La famiglia e le ipocrisie di una “giunta immaginaria”

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    Nell’ultimo Consiglio comunale il centro destra ha respinto un mio emendamento che prevedeva che il “nuovo assessorato alla famiglia” non fosse esclusivamente riferito ad una famiglia “fondata sul matrimonio tra uomo e donna”.

    A sostegno di questa opinione ho portato diversi argomenti. Il fatto che a Brescia tali famiglie rappresentano solo il 37% dei circa 92 mila nuclei familiari. Che la Costituzione nel riconoscere “i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”, non nega per questo diritti anche ad altre forme di convivenza affettiva o semplicemente solidale. Che una decina d’importanti leggi disciplinano rapporti familiari e tutelano conviventi e minori di “coppie di fatto”. Che il ministro Sacconi nel Forum nazionale sulle famiglie ha specificato che le politiche governative sono estese anche alle famiglie di fatto. Che il testo stesso della Giunta Paroli prevede interventi per famiglie, in assenza di matrimonio.

    Nulla da fare. Pur di fronte alla ragionevolezza degli argomenti, all’evidenza dei reali problemi sociali da affrontare, agli obblighi stessi della legge, nulla fa fare.

    Perchè? Semplicemente per una strumentalizzazione politica ed una opportunistica adesione ideologica. Come ho detto nel mio intervento in Consiglio: una bandiera da esibire sul pennone.

    Ma se così stanno le cose vanno messi in campo anche altri argomenti. Senza dover attingere solo al vasto e ben noto campionario esibito dal Rubygate del presidente Berlusconi.

    Per quanto mi riguarda sono profondamente convinto della libertà delle scelte personali, del valore delle responsabilità che implicano, del rispetto assoluto che esse meritano.

    Ma quando sul tema della famiglia ci si trova di fronte ad amministratori pubblici che pretendono da altri il contrario di quel che loro fanno, quando viene meno da parte loro la reciprocità del rispetto, che si fa?

    Penso che non si debba tacere. Perché prima del rispetto per sindaci, presidenti di consiglio ed assessori – e del codazzo di pavone delle loro ipocrisie – meritino rispetto, in primo luogo, i cittadini che hanno il diritto d’essere ben amministrati e non ben imbrogliati. Di aver davanti la verità dei fatti e non l’ingarbugliamento delle menzogne.

    Si possono praticare due vie, entrambe – per così dire – “evangeliche”. L’una prevede di porgere l’altra guancia, l’altra ci ricorda – nel vangelo di Matteo – che chi di spada ferisce di spada perisce.

    Ricordo, in occasione del referendum sul divorzio del ’74, d’aver chiesto a bruciapelo, e senza alcun fair play, ad un esponente D.C., testimone del no al divorzio e del matrimonio “indissolubile”, perché volesse negare ai cittadini ciò che si sapeva aspettasse in grazia per se stesso. Già, “politically scorrect”, da parte mia! Ma non l’ho più visto in giro per l’intera campagna elettorale. In compenso, tempo dopo non mi è mancata l’occasione, con una certa qual mia faccia tosta, di congratularmi con lui per la sua nuova famiglia. E, pure con la nuova moglie, del fatto “provvidenziale” che il marito avesse perso il referendum.

    So che è un terreno delicato, scivoloso, ma so anche per certo che su temi così “sensibili” per le libertà personali non si è obbligati a rispettare chi non porta rispetto. So anche che non si può per convenienza elettorale subire la logica dei “nuovi crociati” che brandiscono il crocifisso come spada od il matrimonio come un’ideologia di appartenenza e di discriminazione tra i cittadini.

    E’ questa una delle “aggressioni” in piena regola imposte in Loggia, a fil d’alabarda leghista, e subita da quasi tutto un centro destra, ormai privo di autonomia, leghizzato senza neppure un vago tentativo di resistenza. Neppure di fronte ai conati secessionisti d’un assessore. Con l’eccezione del collega Agnellini e pochi altri.

    Temi troppo seri, troppo delicati che vanno dritti al cuore delle libertà personali e della laicità delle istituzioni. Anche locali.

    Troppo importanti per la civiltà dei rapporti per non sentire il dovere di additare pubblicamente l’ipocrisia dei “sepolcri imbiancati”, come si suole dire per queste occasioni. A maggior ragione, a livello di Comuni, se si tratta di sindaco, presidente di consiglio e d’alcuni assessori, che – in base ai criteri che loro vorrebbero imporre agli altri, ma non a se stessi – razzolano un gran male.

