Magazzino 47 pronto alla mobilitazione: “Il centro sociale non si sfratta”

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Il magazzino 47 a Brescia
Il magazzino 47 a Brescia

Il magazzino 47 non si sfratta! Partirà giovedì prossimo il mese di mobilitazione in difesa del centro sociale che, come anticipato per primi da bsnews.it, è a rischio sfratto (leggi qui). Il 14 aprile è infatti prevista un’assemblea pubblica nei locali di via Industriale (ore 20.30) nella quale si inizieranno a raccogliere le firme – dal titolo “io voglio spazio, difendo Magazzino 47” – che vuole difendere “un importante punto di riferimento per chi all’interno della città-vetrina resiste e lotta ogni giorno contro le ingiustizie sociali “.

 

Come si sa, il centro sociale nel 2006 ha sottoscritto un contratto d’affitto per 11mila euro l’anno, con la possibilità di scomputare dal canone alcuni i lavori di manutenzione, in particolare lo scavo di una trincea per isolare gli immobili dall’umidità. Il costo dei lavori è stato stimato in 30mila euro ma per una serie di problemi tecnici e burocratici non sono ancora partiti. L’ok è arrivato solo lo scorso settembre. Nel frattempo però il centro sociale non ha pagato l’affitto. Così a inizio novembre l’Aler – che gestisce l’immobile per conto della Loggia – ha recapitato in via Industriale uno sfratto per morosità.

Strana coincidenza, fa notare Umberto Gobbi, vicepresidente dell’associazione Diritti per tutti. Proprio il periodo in cui in città c’era la protesta della gru, e due mesi dopo il via ai lavori che avrebbe sistemato la situazione. Il centro sociale ha già detto di voler saldare il proprio debito (leggi qui), pagando gli affitti arretrati, ma finora Aler e Loggia sono apparsi molto determinati ad andare avanti. “E’ evidente la volontà politica di di mettere all’angolo lo spazio sociale e tappare la bocca a ogni forma di dissenso”.

Se il giudice dovesse dare ragione all’Aler, passeranno circa 30-40 giorni prima della prima “visita” dell’ufficiale giudiziario. Per fine maggio il centro sociale potrebbe insomma dover abbandoare via Industriale. Ma i militanti non si rassegnano: “dichiariamo fin da subito che non abbiamo alcuna intenzione di liberare lo stabile o di porre fine all’esperienza dell’autogestione a Brescia: difenderemo Magazzino47 con ogni mezzo”.

 

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  1. ci sono tanti che nn pagano i debiti e magari fanno carriera sia politica che non…..
    Il problema è un altro: l’utilità dell’esperienza magazzino e il loro rifiuto alle regole.
    Se si vuole qualcosa da un qualsiasi ente pubblico si deve sposare in pieno la legalità… a questo punto il Comune può anche soprassedere all’affitto.

  2. Una domanda per la redazione, ma si può sapere a quanto ammonta il debito del Brescia calcio nelle casse del Comune di Brescia? E’ vero che ammonta a decine di migliaia di euro?

  3. Alcuni commentatori fanno infondatamente riferimento polemico alla precedente Giunta Corsini. Avendo seguito come assessore la questione, insieme al collega Braghini, posso dire che proprio allora (2006-07) si è regolarizzata la situazione, con i versamenti dovuti da parte del M47 e con la stesura del contratto.
    Nel quadro d’un generale ed effettivo recupero di morosità promosso dal mio assessorato anche per le abitazioni. La stima degli importi per M47 è stata fatta dai tecnici del Comune e dell’Aler, ed è
    stato inserito (come per Cai, Alpini…) lo scomputo dei lavori dal pagamento del canone. E’ un criterio a cui attenersi anche oggi, esigendo come Comune il giusto convenuto, superate le questioni
    di bonifica per la zona “Caffaro”. Registrando positivamente le disponibilità del M47 ed evitando tensioni sociali. Uno “spazio alternativo” è cmq necessario alla città, come altri e diversi spazi
    per i giovani. Al di là delle ns opinioni politiche sul M47. Quindi non opportuni sgombero e chiusura del centro. brg

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