Presunte minacce agli ispettori del lavoro, la Cgil critica l’assessore Rizzi

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    Con una nota intitolata “Il lavoro degli ispettori e le minacce dell’assessore Rizzi” – che riprende un articolo pubblicato sul Fatto quotidiano – la Cgil bresciana critica le presunte minacche che l’assessore regionale Monica Rizzi avrebbe fatto agli ispettori del lavoro che hanno fatto visita all’azienda del fidanzato.

     

    ECCO IL TESTO:

     

    Dall’articolo di Gianni Barbacetto sul «Fatto Quotidiano» del 10 marzo 2011 si viene a sapere che Monica Rizzi, Assessore Regionale allo Sport per la Regione Lombardia ed esponente della Lega Nord, a seguito di un’ispezione della Direzione Provinciale del Lavoro di Brescia che ha interessato l’azienda del fidanzato, si è sentita autorizzata a scrivere, su carta intestata dell’Assessorato, una lettera all’Assessore Bontempi della Provincia di Brescia (Lega Nord) non solo lamentandosi del fatto ma anche minacciando “dettagliate” segnalazioni agli Enti regionali e nazionali qualora gli Ispettori dovessero reiterare tali attività. Rimarcando, per giunta, che essendo l’Ispettrice interessata di origine meridionale, andrebbe “rimandata a calci nel culo in Burundi”.

    La Camera del Lavoro di Brescia, la FP e la Flai Cgil ricordano che la Provincia non ha alcuna competenza in merito alle Ispezioni del Lavoro e chiedono al Presidente della Regione Lombardia Formigoni e al Ministro Sacconi un parere in merito.

    I fatti, se confermati, sarebbero gravissimi e necessiterebbero di un intervento del Ministero del Lavoro a tutela dei propri dipendenti impegnati ogni giorno a far rispettare la legge. La dignità di chi svolge con competenza ed etica, quotidianamente, funzioni pubbliche, d’interesse per tutta la collettività, non può essere calpestata, ma va al contrario riconosciuta e rispettata. Anche per questo le lavoratrici e i lavoratori della FP CGIL si mobilitano il 25 marzo in tutto il paese e con iniziative locali nel territorio lombardo. Anche per questo la FP CGIL Lombardia sciopera il 6 maggio con tutta la CGIL.

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    UN COMMENTO

    1. Caspita, questa è una notizia ? Praticamente è una dipendenza la tua dipetrino, il paraocchi lo regalano insieme al quotidiano ?

    2. Il paraocchi ce l’ho io o tu??? E’ una notizia se un assessore minaccia gli ispettori del lavoro? Se è vero è grave. Se poi non è vero è un altro discorso. Ma qualcuno deve rispondere a quell’articolo….

    3. MESSAGGIO CANCELLATO DALLA REDAZIONE PERCHE’ CONTENEVA UNA DELLE SEGUENTI VIOLAZIONI ALLA POLITICA DEL SITO: – INSULTI O VOLGARITA’ – SPAM – VIOLAZIONE DEL COPYRIGHT – CONSIDERAZIONI CHE NECESSITANO DI UN APPROFONDIMENTO ANCHE LEGALE – CONSIDERAZIONI VERSO TERZI PASSIBILI DI DENUNCIA. INVITIAMO L’INTERESSATO AD ATTENERSI ALLE REGOLE DEL BUON SENSO O SAREMO COSTRETTI, SU RICHIESTA, A SEGNALARE L’IDENTIFICATIVO DELLA SUA CONNESSIONE A CHI DI DOVERE.

    4. Ma davvero ci meravigliamo? Non l’abbiamo ancora capito quando diffuso è questo stile tra gli eletti e il sottobosco di non eletti di quel partito?
      Prendete, per esempio, il caso della dottoressa Simona Zambelli, attuale portaborse del presidente della provincia, quella che è riuscita a occupare 4 o 5 incarichi contamporaneamente.