    Sindaco, presidente, assessori immaginari – ben s’intende! – d’una città immaginaria che potremmo chiamare – con Italo Calvino – Leonia. Una città in cui alcuni amministratori esigono dagli altri “rigore e pulizia”, mentre accumulano – lontano però dalla vista dei cittadini – montagne di menzogne e di pattume.  

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    UN COMMENTO

    1. colpire sul personale una persona , penso che sia una grande vigliaccata di persone a orto di argomentazioni poitiche per un civile confronto.Qualcuno prima di criticare, dovrebbe accertarsi cosa succede nella propria di famiglia !

    2. certo che sentire parole come sepolcri imbiancati e crocefisso da una persona che arriva da una parte politica che fino a poco tempo fà dava la caccia ai pretazzi neri, fà un pò ridere.Un minimo di coernza, a volte, non guasterebbe !

    3. Pure gli "stilisti", ci sono, ovvero chi dice delle mie cadute di stile, senza dir nulla nel merito. Ovvero se è giusto che un assessorato alla famiglia discrimini situazioni di bisogno sociale o dei minori sulla base dell’esistenza o meno del matrimonio. Intanto se ho perso il voto dello “stilista”, penso abbia sbagliato lui a darmelo. Mi dispiace, ma non posso restituirglielo, quindi s’informi meglio la volta prossima. Io non ho mai cambiato opinione su questi argomenti. Massimo rispetto per le diverse scelte personali e familiari, massima contrarietà a chi ne fa una strumentalizzazione politica, a maggior ragione se pretende dagli altri il contrario di ciò ch’egli fa.
      Una dimostrazione di coerenza mia per gli "stilisti"? Non c’è una sola parola del sottoscritto (e di tutti i candidati del PD) in campagna elettorale che abbia fatto riferimento alle vicende familiari del candidato Paroli. E non per stile, ma per convinzione di libertà e di laicità, per rispetto delle persone. Ma quando si pretende che un’istituzione amministrata da queste stesse persone discrimini gli interventi del Comune in base al colore della pelle (Bonus bebè) o alle diverse vicende familiari, in ossequio elettoralistico alla Lega ed al matrimonio (che riguarda il 37% dei 92 mila nuclei familiari) allora si bara al gioco. Ed è un barare sulla pelle dei cittadini spesso più bisognosi, che non hanno gli stipendi mensili di 10 o 15 mila euro, di presidenti di consiglio o di parlamentari, o carte di credito per cene gratis a spese del Comune. E quando si bara al gioco non ci si sorprenda che qualcuno – che non ha il complesso del bon ton – s’indigni e rovesci il tavolo! E rinfacci ai diretti interessati, che siano, sindaci, presidenti del consiglio od assessori l’inaccettabile doppio gioco che stan facendo sulla “famiglia”, imbrogliando con carte truccate i cittadini.
      In quanto al "sinistro sinistrato" ben gli si addice il suo nickname. In tempi non sospetti (da segretario prov. dei DS) ho motivato sulla Voce del Popolo – da laico, non credente – il perchè ero contro la defissione dei crocefissi. Quanto poi alla mia “caccia ai pretazzi neri” il “sinistrato” non ha neppure idea verso quanti “pretazzi neri” nutra amicizia ed un immenso debito personale di riconoscenza. Anche per ciò che fanno per la dignità delle persone. Magari pure loro senza adeguare lo stile al galateo di mons. Della Casa, dovendosi occupare di poveri cristi, magari stranieri, di persone anziane sole, di ragazze sulla strada o di minori che il matrimonio dei genitori neppure san cos’è.
      Claudio Bragaglio

    4. Sig. Bragaglio duro, forse politicamente scorretto, ma tanto, tanto vero. d’altronde, cosa si può pretendere da un Sindaco che, mentre il consigliere Capra gli rivolge la parola educatamente da non più di tre metri di distanza, in diretta televisiva di consiglio comunale, continua sfacciatamente a leggere il giornale, nonostante gli stessi richiami di Capra? Cosa si può pretendere da un simile villano?

