Ambientalisti “armati”, ma il TAR rinvia l’udienza

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    Sono accorsi con cartelli e striscioni, in trepidante attesa per la decisione del giudice del TAR in merito alla legittimità o meno della realizzazione di una discarica di amianto in via Brocchi, ma l’udienza conclusiva è stata spostata al prossimo 11 maggio.

    Altri due mesi d’attesa dunque prima di conoscere il destino dell’area deputata ad ospitare 80.000 tonnellate di amianto provenienti da tutta Italia. Il Codisa (Comitato a Difesa della Salute) ha fatto ricorso contro il progetto di Profacta (Gruppo Faustini), avanzando riserve circa l’opportunità di una discarica del genere nei pressi del sito dove sorgerà il Parco delle Cave (sorgerà?). La Regione a suo tempo ha autorizzato la discarica, il TAR l’ha smentita una prima volta, il Consiglio di Stato ha dato ragione al Pirellone ed ora si attende l’udienza conclusiva del nuovo ricorso del Codisa. Vicenda lunga, ma prima o poi si tireranno le fila. E allora cartelli e striscioni non serviranno più.

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