      Tra i posti che la nostra pluridirigente leghista ha occupato, interessa oggi quello al comune di Capriolo, dove era, contemporaneamente, dirigente e segretario comunale facente funzioni.

      Entra in comune nel 1997 e, dopo sei mesi come collaboratrice occasionale, diventa vice segretario comunale, funzione in cui rimane dal 01/01/1998 al 17/08/2006. Ma il 01/02/2006 ne diventa dirigente di ruolo, grazie a un concorso che costituisce un esempio quasi paradigmatico delle distorsioni a cui si faceva cenno più sopra.

      Infatti, fino a quel momento il posto di dirigente nel comune di Capriolo non esiste, viene creato apposta e messo a concorso.

      Il concorso non è molto frequentato, ma soprattutto, è caratterizzato da una singolare similitudine tra una delle tracce d’esame e gli argomenti trattati nella tesi di laurea della candidata poi risultata vincitrice.

      Infatti, la dottoressa Zambelli si laurea in economia e commercio nel 1996 presso l’Università degli studi di Brescia, con una tesi dal titolo “Contrattazione della flessibilità e stili di direzione aziendale: il caso Fiat.”.

      E, con un vero colpo di fortuna, oltre a una traccia in materia urbanistica e a una in tema di entrate e bilancio, si vede proporre un tema d’esame che verte in materia di modelli privatistici nella struttura amministrativa del comune, tema piuttosto inusuale in una pubblica amministrazione, soprattutto di un comune di modeste dimensioni, ma curiosamente assimilato alla sua tesi di laurea.

      Se a qualcuno, a questo punto, fosse sorto qualche sospetto, gli farà bene sapere che la commissione d’esame era presieduta da Gabriele Busti, oggi dirigente in Regione Lombardia, e composta anche dal geom. Battista Bosetti, titolare dello studio Bosetti&Gatti di Castelmella, e da Nicola Mazzoni, commercialista in Desenzano.

      Riuscire a formare la commissione era risultato allora particolarmente laborioso, a causa delle molteplici rinunce di commissari incaricati, insediati, riuniti in seduta e poi receduti dall’incarico; fin dall’inizio, tuttavia, in commissione era stata prevista la presenza del geom. Battista Bosetti, e questo non è senza significato, perché lui e il suo studio hanno ricevuto molti incarichi dal comune di Capriolo, sia prima che dopo questo concorso, in materia di sviluppo del territorio, urbanistica e insediamenti produttivi. E tutti a firma Simona Zambelli.

      Del resto, anche altri atti prodromici al concorso attirano l’attenzione: per esempio, il posto di dirigente a Capriolo, come s’è detto, non c’era, e viene creato per l’occasione.

      L’atto con cui viene istituito reca proprio la firma della stessa Simona Zambelli che, come facente funzioni di segretario comunale, predispone il regolamento approvato nella seduta della giunta comunale del 28/10/2004, con il quale viene stabilito di dotare il comune di questa figura, fino ad allora non necessaria, e vengono dettati i criteri per la sua scelta.

      Naturalmente la deliberazione reca il visto di regolarità amministrativa della stessa Zambelli, che, in qualche modo, sarà, poco più di un anno dopo, la beneficiaria del provvedimento.

      Tutta la vicenda di questo concorso, così costellata di peculiarità e “stranezze”, non ha mancato di suscitare qualche irrigidimento e qualche reazione. Molto critico, all’epoca, fu il dr. Francesco Carbutti, titolare della posizione di segretario comunale a Capriolo, funzione che faceva convivere “a scavalco” con l’analoga posizione di segretario comunale a Urgnano (BG), come spesso accade.

      Si dice che su questa vicenda il dr. Carbutti abbia, all’epoca, sollevato più di una questione, pur con le difficoltà connesse al fatto che il suo incarico non prevedeva la presenza a tempo pieno. Si dice anche che le sue perplessità gli siano costate il posto.

