Il sindacato dei panificatori contro le aperture domenicali. “Piuttosto si facciano regole uguali per tutti a garanzia del pane fresco”

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    “Almeno la domenica lasciateci stare con le nostre famiglie”. Il sindacato dei panificatori bresciani dice no all’apertura di fornerie e panifici nei giorni festivi. Una prospettiva, quest’ultima, ventilata nelle scorse settimane durante la discussione del collegato ordinamentale del Pirellone (una sorta di milleproroghe regionale) e che potrebbe tornare sul tavolo nelle prossime settimane.

    Oggi – a Brescia come in tutta la Lombardia – non è possibile panificare nei giorni di festa; lo vieta, salvo deroghe motivate e in periodi particolari, una normativa regionale datata 1998 oltre che una legge nazionale. Il motivo, semplice ma non scontato, è quello di garantire il riposo settimanale dei panificatori. Le deroghe riguardano i comuni turistici, dove il pane fresco si può trovare anche la domenica e i festivi. Qualche sindaco e la grande distribuzione vorrebbero però allargare le maglie di queste deroghe e concedere aperture un po’ a casaccio.

     “Ma così si mette a rischio la qualità del prodotto e non si tiene conto del lavoro artigianale che consente di sfornare ogni mattina il pane fresco” lamentano i panificatori. Perché una cosa è l’ipermercato con il suo “pane” surgelato, precotto o dorato, altra cosa è un impasto artigianale lievitato e cotto in forni di qualità. “Sia chiaro” spiega il presidente del sindaco dei panificatori della Provincia di Brescia Francesco Mensi “noi non temiamo la concorrenza, ma chiediamo regole ed etichette chiare. Il consumatore deve sapere cosa compra e chi può fregiarsi del titolo di produttore di pane fresco”. In questa battaglia si inserisce anche quella per le aperture domenicali. “Si tratta di un dispositivo che è frutto di una grande conquista di categoria del passato visto che il nostro è un lavoro di sacrificio e usurante; si svolge prevalentemente di notte per garantire un prodotto fresco per sei giorni su sette, con l’impegno di offrire qualità e non quantità”.

    Nei giorni scorsi il sindacato – l’unico della categoria (riunisce circa 150 panificatori bresciani su 530 e fa parte dell’Associazione Artigiani di Brescia) – ha scritto al presidente Formigoni e all’assessore Maullu per chiedere di non toccare “il dì di festa” e di mettere mano piuttosto a una regolamentazione del settore che consenta di valorizzare i panifici artigianali, ponendo regole chiare e certe per tutti. Nei prossimo giorni nei panifici verranno appesi e distribuiti volantini che spiegano le ragioni del sindacato; volantini già esposti cinque anni fa (come dire: il problema non è nuovo!). “Oggi” spiega il presidente dell’Associazione Artigiani di Brescia Enrico Mattinzoli “la panificazione è ancora fatta a mano”. Ci sono vari tipi di pane, alla cipolla, alle olive, integrale…servono piccoli impasti diversi. Non è possibile meccanizzare le procedure. Si tratta poi di piccole imprese, spesso familiari, dove tutti lavorano l’intera giornata, e anche la notte. Insomma “il riposo non è solo per difendere la categoria, ma è un messaggio a tutela della qualità e dei consumatori”. In fondo anche Dio il settimo giorno si riposò…

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