Galletti contro Rolfi: il problema non è chi decide, ma quali diritti ledono le ordinanze

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Damiano Galletti, Cgil
Damiano Galletti, Cgil

“La questione non è chi prende la decisione, ma quali diritti questa decisione lede”. Con una nota il segretario della Cgil Damiano Galletti torna sulla sentenza della Corte costituzionale in merito al potere di ordinanza dei sindaci, rispondendo al vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi.

 

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

 

Una breve precisazione in merito alla sentenza 115 della Corte Costituzionale sulle misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e ad alcune dichiarazioni che sono seguite a livello locale.

 

È ovvio che non c’è alcun automatismo tra la sentenza della Corte Costituzionale e le ordinanze o il Regolamento di polizia adottati a Brescia. La Corte è intervenuta su un’ordinanza specifica adottata in un Comune veneto (Selvazzano) dopo un ricorso dell’associazione «Razzismo Stop» al Tar. La sentenza della Corte evidenzia però un messaggio chiaro: i provvedimenti adottati dai Comuni non possono ledere e mettere in discussione gli articoli 2 e 3 della Costituzione sull’uguaglianza e la libertà delle persone. I provvedimenti non possono essere inoltre reiterati nel tempo, in quanto adottabili solo per «motivi contingibili e urgenti».

 

La questione non è quindi se un provvedimento (ordinanza o regolamento che sia) è adottato in modo monocratico o meno, come da alcuni è stato detto, ma se e quali diritti eventualmente lede.

 

In questo senso la sentenza fa scuola, dal momento che è evidente che se a Brescia sono stati adottati provvedimenti che ledono principi costituzionali bisogna mettervi mano. D’altronde, anche il famigerato bonus bebè era stato un provvedimento adottato dalla giunta, ma questo non ha impedito che, per il suo carattere palesemente discriminatorio, ci sia stata la possibilità di fare ricorso. E di vincerlo, come tutti sanno.

 

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  1. A me la replica di Galletti non convince: la sentenza è di merito, non basta che a Galletti risulti evidente ciò che vuole lui!!!!!

  2. il discorso è chiaro. i principi costituzionali non si toccano. lì si schiantano, uno dopo l’altro, i deliri razzisti della lega.

  3. Il problema è che a forza di usare il comma II dell’art. 3, questa norma diventerà una clausola così generale da svanire nell’aere.

  4. per bresciano,vorrei precisare che non e’ che la costituzione sia un monolite intoccabile,se va migliorata lo si deve fare.oper quanto riguarda questo signore,vorrei mi sèpiegasse perche’ quando vede manifeste violazioni dei doveri,non si sente di intervenire cosi solecitamente………..

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