    5. Penso che il Sig. Bragaglio che da tanto (e forse troppo)tempo in politica abbia fatto dichiarazioni di "frustrazione" assolutamente non condivsibili visto che probabilmente anche nel suo di armadio ci dovrebbero essere un pò di scheletri, ma che sicuramente lui non ricorda di avere. Se la politica è ridotta a questo (e purtroppo lo è) siamo veramente nei guai, caro consigliere " MENO PAROLE E PIU’ FATTI", "MENO ACCUSE E PIU’ LAVORO", più spazio ai giovani, voi avete già dato e soprattutto PRESO abbastanza. Se il suo impegno è guardare nelle case degli altri di cui tra l’altro ne parla senza conoscerne i fatti, i drammi e le vere problematiche con la scusa di creare un "Assessorato alla Famiglia" che di colpo le sembra urgente, questa non è più politica ma un mero sopravvivere per andare sui giornali. E’ grazie a gente come lei che mi sono allontanato dalla sinistra ma soprattutto dalla politica. Abbia il buon senso di chiedere scusa a chi a così vilmente ha voluto dare "lezioni di famiglia", lo chiedo non per me ma per se stesso, spero che almeno un pò di vergogna le sia rimasta.
      Cittadino deluso.

    6. Consigliere Bragaglio,
      la sua caduta di stile nel corso del consiglio comunale mi ha lasciata perplessa. Pensavo fosse dovuta ad un momento di “smania da protagonismo” a causa della presenza della diretta televisiva, ma i suoi attacchi politici attraverso la strumentalizzazione di vicende personali mie e di altri esponenti della giunta sono proseguite sulle pagine di questo blog.
      Al di là della contrapposizione politica la ritenevo una persona intelligente e sensibile, ma dal suo comportamento mi sono ricreduta
      Entrando nel merito delle sue argomentazioni ritengo che il suo “predicare bene e razzolare male”, pur tenendo in considerazione il mio status di separata, nulla ha a che vedere con ciò che sostiene.
      Avrebbe ragione se io non titolare di una famiglia propriamente detta, ovvero non inserita in un nucleo famigliare fondato sul matrimonio chiedessi contributi all’amministrazione comunale e questi contributi, pur non spettandomi mi venissero erogati.
      Ma al di là di questa mera considerazione sulle sue argomentazioni assolutamente sbagliate nel merito, trovo che lei sia riuscito ad andare oltre ad una mancanza di stile.
      Sottolineare condizioni personali e dolorose che una persona si trova ad affrontare (suo malgrado) ritengo superi ogni confine con la decenza.
      Ritengo sia più squalificabile l’atteggiamento di molti che si ergono a difensori della famiglia, mantenendo “le apparenze” e poi dietro la facciata “perbenista” compiono le peggiori cose (Marrazzo docet).
      Mi spiace constatare quanti e quali siano i mezzi che lei utilizza per confondere i cittadini e quindi ritengo siano dovute alcune precisazioni. Per quanto riguarda il mio “stipendio”, le ricordo che è lo stesso che lei ha preso in qualità di assessore della Giunta Corsini e quindi sa benissimo che non è di 10.000-15.000 euro, ma di 2.600. La vicenda carte di credito non mi riguarda poiché, come lei sa, l’ho rifiutata fin dall’inizio. Consigliere Bragaglio, immagino che in futuro dovrò aspettarmi che il suo atteggiamento (che peraltro so non essere stato condiviso da molti colleghi del suo stesso partito) rimanga coerente alla scelta intrapresa del pettegolezzo e denigrazione e mi spiace, non per la sottoscritta, ma per il mondo della politica che perde di credibilità nei confronti dei cittadini.

      Simona Bordonali

      p.s. Eviti di rispondermi (come fa solitamente in consiglio comunale) che non ho capito. Io ho capito ed anche gli elettori comprendono alla perfezione quando vengono presi per il naso.
      inoltre: non pensa che siano terminati i tempi (specifico: i suoi)in cui si riteneva che il popolo fosse "bue"?

    7. Anche io ho sottoscritto l’emendamento di Bragaglio, perchè ho trovato davvero inaccettabile, da cattolico, questo desiderio di piegare le istituzioni bresciane alla necessità di piantare una bandierina ideologica sul nome di un assessorato.
      Che senso ha, infatti, se non quello, rinominare l’assessorato alle politiche familiari in "assessorato alla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna"?
      Allora, zelanti per zelanti, perchè non chiamarlo addirittura "assessorato alla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e finalizzata alla procreazione"?
      Perchè delle due l’una: o si è coerenti con tale modifica, e allora non si aiuteranno più, tra gli altri, le ragazze madri e i loro bambini in stato di bisogno (alla faccia della cultura cattolica…).
      Oppure li si aiuteranno ancora, e allora si tratta di pura e semplice e insopportabile ipocrisia.
      Propendo per la seconda.
      Sugli accenni alle vicende personali, anche solo per evitare gli equivoci e i fraintendimenti che hanno ferito Simona Bordonali, devo ammettere che io avrei evitato.

