanenti 65 giorni dell’anno nei quali i limiti continuano ad essere superati.
      Certamente l’aumento del 20% del costo del biglietto del bus non va a disincentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici in vece di quelli privati.

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