      Fatto si è che egli cessò di essere segretario comunale di Capriolo e ora, forse più felicemente, è segretario comunale a Majori.

      Ma anche i partecipanti al concorso dovettero percepire qualche segnale di irregolarità, se è vero, come è vero, che più di uno accedette agli atti (tra questi la dottoressa Gloria Rolfi, oggi dirigente della comunità montana Sebino bresciano) e che la Procura della Repubblica di Brescia, nel corso dell’indagine preliminare iscritta al n. 19801/2005 RGNR, ebbe ad acquisire tutti gli atti relativi al concorso.

      Intanto però, grazie anche a un’opportuna abbreviazione del periodo di prova, la nostra dottoressa padana si era messa le spalline da dirigente, spalline oggi preziosissime, come vedremo più avanti.

      Ma prima di arrivare a oggi, vale la pena di esaminare una serie di effetti collaterali della vicenda che abbiamo raccontato: infatti, un poco come nel gioco dei rimbalzi delle palle sul bigliardo, la traiettoria della dottoressa Zambelli ne determina altre.

      Per esempio: per Capriolo passa un giovane di belle speranze, di nome Pier Enrico Longinotti; vi rimane da novembre 2004 a maggio 2007 come funzionario alle dipendenze della nostra Zambelli. Si tratta di un uomo di solida fede leghista e viene portato da Gussago a Capriolo proprio da lei. Poi, nel maggio del 2007, grazie alla mobilità si trasferisce al comune di Desenzano, dove si guadagna la “posizione organizzativa” (una specie di mezza dirigenza).

      Nel 2010 il comune di Ospitaletto, di cui è sindaco il leghista Giorgio Prandelli, anche assessore al patrimonio nell’amministrazione provinciale, e dove nel frattempo la solita dottoressa Zambelli è diventata dirigente a tempo determinato e vice segretario comunale, tiene un concorso per un posto di dirigente di ruolo.

      Classificati: 1° posto Butticè Alessandra, già in forza allo stesso comune; 2° posto Longinotti Pier Enrico, di cui stiamo parlando; 3° posto Bugatti Santina Katiuscia, già avvocato dell’avvocatura provinciale, ora dirigente del comune di Treviglio; 4° posto Medaglia Sabrina, attuale dirigente a tempo determinato del Settore Cultura e Turismo in Provincia (quella che firma le determinazioni di incarico e gli impegni di spesa per i concerti di Rojatti, ricordate?).

      A parte l’ovvia considerazione che ciascuno potrà fare sul fatto che in questi concorsi si classificano (forse partecipano) solo quelli che già un posto ce l’hanno, quel che ci interessa è che la commissione d’esame della nostra Zambelli comincia a cucire anche sulle spalle di Longinotti le agognate spalline di dirigente.

      Infatti, l’idoneità acquisita e il secondo posto gli aprono la prospettiva, con la solita tecnica della mobilità, di agguantare la dirigenza.

      A questo punto, prima di arrivare ai giorni nostri, tocca aprire una parentesi per seguire la traiettoria di qualche altra palla sul nostro tavolo da bigliardo. E scoprire così che il brillante dr. Longinotti, verso la fine del 2010, viene nominato dal Comune di Coccaglio (di cui è sindaco il leghistissimo Franco Claretti, pure dirigente del Comune di Brescia) presidente di una commissione di concorso per l’assunzione di un impiegato amministrativo (categoria C1).

      La graduatoria è datata 03/12/2010 e vede fortunata vincitrice dell’unico posto a concorso la signorina Zambelli Roberta, classe 1974. Un’omonimia? Neanche per idea: è proprio la sorella minore della nostra Zambelli; un giro del bigliardo, quattro sponde, le palle si toccano al punto giusto, e una va in buca.