    8. Cara presidente Bordonali, a me non importa se lei è divorziata, separata, omosessuale o eterosessuale o se convive con quattro donne, piuttosto che con 4 uomini. Anzi, se è ancora libera, la invito pure a cena… anche se non sono leghista… 😉

      Lei dice: "Ritengo sia più squalificabile l’atteggiamento di molti che si ergono a difensori della famiglia, mantenendo “le apparenze” e poi dietro la facciata “perbenista” compiono le peggiori cose (Marrazzo docet)."

      Le "cose peggiori" sono: "avere rapporti con un transessuale"? Se avesse avuto rapporti con una bella donna Marrazzo si poteva "perdonare"? Ricordo che lo stesso si è dimesso da tempo, senza essere indagato, ma solo in quanto ricattato (da due "Carabinieri" per giunta). Quindi: qual è il comportamento deplorevole? quale doppia moralità avrebbe dimostrato Marrazzo se non SOLO ed ESCLUSIVAMENTE nei confronti di sua moglie? (ma questa è PRIVACY…).

      se a uno piacciono transessuali, donne, uomini o leghisti son fatti suoi.

      Non è forse peggio telefonare in Questura e far liberare una prostituta, marocchina, minorenne, clandestina accusata di furto, facendo valere la carica di Presidente del Consiglio e poi giustificare il tutto con la MEGA BALLA della "nipote di Mubarak?"

      Menzogna peraltro sottoscritta e controfirmata da tutti i parlamentari (servi) tra cui il sindaco di Brescia Paroli, il vice pres della provincia Romele, e altri leghisti suoi compagni di partito come Caparini e Molgora che sono pure deputati e – se presenti in Parlamento – hanno votato compatti a favore della menzogna di regime, vietando l’autorizzazione a procedere per il Sultano. non le pare che esista anche in questo caso una sorta di doppia morale? Vizi privati e pubbliche virtù.

      Il Presidente del Consiglio che lei sostiene e – presumo – apprezza, oltre ad essere ossessionato dalla vulva e essere ostinatamente propenso alla bugia, porta avanti (a parole) e con una notevole faccia di bronzo, la "battaglia" per la famiglia tradizionale, salvo poi trascorrere le proprie notti con varie prostitute (alcune minorenni!!!) travestite da infermiere e/o poliziotte (una delle quali attualmente è consigliere regionale ed era stata inserita nel listino bloccato del presidente ciellino Formigoni).

      Chiedo educatamente: dove sta la doppia morale? Perchè Marrazzo è immorale e Berlusconi invece no?

      E’ necessaria coerenza tra teoria e pratica e credo che tutti i cittadini debbano dimostrarsi coerenti – i politici soprattutto -. Il fatto che lei sia divorziata dimostra solo che la famiglia "tradizionale" non può più essere il solo legame tra persone su cui fondare questa nostra nuova società:

      esistono coppie di fatto etero e omosessuali, ma anche famiglie composte da soli fratelli o sorelle (spesso si tratta di anziani che decidono di vivere insieme per sbarcare il lunario). Perchè queste "unioni" non possono essere riconosciute e/o aiutate?

      Non giudico le persone in base alle loro preferenze sessuali o in base a come vanno le "cose della vita" (per dirla alla Eros) che nulla hanno a che vedere con la politica.

      Sono cose della vita… eppure, una volta di più, la politica si dimostra sorda, cieca e pure incoerente visti i numerosi casi di doppia famiglia di molti membri del parlamento. Bando ai "bigottismi", cerchiamo di riconoscerci in quanto individui diversi, ognuno con la propria storia, ognuno con la propria dignità, transessuali compresi.

