Presunte minacce, la Rizzi attacca: “Non ho scritto alcuna lettera, querelerò la Cgil”

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    Non ho scritto alcuna lettera e querelerò la Cgil e tutti quanti sostengono il contrario. E’ dura e netta la replica dell’assessore regionale Monica Rizzi dopo che una nota del sindacato e un articolo de Il Fatto quotidiano riferivano di presunte minacce dell’esponente leghista agli ispettori del lavoro (leggi qui).

    “In relazione al comunicato stampa diramato dalla CGIL di Brescia relativo a false e fantasiose lettere che la sottoscritta, Monica Rizzi, assessore di Regione Lombardia, avrebbe scritto” si legge in un comunicato diramato in serata dalla Rizzi “sono a informare che ho dato mandato ai miei legali per querelare non solo la CGIL ma anche tutti i soggetti, organi di stampa e non, che vadano sostenendo l’esistenza di un documento da me sottoscritto. Mai ho scritto o firmato simili lettere e invito chiunque, prima di darne notizia, a trovarne riscontro autentico presso i protocolli di Provincia di Brescia piuttosto che Ispettorato del Lavoro od anche Regione Lombardia. Simili falsità non solo mirano a danneggiare la sottoscritta, ma anche a delegittimare la Lega Nord. Invito tutti a non cadere in tranelli posti ad arte e a basarsi solo ed esclusivamente su fatti veri ed incontrovertibili, anzichè su mezze parole artatamente seminate qua e là. La verità viene sempre a galla, così come i mandanti di idiozie e falsità simili. Ho piena fiducia nella magistratura e, con serenità e tranquillità, lascio che operi fino in fondo per valutare il mio operato”.

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    UN COMMENTO

    1. Facile che la lettera non sia stata protocollata, come avviene in genere per le lettere agli assessori. Facile che la passerà liscia, su questo. A meno che non si trovi la lettera

    2. Come volevasi dimostrare l’ennesimo caso montato ad arte dalla disinformazione di sinistra (il fatto) e dall’ultimo rimasuglio di vetero-comunismo (la cgil). Ma "la verità viene a galla!" Brava Monica, vai avanti!!!

    3. Facile invitare a cercare dove non può essere: non è indirizzata all’Ispettorato del Lavoro o alla Regione, e le lettere indirizzati direttamente agli assessori da altri esponenti politici non vengono protocollate. L’articolo del Fatto quotidiano, però, ne cita dei passi testuali, e non sono così sprovveduti da inventare. Prevedo che, al momento giusto, Barbacetto arriverà sventolandola. Certo che, se proprio doveva prendere la parola, l’assessora poteva prendere posizione seriamente, e non solo su questa vicenda. Perchè non querela il Fatto anche per la vicenda della sua laurea? Ma soprattutto, perchè questi signori, quando vengono criticati, invece di dare risposte nel merito (visto che sono personaggi pubblici) reagiscono sempre e solo minacciando querele?

    4. l’arroganza non ha limiti…Cara rag.Rizzi cosa c’entra la Lega Nord ?qui la questione è un’altra. Se ritiene di essere stata diffamata vada fino in fondo ed eviti di minacciare a vanvera !!!

    5. Mi piace l’idea di pensare, in democrazia, che una persona non è colpevole fino alla condanna, poi se le quattro-minchie vogliono condannare prima….ma…mi lasciano molto perplesso, se non nel merito nel metodo.

    6. un rutterti (che è un po’ come le quattrominchie) spesso faticano a capire la differenza tra critica e condanna. E a capire che le azioni di chi fa politica sono soggette a un giudizio politico che non ha nulla a che vedere coi tribunali… ma forse fa comodo far credere alla gente che l’unica cosa che conda sono le sentenze, così qualsiasi porcata è giustificata, tanto le sentenza ci mettono anni ad arrivare. Cerchi su Wikipedia la storia della moglie di Cesare… metodo, e merito

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