I rapporti tra Pd e Sinistra e libertà

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    L’adesione a Sel d’un gruppo di consiglieri di alcuni comuni – tra cui Donatella Albini, del Comune di Brescia – rappresenta, a mio parere, un fatto positivo per l’insieme del centro sinistra bresciano e per un ampliamento dell’alternativa al centro destra.

    A fronte d’un risultato del 2008, che ha purtroppo lasciato senza rappresentanza parlamentare un’area significativa della sinistra sociale e politica, il recupero d’un ruolo è quanto mai utile ed è destinato a sollecitare una proficua riflessione anche nel PD.

    Non sfugge infatti che, nonostante gli sforzi del Pd bersaniano, alcuni temi sociali, a partire dalla centralità del lavoro, fatichino ad affermarsi come parte decisiva della politica di cambiamento. Consapevoli, peraltro, come si stia oggi giocando – lo ha sottolineato efficacemente il segretario nazionale della Fiom Landini, a Brescia – una partita decisiva sulla natura stessa del sindacato, della contrattazione, della rappresentanza democratica dei lavoratori, sul governo della crisi. Temi su cui la Cgil della segreteria Camusso ha – opportunamente, a mio parere – promosso lo sciopero generale del 6 maggio.

    Una sfida forte, destinata a denunciare i fallimenti del Governo, ma anche a sollecitare le opposizioni su ciò che intendono fare per il mondo del lavoro e per la crisi delle stesse istituzioni democratiche.

    Osservando, in particolare, il futuro della sinistra politica, tempo fa il sen. La Torre ha proposto una “confluenza” tra Pd e Sel. Proposta contro cui si è aperto un ventaglio di critiche, in quanto rappresenterebbe – con fondato motivo – un cambio dello “stato di natura” del Pd.

    Anche se va pur detto che il Pd è già cambiato rispetto sia al disegno prodiano che a quello veltroniano del Lingotto. Ed ho l’impressione che, a fronte d’una alternativa che fatica ad affermarsi, mentre precipita il berlusconismo, ben altri cambiamenti l’attendano. Così mi pare sia consapevole lo stesso Bersani, anche a seguito del mancato decollo del “nuovo Ulivo”, da lui proposto mesi fa.

    D’altronde se per Diamanti il voto d’una coalizione di “Centro-Centrosinistra” potrebbe raggiungere il 56% (contro il 43% di Pdl-Lega), mentre la somma del voto dei singoli partiti di questa alleanza supererebbe di poco il 40% (con il Pd stazionario attorno al 25%), ciò significa che natura politica e posizionamento di questi partiti, così com’essi sono, vanno almeno in parte cambiati.

    Stare fermi è impossibile, anche per quanto riguarda le variegate ed inquiete anime della sinistra. Un’area plurale oggi in profonda sofferenza, anche a Brescia.

    Ma se, fino alle politiche del 2008, la barriera respingente di Bertinotti (fermo al 3%) ed il voto utile avevano in qualche modo salvaguardato in quel campo il consenso maggioritario al Pd (che raggiungeva il 33%), oggi la sfida attrattiva di Sel evidenzia un qualche nostro problema, ma anche nuove opportunità. A cui non si risponde ripristinando barriere, considerato che tale forza è parte integrante dell’alternativa anche su scala amministrativa. E per la stessa Loggia.

    Attorno alla vicenda del lavoro e al modo come uscire dalla crisi, il Pd gioca una parte decisiva del proprio futuro. Anche identitario. Così com’è oggi, esso rischia di finire strattonato anche dalle opposte strategie sindacali di Cgil e Cisl, di non esser chiaro nel giudizio sulle dirompenti novità rappresentate dal modello Fiat di Marchionne.

    A mio parere, la stessa novità in campo a sinistra, rappresentata da Sel e dalla sua maggiore presenza anche nei comuni, dovrebbe essere motivo d’una nuova riflessione. Così come lo sono altre rilevanti realtà in campo cattolico, socialista e civico.

    Sono novità da assumere come Pd. Ma, in particolare, anche da parte di coloro che – per sensibilità e provenienza politica – possono rappresentare, anche al di là delle stesse mozioni di appartenenza, un’area plurale e rappresentativa d’una sinistra riformista, laica ed ambientalista del Pd. Un’area culturale aperta, interessata ad interloquire – nel Pd e fuori dal Pd – sulle questioni sociali e del lavoro, dei diritti civili, delle politiche amministrative. E con una conseguente iniziativa. Un contributo, quindi, al Pd e ad una politica di alternativa, a partire da una realtà importante come quella bresciana.

    Claudio Bragaglio

    Consigliere comunale P.D.

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    UN COMMENTO

    1. Sinistra Ecologia Libertà a Brescia esiste, cresce e sta diventando protagonista (fondamentale è l’adesione di Donatella Albini per questa crescita).
      C’è un coordinamento provinciale (coordinatore Luigi Lacquaniti) e uno cittadino (coordinatore Mirko Lombardi), oltre al circolo dell’Iveco e vari circoli in provincia.
      Vendola è il presidente del partito, ma per crescere c’è bisogno del radicamento nel territorio.

    2. Caro Marco di sicuro se paragonata a Rifondazione Sel è un gigante… Ma vorrei sapere il nome di un candidato spendibile per la carica di sindaco di questo partito. Se c’è.

    3. La verità è che Bragaglio vuole essere il prossimo candidato si Sinistra e Libertà a Brescia. Le dispiacerebbe caro Bragaglio?

    4. Pur dubitando che Bragaglio voglia iscriversi a SEL, sono comunque convinto che la volontà dovrebbe essere reciproca…

    5. L’intervento di Claudio Bragaglio mi pare circostanziato e intelligente, al di là delle facili ironie di alcuni non sconosciuti credo che si dovrebbe avere l’intelligenza di rispondere a ciò che dice nel merito.

    6. Per chi fa polemica, forse interessata. Vorrei che voi del Pd aveste oggi la stessa sua coerenza in rapporto alla parola sinistra.

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