    9. Cerco di rispondere ad Enrico Z. perchè la presidente Bordonali non gradisce le mie risposte. In un mare di parole si rischia di naufragare, quindi mi limito all’essenziale.
      Il sig. Enrico critica il sottoscritto, ma attribuendomi il contario di quel che ho detto.
      1)Io non ho proposto né ritenuto urgente il nuovo assessorato alla famiglia, perchè già ne esisteva uno per le politiche familiari.
      2)E’ Paroli a volerlo “basato solo sul matrimonio”, dimenticando che due terzi delle famiglie di Brescia non hanno un matrimonio in essere, quindi verrebbero escluse dai sostegni economici e sociali del Comune. E questo in una situazione di grave crisi di reddito e di lavoro.
      3)Penso che tutti debbano essere liberi e rispettati per le loro diverse scelte familiari. Io me ne guardo bene dal dare “lezioni di famiglia”. Tant’è che, come è avvenuto fino ad oggi, mai le vicende familiari degli amministratori locali, anche in campagna elettorale, sono state oggetto di polemica.
      4)Inaccettabile è discriminare, come vorrebbe la Giunta Paroli, i bisogni sociali di persone e di minori senza sostegno o famiglia, in base all’esistenza o meno d’un matrimonio.
      5)A maggior ragione è inaccettabile ed è ipocrita chi esige, come amministratore pubblico, il matrimonio (degli altri, ovviamente) mentre pratica per se stesso una diversa e libera scelta di vita. Quindi utilizza strumentalmente il “matrimonio” solo per propaganda politica. Da ciò, e solo da ciò, nasce la polemica, perchè si è tentato di imbrogliare i cittadini. Questo il loro stile. E’ il centro destra che non rispetta le famiglie, così com’esse sono realmente, con tutti i loro problemi, e solo per ragioni di propaganda politica. E’ giusto esigere libertà e rispetto per se stessi, ma non impedendoli agli altri!
      6)Infine è incredibile sostenere – come fa la presidente d’un consiglio immaginario – che si agisce correttamente pur discriminando gli altri per via del matrimonio, perchè tanto lei, in quanto separata o divorziata, i contributi al Comune non li chiederebbe. Non le passa per la testa che non di lei ci importa, ma che ci preoccupano le decisioni della Giunta che danneggiano famiglie che hanno bisogno di casa, di sussidi e di sostegni per la crisi e la disoccupazione, e che in base alle scelte del centro destra in Loggia per quasi due terzi dovrebbero essere escluse?
      Claudio Bragaglio

    10. Gli esponenti della destra bresciana e nazionale hanno un ben strano comportamento sui temi della famiglia. Fingono di difendere la famiglia più tradizionale (in verità una famiglia che nella nostra società da tempo si mescola con altre modalità di convivenza che fanno parte a pieno titolo della nostra cultura) ma poi ne violentano le ragioni, come ad esempio è accaduto con la vergognosa vicenda del bonus bebè con la quale si volevano discriminare le famiglie di cittadini stranieri regolarmente residenti a Brescia.
      E’ inoltre paradossale che questi difensori della famiglia siano gli stessi che a Roma tutelano tutti i comportamenti del presidente del consiglio Silvio Berlusconi, comportamenti che non fanno di certo riferimento a quella famiglia che loro dicono di difendere.

    11. Naturalmente in mezzo a tutta questa vicenda di "escrementi " ci mancava lo stravolgente parere di De Martin!
      Che viscidi, lasciate perdere il dolore delle persone.
      Salvo solo Bazoli

    12. Hai notato Giorgio che ci han presi di mira (ah… lo stile mio poverino è caduto in basso, viscido il tuo modo di dire,..), ma non c’è uno che uno di centro destra che entra nel merito per difendere la Giunta Paroli? Una Giunta che – per una strumentalizzazione politica del matrimonio – escluderebbe dal sostegno delle politiche assessorili due terzi delle famiglie bresciane. Si autocommiserano tra loro, per le nostre critiche, ma dimenticano come un dettaglio da niente il danno sociale che procurerebbero ai cittadini più bisognosi. Recitano per se stessi la parte delle povere vittime, mentre con la loro decisione discriminerebbero socialmente la maggioranza delle famiglie! Adesso ci riprovano al Consiglio Comunale di lunedì prossimo, con la Relazione previsionale e programmatica. Stessa musica.
      Claudio Bragaglio