      E così, sempre carambolando, siccome il posto di dirigente di ruolo della Zambelli a Capriolo è di fatto vacante perché la stessa è portaborse del presidente della provincia, il nostro Longinotti con l’ennesima mobilità dal Comune di Desenzano torna al Comune di Capriolo, in paziente attesa…

      Ma per completare il giro di carambola manca ancora una palla: è quella di Pedrali Davide, figlio di Pedrali Agostino, consigliere comunale leghista e assessore ai servizi sociali. Indovinate in che comune? Ma in quello di Coccaglio, neanche a dirlo.

      Con un concorso del comune di Capriolo, anche la palla del figliolo dell’assessore trova la sua buca: la graduatoria pubblicata il 23/12/2010, a firma del dirigente del settore amministrativo Pierenrico Longinotti, Davide Pedrali si sistema con un impiego a tempo indeterminato presso il Settore tributi del comune franciacortino.

      Così il cerchio si chiude: la Zambelli fa la commissione a Ospitaletto che promuove dirigente Longinotti; Longinotti fa la commissione a Coccaglio che nomina la sorella della Zambelli; e siccome Coccaglio non è l’ultima ruota del carro, Longinotti, appena tornato a Capriolo, si trova per le mani il concorso per l’assunzione di un impiegato che, guarda caso, è proprio il figlio dell’assessore di Coccaglio.

      E oggi? Le palle sembrano tutte finite nella loro buca, o no? In realtà, per finire la partita di carambola mancano ancora due palle e due buche: la nostra dottoressa Zambelli e il nostro dottor Longinotti, appunto.

      Entrambi, infatti, hanno ottenuto, rispettivamente dal comune di Capriolo la prima, e dal comune di Ospitaletto il secondo, l’autorizzazione preventiva e incondizionata alla mobilità.

      Perché? Perché per la prima, portaborse del presidente della Provincia, a fine marzo 2011 si libera il posto di capo di gabinetto nella stessa amministrazione: il bando è pubblicato, il posto è destinato a essere ricoperto con il solo ricorso alla mobilità, e il termine di presentazione delle domande è scaduto al 10/03/2011. Quello di capo di gabinetto è l’incarico dirigenziale con l’emolumento più alto di tutta l’amministrazione provinciale, perché è il più delicato.

      Tempo Moderno scommette che la dottoressa Zambelli si candiderà e, siccome la scelta è rimessa "all’insindacabile giudizio del presidente” (sic!), l’esito non sarà dissimile da quello di tutti i concorsi di cui si è fin qui narrata la storia. Così, vincendo un concorso per un posto di dirigente creato ad hoc in un comune che del dirigente non aveva bisogno, la Zambelli si aggiudicherebbe l’incarico dirigenziale più ambito – e pagato – di tutta l’amministrazione provinciale.

      Il suo passaggio in mobilità nei ruoli della provincia libererà il posto di dirigente nel Comune di Capriolo, dove è già pronto, opportunamente rientrato da Desenzano, il dr. Longinotti, con il consenso alla mobilità sul concorso per dirigente di Ospitaletto.

      Ed ecco, che anche le ultime due palle della carambola sono finite nella loro buca.

      http://www.tempomoderno.it

    5. Siamo in fase preliminare. Se fossero confermate le notizie la mossa della Rizzi sarebbe gravissima e non trascurabile. Sono vergognose difese o accuse a prescindere. Se colpevole a casa se innocente scuse e buon lavoro. Agli "amici" leghisti: se vostro figlio, fratello, padre avesse qualche incidente sul lavoro, in una ditta che presenta irregolarità, che si trova nelle grazie di quaulche politico (verde, rosso o nero) ??? La realtù non si può sempre dibattere come allo stadio o al bar durante una briscola … è più complessa ….

    6. La Rizzi è indegna di fare non solo l’assessore, ma anche politica. Un vero politico sa mantenere i nervi saldi e non perde la testa al punto di scrivere (scrivere!) lettere del genere (ignorando, fra l’altro, che il destinatario della missiva non ha potere diretto nella rimozione di un funzionario). E un vero politico non si fregia di titoli falsi… ma in quello è in buona e nutrita compagnia.

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