Maione: troppe bugie sul campo nomadi, ecco la verità

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    L’assessore ai Servizi sociali Giorgio Maione risponde alle critiche ricevute sul Campo nomadi di via Borgosatollo, sottolineando tra l’altro che gli occupanti si sono resi responsabili di diverse inadempienze.

     ECCO IL TESTO: 

    “Il Cea di via Borgosatollo, il centro di emergenza abitativa – spiega Giorgio Maione, assessore ai Servizi sociali del Comune di Brescia – non è stato in alcun modo realizzato con i soldi dell’Unione Europea, come dichiarato dalla signora Maiorana, è stato invece finanziato dal Comune di Brescia grazie a una delibera del 2007 votata dalla precedente amministrazione, che ha previsto un impegno di spesa di oltre 1 milione e 100mila euro. La delibera stessa prevede la trasformazione della struttura, nata come punto di accoglienza per popolazioni nomadi, non solo rom, in centro di emergenza abitativa con specifiche finalità, tra cui mettere a disposizione di persone sole, e famiglie in temporanea difficoltà abitativa, strutture in un contesto protetto. Non solo, la struttura è stata pensata anche per famiglie italiane e straniere a rischio di marginalità sociale per le quali il servizio sociale referente rilevi la necessità di un alloggio temporaneo, sempre con un’accoglienza non superiore ai 24 mesi”.

    “I rom attualmente presenti nel campo vi stanziano da ben più dei 24 mesi pattuiti – continua Maione – con una famiglia alla quale, grazie all’intervento del Comune e della Congrega, è già stato destinato un alloggio. Inoltre, un paio di nuclei familiari dovranno abbandonare il campo in quanto rei: uno di aver subaffittato posti letto a pagamento e l’altro di non accettare nessuno dei numerosi percorsi di integrazione proposti. Tutto ciò in aperta violazione degli accordi sottoscritti al momento dell’ingresso nel Centro”.

    “Vorrei inoltre far presente che il sovraffollamento è principalmente dovuto al moltiplicarsi di nuclei familiari diversi da quello originario, in forza dei matrimoni stretti dalle nuove generazioni. Eppure nonostante queste unioni rimangono alcune unità abitative occupate da singoli. Un ultima precisazione la debbo ancora alla signora Maiorana; non ho ricevuto da parte sua alcuna richiesta di incontro o colloquio, almeno negli ultimi due anni.

     

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