    13. Signor Cimancava, lei utilizza squallide offese, garantite dall’anonimato, x criticarmi e x criticare quanti sostengono il diritto ad avere un assessorato che tuteli e aiuti tutte le famiglie presenti sul territorio cittadino. Non le viene il dubbio che "viscide" siano le scelte di quanti vogliono escludere dalle garanzie dell’assessorato alla "famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna" le moltissime persone che non vivono all’interno di quella tipologia di famiglia? Anzi, io credo che vi siano situazioni che necessitano di maggior tutela all’infuori della famiglia da voi citata, come ad esempio le famiglie delle ragazze madri? Queste ragazze, che x scelta o perchè hanno incontrato padri irresponsabili, si trovano certamente in condizioni più difficili rispetto a quelle delle famiglie tradizionali e la Giunta, già fin dalla scelta del nome di quell’assessorato decide di discriminarle.
      Signor Cimancava lei continui pure a disinteressandosi dei problemi reali delle persone, ma perlomeno eviti le offese a quanti si preoccupano di tutelare tutti i loro concittadini senza discriminarne né x motivi razziali, come la Giunta aveva tentato di fare con il bonus bebè, o x le personali scelte di vita, come ora tenta di fare non garantendo ad una ragazza madre ciò che si garantisce alla famiglia tradizionale.
      Ribadisco inoltre la totale contradditorietà di coloro che a Brescia chiacchierano di famiglia fondata tra uomo e donna, mentre a Roma sono i più strenui difensori di un premier che rappresenta l’esatto opposto di quella famiglia.

    14. Non ho capito alcune cose e vorrei, se possibile, alcune risposte. Cerco di lasciare in disparte le polemiche politiche (anche se la questione è ovviamente tutta politica!) e mi soffermo su alcuni aspetti diciamo amministrativi. Convivo da 12 anni con il mio compagno e abbiamo un bellissmo bimbo di 3 anni. Siamo una famiglia? Sì, siamo una famiglia e guai a chi dice il contrario! Ora non sapevo che l’assessorato comunale avesse nel nome la dicitura "famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna” (ringrazio Bragaglio e il sito per l’informazione). Volevo capire: questa cosa ha qualche effetto pratico? Esclude la mia FAMIGLIA da alcuni servizi o benefici? Nelle domande per alcuni servizi – penso al nido o alla scuola dell’infanzia – il nostro punteggio sarà inferiore rispetto a quello di una coppia sposata? Come è già stato detto, per coerenza dovrebbe essere così, altrimenti quel nome ("famiglia fondata sul matrimonio") è solo demagogia imbevuta di ipocrisia. Ma se fosse davvero così sarebbe gravissimo!!

    15. Gentile sig.ra Luisa, per adesso è solo “demagogia imbevuta di ipocrisia”, come lei ben dice. E della peggiore, perchè vien fatta lucrando sul tema delicato delle libertà personali ed affettive. Una brutta demagogia, anche perchè dovrebbero discriminare due terzi di bresciani! Nel concreto, per ora, una simile definizione dell’Assessorato non implica ripercussioni sui servizi od altro. Ciò che si deve temere è che cammin facendo “si passi dalle parole ai fatti”, con una maggiore legittimazione degli uni a scapito degli altri. Ad esempio, creando corsie preferenziali per assegnazioni di vantaggi nei servizi o di sostegni non in base al bisogno della “famiglia di fatto”, ma in base al solo status di matrimonio. Scriverle, certe cose, è poi una tentazione per realizzarle! Auguri di cuore alla sua bella FAMIGLIA. Brg

    16. Ringrazio il professor Bragaglio per la precisazione. Ma soprattutto – ripeto – per avermi messo a conoscenza di questa cosa. Mi sono ripromessa di seguire la vicenda, per come mi sarà possibile. Ieri sera ne parlavo con il mio compagno e sentivo salire dentro di me un senso di rabbia e inquietudine. Trovo avvilente che degli amministratori possano anche solo pensare di discriminare alcune persone (e sopratutto i loro figli!!!!!) solo per una questione burocratica. Perché chi crede nel matrimonio è giusto e sacrosanto che si sposi ma per me resta una questione burocratica che non aggiunge nulla all’amore e al valore della mia FAMIGLIA. A me delle vicende personali di Berlusconi, Casini o Paroli non interessa nulla e a dire il vero nemmeno le conosco bene. Ma non permetterò che per un atto di "demagogia imbevuta di ipocrisia" si pensi anche solo un attimo di discriminare me, mio figlio e la mia famiglia!!!

    17. Sono rimasta molto colpita dalle preoccupazioni (giustificate?) di Luisa. Poi ho letto il commento di Padanus…beh, siamo messi proprio male!

    18. E’ meglio cominciare a mettere da parte qualche soldino per le spese legali che il comune sperpererà come per il bonus bebè? O le pagheranno solo le famiglie basate sul matrimonio fra uomo e donna? In tal caso è meglio che io e mia moglie ci separiamo

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