Lettera aperta dell’AIDO alla nostra comunità

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    In Lombardia e nella nostra provincia, i risultati dello scorso anno facevano ben sperare. Era convinzione generale che il numero dei donatori, nel 2010, sarebbe aumentato. Purtroppo, così non è stato: si è registrato un calo del 7/8 %, oltre ad un incremento del numero dei dinieghi alla donazione.
    Tutto ciò ci preoccupa molto. Individuarne le cause non è semplice. È convinzione della nostra Sezione Provinciale che l’AIDO debba continuare nella sua opera di corretta informazione e che la risoluzione del problema spetti, in particolare, a chi per dovere istituzionale e responsabilità politico/amministrativa può e deve determinare le scelte di indirizzo sanitario.
    Se il Servizio Sanitario Nazionale e le Regioni, a cui è demandata la programmazione e gli indirizzi di politica sanitaria, non inizieranno a pensare e progettare un servizio prelievo/trapianto di organi, esteso intelligentemente su tutto il territorio nazionale, strutturato ed organizzato come un qualsiasi altro servizio sanitario ospedaliero, vale a dire con proprio personale, autonomo nella propria organizzazione, sganciato e al tempo stesso interattivo con gli altri servizi, ben difficilmente i prelievi ed i trapianti di organi nel nostro Paese faranno quel salto di qualità e quantità, che, per capacità, serietà e voglia di fare, gli addetti ai lavori sono in grado di assicurare.
    Mettere nelle condizioni di lavorare secondo scienza, coscienza e sensibilità gli operatori sanitari significa  qualificare il settore, assicurare la vita a chi ha bisogno del trapianto e rispettare la volontà di coloro che, come previsto dalla legge,  con senso di responsabilità e civile solidarietà, hanno dato il proprio assenso alla donazione degli organi post-mortem.
    Il momento economico non è certo dei migliori e qualsiasi scelta è difficile. Però, è pur vero che le persone in lista di attesa per un trapianto in Italia sono più di 10.000 (di cui 253, per un rene, solo a Brescia) e che i trapianti effettuati fino novembre 2010 erano stati poco più di 2000. Ancora molto pochi. Quindi, tutti assieme dobbiamo attivarci per informare correttamente circa l’efficienza  terapeutica del trapianto, favorire la cultura della donazione degli organi e stimolare le Istituzioni affinché predispongano piani di intervento a sostegno del sistema prelievi e trapianti  della nostra Regione (e del nostro Paese).
    Non è ammissibile che la Lombardia, Regione leader in Italia nella sanità e non solo, sia relegata quasi a metà classifica nelle graduatorie nazionali dei prelievi e dei trapianti.
    Decidere per la donazione degli organi non è cosa semplice. Anzi. La decisione deve essere presa con consapevolezza e dopo avere acquisito tutte le informazioni necessarie. Inoltre, è molto importante che della scelta fatta sia informata l’intera famiglia.
    L’auspicio è che il 2011 ci porti un notevole incremento nel numero dei Donatori e dei trapianti, di adesioni all’AIDO da parte delle Famiglie e nuovi Gruppi AIDO organizzati.
    Diventare donatore è facile, come volersi bene. Basta essere maggiorenne e credere nella solidarietà.

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