Leggero recupero della produzione industriale a gennaio

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     Nel mese di gennaio, la produzione industriale bresciana ha evidenziato un leggero recupero congiunturale, dopo la serie di variazioni negative registrate nei mesi precedenti. L’attività produttiva è aumentata per 37 imprese su 100, con un saldo positivo del 19% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione.

     

    L’andamento per classi dimensionali denota un significativo aumento della produzione per le imprese di maggiori dimensioni; una crescita più contenuta per le piccole imprese, per le medie, per le medio grandi e per le grandi; una diminuzione della produzione per le micro imprese.

     

    L’utilizzo degli impianti riflette l’andamento dell’attività produttiva, con una quota del 31% delle imprese che dichiara di averlo aumentato. Il livello di utilizzo, rispetto al potenziale, è giudicato basso dal 43% delle aziende.

     

    Complessivamente, le vendite sul mercato nazionale sono aumentate per il 29% delle aziende, con un saldo positivo del 10% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelle nei Paesi UE fanno rilevare un saldo positivo del 15% e quelle nei Paesi extra UE presentano un saldo positivo del 5%.

     

    Le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime risultano adeguate alle esigenze dalla maggioranza degli operatori. La manodopera è rimasta invariata per il 67% delle aziende, con un saldo negativo del 6% fra entrate e uscite di forza lavoro.

     

    Le prospettive a breve termine sono favorevoli: il saldo, tra imprese che prevedono variazioni in aumento e in diminuzione, è positivo (+ 24%). Le previsioni sull’utilizzo degli impianti risultano in linea con quelle sulla produzione. La manodopera è prevista stabile dal 73% delle aziende e in aumento dal 21%.

     

    Gli ordini dal mercato interno sono previsti in aumento dal 26% delle aziende, con un saldo positivo del 20% tra imprese che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelli dai Paesi UE e dai Paesi extra UE presentano, in entrambi i casi, un saldo positivo del 17%.

     

     

     

    L’Indagine viene effettuata mensilmente su un panel di 250 imprese associate appartenenti al settore manifatturiero.

     

     

    L’andamento per settore

     

     

    ● Abbigliamento

    Il settore inizia il 2011 su valori produttivi di poco superiori rispetto a quelli di fine 2010. Le vendite, sia in Italia sia all’estero, sono tuttavia in forte calo nei confronti del mese precedente. Aumentano le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime. Le prospettive a breve sono sostanzialmente stabili per quanto riguarda la produzione e la manodopera; in forte crescita, invece, gli ordini nazionali ed esteri.

     

     

    ● Agroalimentare e caseario

    L’attività produttiva segnala un modesto aumento, dopo la leggera flessione accusata a dicembre. Le vendite nazionali presentano una dinamica invariata mentre sono in diminuzione quelle verso i mercati esteri. Le giacenze di prodotti finiti risultano stabili, come le scorte di materie prime. Le aspettative per i prossimi mesi sono positive, sostenute in particolare dalla domanda interna.

     

     

    ● Calzaturiero

    La produzione del settore evidenzia un lieve recupero, dopo il balzo dell’attività nel mese precedente. Sono diminuite le vendite nei Paesi extra UE, mentre sono cresciute quelle in Italia. Le giacenze di prodotti finiti sono fortemente diminuite, mentre le scorte di materie prime sono rimaste invariate. Le previsioni a breve sono moderatamente sfavorevoli, trascinate al ribasso dal calo degli ordini provenienti dai mercati extracomunitari.

     

     

    ● Carta e stampa

    Le imprese del settore evidenziano un significativo incremento dell’attività produttiva, dopo la flessione registrata a dicembre. Le vendite in Italia hanno avuto una dinamica sostenuta, mentre quelle nei mercati extra UE sono diminuite. Le giacenze di prodotti finiti sono in aumento mentre le scorte di materie prime risultano adeguate alle esigenze aziendali. L’occupazione ha registrato un robusto incremento. Le prospettive a breve sono molto positive, soprattutto per quanto riguarda gli ordini nazionali, comunitari e la forza lavoro.

