Aeroporto, il 28 marzo la firma dell’accordo. Poi si lavorerà alla holding con Milano

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Non è ancora ufficiale, ma la firma dell’accordo tra Brescia e Verona che dovrebbe metter fine ad anni di battaglie per la gestione dell’aeroporto di Montichiari si terrà lunedì 28 marzo. Mercoledì scorso, a Verona, era arrivato l’avvertimento del ministro Matteoli: “Senza l’intesa non firmerò la concessione definitiva per Montichiari in capo al Catullo”. Ieri i soci veronesi – che in queste settimane avevano avanzato dubbi e mostrato divisioni interne – si sono ritrovati attorno a un tavolo per fare il punto. I dubbi vertevano su due punti: la valutazione economica del sistema aeroportuale (Montichiari più Villafranca) e l’autonomia nello scegliere le future alleanze. Alla fine, pur senza dichiarazioni ufficiali, si sarebbe trovata la quadra tanto che sarebbe stata decisa la data della firma: il 28 marzo, a un mese esatto dalla prima scadenza ipotizzata.

La valutazione degli aeroporti non dovrebbe scostarsi molto da quei 107 milioni di euro indicati dal tavolo tecnico chiamato la scorsa estate a elaborare la bozza di accordo; se così sarà Brescia dovrà versare circa 20 milioni di euro per salire al 25 percento della Catullo. A Verona in molti avevano valutato queste cifre troppo basse tanto che si era ipotizzato una nuova valutazione a cura di una società internazionale, ma un eventuale aggiornamento delle cifre non dovrebbe portare a grossi cambiamenti.

L’altro nodo è la possibile intesa con Sea, la società che gestisce Malpensa e Linate, attraverso la creazione di una holding. Verona – per non restare schiacciata dai grandi scali che la circondano (Milano, Venezia, Monaco) – deve decidere con chi allearsi. La scelta milanese sembra ormai prevalere e, dopo i primi abboccamenti, il 10 marzo è in programma un incontro con il presidente di Sea Bonomi. Quest’operazione, riferisce stamane la stampa veronese, non convince però del tutto i soci trentini – che preferirebbero un accordo con Monaco – e quelli bresciani – timorosi di venire scavalcati da un accordo tra Verona e Milano. Per tranquillizzare tutti e rassicurare che la Catullo non diventerà un “suddito” di Malpensa ma un partner con pari dignità che farà gli interessi della «regione del Garda», si legge sul Corriere del Veneto, la Provincia di Verona intende convocare, prima della firma, una riunione del comitato interprovinciale (Verona, Brescia, Trento e Mantova). Dove si converrà che l’eventuale trattativa con Milano dovrà essere condotta da una posizione di forza: ovvero con in mano la concessione definitiva.

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