Ma in Italia (e a Brescia) si legge o no? Ce lo dice Solimine

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    Oggi pomeriggio a Brescia presso la Libreria dell’Università Cattolica in via Trieste 17/d, Giovanni Solimine parlerà di “L’italiano che non legge: tra immagine stereotipa e nuovi scenari”.

    Avevano detto che ci avviavamo a una società dell’immagine. Invece, forse mai si è scritto e letto tanto come oggi (sms, email, blog…). Eppure, per quanto riguarda i libri, l’Italia sembra restare sempre il fanalino di coda dei paesi occidentali.

    Giovanni Solimine, a partire da una vasta esperienza nel campo della progettazione delle biblioteche e basandosi su una corposa massa di dati statistici ricavati da diverse inchieste, prova a analizzare il fenomeno della lettura in Italia. I dati sono sconvolgenti con meno del 50% della popolazione abituata a leggere (ma 50 anni fa era il 15%) e solo circa il 4% di lettori “forti”, quelli che consumano almeno un libro al mese. Emerge il ruolo, ancora troppo limitato, svolto dalle biblioteche, la concorrenza dei nuovi media, le differenze tra i sessi, le diverse fasce d’età, le aree geografiche. E il futuro non si preannuncia migliore.

    Al di là di quella che sembra una congenita “allergia alla lettura”, lo sguardo si posta poi sul positivo, sulle iniziative messe in atto per la promozione della lettura, su ciò che è possibile fare per sostenere e diffondere la cultura del libro. Si tratta di un’indagine seria, affascinante e indispensabile a chi si occupa di libri o, semplicemente, ama leggerli.

    Giovanni Solimine, L’Italia che legge, Roma-Bari, Laterza, 2010

    L’ingresso è libero.

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