     

     

    ● Chimico, gomma e plastica

    Il settore ha registrato una spiccata dinamica positiva, dopo un dicembre 2010 particolarmente negativo. Le vendite in Italia sono segnalate in forte aumento, più contenute la variazioni positive per quelle all’estero. La forza lavoro presenta un andamento positivo. La produzione a breve è prevista ancora in crescita, trainata dagli ordini nazionali e comunitari. Non si segnalano variazioni significative per quanto riguarda le vendite extra UE e la manodopera.

     

     

    ● Legno e mobili in legno

    L’attività produttiva del settore ha evidenziato un andamento congiunturale moderatamente negativo. Le vendite in Italia sono in diminuzione, mentre sono in aumento quelle verso i Paesi UE. La forza lavoro ha subito una forte contrazione. Le prospettive a breve sono per il mantenimento dei livelli produttivi attuali: notizie più confortanti giungono dagli ordini comunitari e dalla manodopera.

     

     

     

    ● Maglie e calze

    Le imprese del comparto mostrano una flessione dell’attività produttiva, dopo quella registrata a dicembre. Le vendite in Italia e nei Paesi UE sono in aumento, mentre quelle nei mercati extracomunitari sono rimaste invariate. Le giacenze di prodotti finiti sono elevate e le scorte di materie prime sono giudicate adeguate alle esigenze aziendali. Le previsioni a breve risultano favorevoli, per quanto riguarda la produzione, le vendite nazionali, comunitarie e la forza lavoro.

     

     

    ● Materiali da costruzione ed estrattive

    L’attività produttiva delle imprese del settore registra una nuova contrazione dopo quella registrata negli ultimi mesi del 2010. Le vendite in Italia e nei mercati UE risultano in ribasso, come pure la manodopera. Le previsioni a breve sono moderatamente positive per quanto riguarda la produzione, sebbene segnali ancora negativi giungano dagli ordini esteri e dalla forza lavoro.

     

     

    ● Metallurgico e siderurgico

    Il settore evidenzia ancora una diminuzione dell’attività, proseguendo il momento non particolarmente brillante iniziato negli ultimi mesi del 2010. Le vendite in Italia risultano in flessione, mentre sono in aumento quelle verso i Paesi esteri. Le previsioni a breve sono estremamente positive, in particolare per quanto riguarda la produzione, gli ordini nazionali e la forza lavoro. Notizie incoraggianti giungono comunque anche dagli ordini provenienti dai Paesi esteri.

     

     

    ● Meccanica di precisione e costruzione di apparecchiature elettriche

    Le imprese del comparto segnalano un recupero dell’attività produttiva, dopo la flessione nel mese di dicembre. Le vendite nazionali sono diminuite, mentre quelle nei Paesi UE sono in modesto aumento. Segnali moderatamente confortanti giungono dalla manodopera. Le prospettive a breve sono molto positive, soprattutto per quanto riguarda la produzione, gli ordini extra UE e la forza lavoro.

     

     

    ● Meccanica tradizionale e mezzi di trasporto

    L’attività produttiva del settore mostra un significativo miglioramento rispetto alle rilevazioni congiunturali relative agli ultimi mesi del 2010. Le vendite in Italia e all’estero hanno avuto un dinamica positiva; le giacenze di prodotti finiti e le scorte di materie prime sono in aumento, la manodopera è invece ancora diminuita. Le previsioni a breve sono positive, per tutte le variabili, in particolare per la produzione e gli ordini dai Paesi extra UE.

     

     

    ● Tessile

    Il settore segnala una sostanziale stabilità della produzione. Le vendite in Italia e nei Paesi esteri sono fortemente cresciute, mentre la forza lavoro presenta una dinamica negativa. Le prospettive a breve termine sono moderatamente ottimistiche: segnali positivi giungono dalla produzione, dagli ordini nazionali ed extracomunitari. Per quanto riguarda la manodopera non è attesa nei prossimi mesi una significativa inversione di tendenza.

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