Alfredo Bazoli: inaccettabili le critiche a Milani

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    “Le critiche mosse a Milani sono inaccettabili”. Così Alfredo Bazoli – consigliere comunale del Pd e figlio di una delle otto vittime della Strage di piazza Loggia – commenta le contestazioni subite da Manlio Milani – presidente dell’associazione Familiari delle vittime – per aver partecipato a un’iniziativa organizzata dall’associazione di estrema destra Casa Pound. “Io non faccio parte dell’associazione dei familiari”, spiega Bazoli, “ma credo che ciascuno di noi si dimetterebbe volentieri dal ruolo di familiare di una delle vittime di quella bomba. Chiedere le dimissioni di Milani – come ha fatto qualcuno – è vergognoso, tanto più alla luce del ruolo che Manlio ha avuto e ha nel tener viva la memoria di quanto accaduto”. Quanto, invece, al merito della questione Bazoli sottolinea che “il dialogo con chi vuole dialogare non può certo essere cosa dannosa. Per questo non ritengo sbagliata la scelta di partecipare a un incontro con persone che si riconoscono nei valori della destra sociale, incarnata storicamente anche dal fascismo. Milani”, prosegue il consigliere del Pd, “ha sempre cercato di confrontarsi con tutti, perché è fondamentale cercare di costruire un terreno comune anche con persone che oggi hanno opinioni diverse dalla nostra. Io”, conclude Bazoli, “credo che il punto di incontro si possa trovare nei valori della Costituzione, che sono alla base della nostra convivenza civile, e considero positivamente qualsiasi iniziativa che vada in quella direzione”.

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    1. è vero, ma per definirsi democratici si dovrebbero tollerare anche posizioni di pensiero differenti dalle proprie senza per forza definirle vergogose…

    2. e infatti si tollerano definendo vergognosa la richiesta di dimissioni… Ho anche tale richiesta è da definirsi in un contesto di critica costruttiva????

    3. Un paese non è libero se non sa dare ai propri cittadini la verità.
      Per questi motivi sono contrario a qualsiasi confronto con esponenti del neofascismo italiano che, per inciso, mai in questi anni si sono dissociati o pentiti di quelle nefandezze fatte di trame e di stragi che hanno attraversato il paese tra gli anni settanta ed ottanta. Questo è anche potuto accadere grazie alle coperture di cui hanno potuto godere tra gli apparati deviati dello Stato, gli stessi che hanno contribuito ad inquinare le prove e che, molto probabilmente, continuano a tessere quella ragnatela fittissima di intrighi che, ancora, impedisce di mettere la parola fine alla strage fascista di Brescia.

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