Settimana corta per i postini: niente lettere al sabato

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    Un innegabile disservizio. Non ci sono altre parole per definire la decisione, presa dopo un lungo periodo di sperimentazione, di Poste Italiane di non far lavorare i postini di sabato. Il taglio deciso dai vertizi dell’azienda riguarderà tutti i paesi con meno di 30mila abitanti: in pratica in tutta la provincia si salva solo la città, dove la corrispondenza continuerà ad essere consegnata anche di sabato mattina, anzi: i postini del sabato potranno addirittura ritirare a domicilio prodotti da spedire tramite raccomandata.

    Nei paesi? Niente posta da venerdì a mezzogiorno sino al lunedì mattina. Non c’è raccomandata, telegramma o pacco prioritario che tenga, l’unica tipologia di prodotto che verrà consegnata è il quotidiano, la cui distribuzione è stata appaltata a una ditta esterna. Tutto in nome della razionalizzazione dei servizi. Quando entrerà in vigore il taglio? Settimana corta già partita a Gardone Valtrompia, Iseo, Lumezzane, Nave e Rezzato; da lunedì 14 nei comuni di Bagnolo Mella, Montichiari, Palazzolo sull’Oglio, Salò, Orzinuovi e Leno; da lunedì 28 nei comuni di Rovato, Roncadelle, Rivoltella e Paderno Franciacorta e via via gli altri.

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    1. Poverini, si vede che lavorano troppo…
      La famiglia che vive nell’appartamento attiguo al mio, è composta da 4 membri (i 2 genitori e i 2 figli), che lavorano tutti in posta. Consegnano la posta dalle 9 alle 11, e a quell’ora tornano a casa a pranzare. Alle 13 escono nuovamente, e tornano (definitivamente) a casa alle 14 circa.

      Andiamo avanti così, ché poi il Debito Pubblico aumenta

    2. Cerchiamo di capirli: si distruggono dalla fatica ‘sti postini. Io mi sono fatto 16 anni in Fonderia, 8 ore al giorno (e a volte pure gli straordinari) al gelo o al caldo (a seconda della stagione), e sempre sul rischio di farmi male. Per una busta paga che era praticamente EQUIVALENTE a quella di questi fankazzisti.

    3. x mirco… beati loro se tornano a casa a quell’ora e poi ti sei chiesto quanto prendono????? una schifezza
      x bressa…. sicuro che l’abbiano scelta i postini questa cosa e non subita???

    4. Gia fanno un orario massacrante….zkctR,un disservizio che sembra essere il preludio dell’entrata di aziende private in competizione,magari mi sbaglio….?

    5. x postino: prendono quasi quanto un operaio di FONDERIA.
      E poi, la quantità di posta spedita continua a calare (per via di internet e MMS), avanti di questo passo e nel 2020 (ma forse anche prima) non andranno più nemmeno a lavorare: gli arriverà direttamente la busta paga a casa.
      Poi, per risparmiare, dovremo tagliare gli organici dei Carabinieri o negli Ospedali.

    6. "beati loro se tornano a casa a quell’ora", dice il postino. Sono d’accordo anch’io: solo se fate tornare a casa a quell’ora anche me e tutti gli altri lavoratori, però. Anche io guadagno poco, ma lavoro nove ore al giorno!!! E nemmeno io ho la fortuna di decidere quali possano essere i cambiamenti nello svolgimento delle mie mansioni. Senza ritegno!

    7. Vergognoso è che l’unico giorno in cui un cittadino che lavora è a casa, può ricevere le raccomandate senza doversi recare in ufficio postale… e perdere un’ora per la coda! Le poste sono una SPA ma dovrebbero prevalentemente dare un servizio, fanno Banca, vendono libri, telefonia, pacchi come un corriere, ma se consegnassero la posta non sarebbe meglio?

    8. E’ un vero schifo, hai ragione! E poi, per quale motivo gli uffici postali sono aperti quasi ovunque soltanto fino alle 13 (tranne nei centri grossi)???
      Accettate il mio consiglio: non appena potete, preferite la trasmissione telematica dei dati (email certificata, fattura elettronica, e-banca, etc. etc.). Facendo tutti, nel giro di pochi anni il problema sarebbe risolto.

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