Cosa sanno i bresciani della metro? Molto poco, ma il 70% la giudica un’opera positiva

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Metro

Al di là dell’elevato costo dell’opera e dei disagi che inevitabilmente stanno creando i lavori per la sua realizzazione, cosa sanno i bresciani del Metrobus, quando mancano circa 18 mesi alla corsa del primo treno? In realtà piuttosto poco. La conferma arriva da un sondaggio effettuato in marzo dall’associazione “Officina della Città”, guidata da Francesco Onofri, i cui risultati sono stati presentati questa mattina nello studio dell’avvocato bresciano. Insieme al presidente Onofri sono intervenuti anche Alberto Arenghi e Agostino Pasquali Coluzzi, entrambi del direttivo dell’associazione, che hanno curato il sondaggio ed elaborato i dati.

 

“Abbiamo voluto analizzare il livello di conoscenza, le aspettative e il grado di apprezzamento dei bresciani nei confronti della metropolitana leggera e per farlo abbiamo distribuito in scuole, uffici, ambulatori medici ed esercizi commerciali un questionario” ha spiegato Onofri.

 

Sono state raccolte circa 600 interviste a cittadini bresciani o persone che lavorano a Brescia, dalle quali emerge un livello di conoscenza veramente modesto e tuttavia un giudizio prevalentemente positivo sull’opera (nell’allegato in basso i risultati completi – clicca sulla scritta evidenziata in giallo).

 

Solo un terzo degli intervistati, infatti, sa quante linee avrà il Metrobus e solo il 14% ha individuato il numero corretto di fermate in un quesito a risposta multipla (10, 17, o 25), mentre il 75% ha detto di non saperlo. E c’è stato anche chi ha indicato tra le stazioni della metropolitana Concesio, Villa Carcina e Rezzato. Il 43% pensa però che il Metrobus migliorerà la mobilità (il 40% lo pensa in parte) e il 40% afferma che lo utilizzerà (il 24% lo esclude, il 36% non sa). Il 70% degli intervistati, infine, esprime un giudizio positivo sull’opera in generale.

 

Lo scarso livello di conoscenza intorno al Metrobus, ha fatto notare Onofri, potrebbe far pensare che il giudizio ampiamente positivo sia superficiale. Tuttavia, una percentuale del 70% di favorevoli smentisce i risultati dei due referendum consultivi del 1998 e del 2001, in occasione dei quali, anche se non si raggiunse il quorum del 50%, chi andò a votare si pronunciò in modo netto contro il Metrobus (72,33% dei votanti nel ’98 e 63,38% nel 2001).

 

“Bisogna quindi comunicare meglio e sensibilizzare i cittadini su un’opera decisiva per la mobilità sostenibile bresciana. Il funzionamento del Metrobus costerà al Comune 30 milioni di euro l’anno, dunque ci dovrà essere coinvolgimento e partecipazione dell’opinione affinché, una volta pronta, questa infrastruttura venga utilizzata. Proprio con questi obiettivi abbiamo promosso il sondaggio e stiamo organizzando insieme a “Brescia per passione” un convegno con ospiti francesi, che racconteranno le esperienze delle loro città, dove il metrobus ha avuto grande successo”.

 

Ora staremo a vedere se Brescia Mobilità – dopo aver presentato il suo rinnovato sito internet – deciderà di lanciare una campagna d’informazione sul metrò, come annunicato in passato dal presidente Prignachi.

 

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  1. Lavoro interessante, utile per cominciare a fare una campagna pubblicitaria e di conoscenza a tappeto, dalle scuole agli uffici, ai cinema. E’ ora di svegliarsi altrimenti sarà un fallimento

  2. L’ho già scritto e lo ripeto. Un’opera come la metro non può essere descritta solo come un salasso o come un’idiozia ideata da corsini, ma per lo meno anche come un’opportunità per la città! Sarà o no un servizio per la mobilità? Ridurrà o no i tempi di percorrenza? Velocizzerà o no gli spostamenti dei bresciani? Mettere in piedi un’opera di questo tipo non è facile, questo è chiaro. Soprattutto in una piccola città come Brescia. Ma Onofri ha ragioni da vendere. Bisogna comunicare meglio (molto meglio!!!) le opportunità del metrobus. Io suggerirei a Prignachi di concentrarsi su questo piuttosto che sul nuovo sito…

  3. sono le apparenti incongruenze dei sondaggi. C’è la percezione dell’utilità dell’opera, ma manca la conoscenza. Ma la conoscenza manca perchè manca il coinvolgimento. Attualmente la metro è un corpo estraneo che sta attraversando la città sbucando ogni tanto a dar fastidio agli automobilisti e ai commercianti, con qualche cartellone pubblicitario male appiccicato alle reti dei cantieri e nulla più. se non si coinvolge la popolazioen i costi di gestione rischiano di diventare insostenibili, quindi forza con il marketing

  4. Se fosse veramente così saremmo al paradosso. E’ costata disservizi e spreco di denaro pubblico, non ancora del tutto quantificabile, e ancora qualcuno vuol farci credere in questa bufala?

  5. mi sembra che negli ultimi tempi la lega (e rolfi in particolare) abbiano indicato la metro come "la priorità" di questa amministrazione. e allora siano coerenti. basta perdere tempo e soldi con progetti improbabili quali la cittadella dello sport o il parcheggio sotto il castello o il cubo bianco. si mettano tutte le risorse per la metropolitana, sia quelle economiche che quelle umane, cercando di comunicare meglio l’importanza dell’opera

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