Attacco alla Libia, i tornado di Ghedi si rischierano nella base di Trapani

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    I tornado di Ghedi sono stati spostati a Trapani dove si stanno schierando per un eventuale attacco aereo sulla Libia. Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, gli arei dell’aviazione militare italiana sono stati posizionati nella base siciliana pronti a un possibile impiego nella missione contro Gheddaffi. Si tratta dei Tornado ECR di Piacenza, specializzati nella distruzione delle difese missilistiche e radar, e – come detto – dei Tornado IDS di Ghedi, con capacita’ di attacco. Insieme ai Tornado, sono stati schierati nella stessa base anche i caccia Eurofighter di stanza a Grosseto. Nella base di Trapani sono gia’ schierati dei caccia F-16, aerei radar Awacs della Nato e aerei per il rifornimento in volo.

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    CALCIOBRESCIANO
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    UN COMMENTO

    1. Chiamiamo le cose con il loro nome: francia e inghilterra hanno paura di perdere i loro serbatoi di petrolio!!! è colonialismo!! Riporto il comunicato firmato anche da padre zanotelli:

      "Dopo il voto, inaccettabile, del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che ha autorizzato, insieme alla no-flight zone, il ricorso a “tutte le misure necessarie” (di fatto il via libera ai bombardamenti), si moltiplicano le notizie di un imminente intervento militare anglo-francese (con una misera foglia di fico araba) sulla Libia.
      Noi, che siamo cittadini di un paese che porta responsabilità grandi per la situazione che storicamente si è creata in Libia, ci dichiariamo disponibili a sostenere ogni azione legittima che contribuisca a fermare lo spargimento di sangue e a trovare una soluzione politica alla crisi, mentre dichiariamo la nostra ferma contrarietà ad ogni azione bellica condotta dall’esterno contro un paese sovrano.
      Quale che sia il regime, quale l’ordinamento che lo regge, la Libia resta un paese sovrano. Un paese diviso, in preda a una guerra civile assai grave, che ha già prodotto migliaia di vittime, ma non vi sono tribunali esterni, tanto meno armati, che potranno sciogliere legittimamente i nodi che vi si sono aggrovigliati. Non c’è alcuna legittimità in questa impresa, se verrà tentata.
      L’obiettivo dei sostenitori dell’intervento è consegnare la Libia a un partner affidabile in qualità di fornitore di materie prime energetiche.
      Sappiamo già che la no-flight zone sarà presa come pretesto per bombardamenti, come al solito “chirurgici”, di cui altri morti, militari e civili, saranno il prezzo che il popolo libico dovrà pagare.
      Ironia della sorte, toccherà di nuovo a Francia e Inghilterra il ruolo infausto che assunsero nella lontana crisi di Suez. Allora agirono apertamente nel loro interesse. Oggi fingono di farlo per “ragioni umanitarie”".

      Marino Badiale,
      Maria Bonafede,
      Gennaro Carotenuto,
      Angelo Del Boca,
      Tommaso Di Francesco
      Giulietto Chiesa,
      Massimo Fini,
      Maurizio Pallante,
      Fernando Rossi,
      Alex Zanotelli.

    2. Ma che stai dicendo??? Ma quale colonialismo??? Ci saranno in ballo anche interessi economici, ma qui stiamo parlando di un dittatore che sta massacrando la sua gente!!!!

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