80 milioni di euro l’anno per i comuni di confine. Il doppio per il 2011. Entro giugno i progetti

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I Comuni di confine potranno contare su una dote annuale di 80 milioni di euro, soldi che serviranno ad attenuare i loro svantaggi di fronte alla “concorrenza sleale” dei paesi trentini, agevolati da uno statuto speciale che garantisce loro (molte) risorse e (notevole) autonomia.

 

Si tratta di risorse statali, pari a 40 milioni annui, nella disponibilità della Provincia autonoma di Trento e altrettanti di quella di Bolzano, che la legge vuole siano usate per il finanziamento di progetti per la valorizzazione, lo sviluppo economico e sociale, l’integrazione e la coesione dei territori dei Comuni confinanti di Lombardia e Veneto. Si tratta di 48 municipi, di cui 11 bresciani (Limone, Tremosine, Magasa, Valvestino, Idro, Bagolino, Breno, Ceto, Cevo, Saviore, Ponte di Legno). Per il 2011 i soldi a disposizione sono il doppio, ovvero 160 milioni, dal momento che le risorse dello scorso anno non sono ancora state distribuite. Come fare ad ottenere questi fondi? I comuni hanno tempo fino al 30 giugno per presentare i loro progetti. Progetti che potranno avere anche una valenza sovra-comunale e a cui – in quel caso -potranno aggregarsi anche i comuni subconfinanti (vale a dire quelli che confinano con i paesi di confine, 25 quelli bresciani). Se a presentare i progetti saranno enti pubblici, il finanziamento potrà coprire il 100% dei costi mentre nel caso si tratti di una partnership pubblico-privato il limite sarà del 70%. Oggi i dettagli del provvedimento sono stati illustrati dal presidente della Provincia Daniele Molgora ai 36 comuni bresciani interessati. Molgora è infatti stato nominato dal ministero dell’Interno a far parte dell’ODI, l’organismo di indirizzo che stabilisce i criteri per la valutazione e l’approvazione dei progetti.

 

“Si tratta di risorse” ha chiarito l’ex sottosegretario leghista “frutto della legge delega sul federalismo fiscale. I soldi serviranno per le spese in conto capitale, ovvero gli investimenti; l’idea è infatti quella di aiutare i territori confinanti a ridurre il gap infrastrutturale con le provincie autonome. Sappiamo che i comuni di confine hanno anche altri problemi” ha aggiunto Molgora “ovvero trovare le risorse per la spesa corrente così da offrire servizi migliori ai cittadini. Intanto però ci sono questi 80 milioni l’anno che sono risorse permanenti, non una tantum”. I comuni hanno però chiesto che – tra i criteri per la distribuzione delle risorse – venga anche inserito un parametro geografico in modo che ciascun comune abbia un plafond di risorse. In questo modo si eviterebbe che un progetto mangi troppe risorse a discapito di altri comuni. “Ci lavoreremo” ha assicurato Molgora. Se entro il 30 giugno non saranno prenotate risorse per 160 milioni, ci sarà la possibilità di presentare altri progetti entro il 30 settembre. Se anche in quel caso avanzassero risorse, queste andranno nel fondo dell’anno successivo.

 

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