Contrabbando di motori elettrici dalla Cina, arrestato imprenditore bresciano

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Carabinieri
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I finanzieri di Desenzano del Garda – guidati dal tenente Stefano Sartorato – a seguito di attività informativa iniziata dallo scorso mese di ottobre, hanno individuato un’azienda di Gussago, operante nel settore dell’importazione e commercializzazione di motori elettrici di provenienza cinese, che commercializzava dei motori elettrici riportanti segni identificativi mendaci, procedendo al sequestro di circa 4500 motori elettrici commercializzati in violazione all’art.517 del codice penale (norma che reprime gli illeciti legati alla contraffazione di marchi), prevedendo la reclusione fino ad un anno e la multa fino a 20.000 euro.

 

L’attenzione degli investigatori si spostava anche su anomale operazioni commerciali poste in essere dall’azienda verso la Romania, concernenti compravendite di motori elettrici per un importo di circa un milione e mezzo di euro, che, a seguito dei primi riscontri, risultavano fittizie.

 

Si decideva allora di estendere l’indagine anche sulle operazioni di importazione dei motori elettrici che, nel corso del 2010, risultavano essere state effettuate senza pagamento dell’IVA alla luce dello “status” di esportatore abituale dichiarato dall’azienda.

 

Gli investigatori, che dalle loro indagini avevano già appurato l’assoluta inesistenza del predetto “status”, decidevano di attendere una imminente spedizione destinata all’azienda di Gussago per verificare concretamente la procedura di sdoganamento adottata.

 

Verso la fine del mese di ottobre 2010 intercettavano una spedizione in arrivo presso il porto di La Spezia, anch’essa relativa a motori elettrici importati senza pagamento dell’IVA e per tale motivo, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza di La Spezia, procedevano all’immediato sequestro dell’intero carico per contrabbando aggravato, previsto dall’art. 295 Testo Unico Leggi Doganali, che prevede la reclusione fino a 5 anni ed una multa da 5 a dieci volte i diritti evasi e traevano in arresto il rappresentante legale dell’azienda in flagranza di reato.

 

Lo stesso veniva associato alla casa circondariale di Canton Mombello e segnalato alla competente A.G., nello specifico al P.M. Dott. Antonio CHIAPPANI, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Brescia, sia per i reati sopra descritti, che per altri reati, quali falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.), falsità in atto pubblico (art. 483 c.p.) e violazione di sigilli (art. 349 c.p.)..

 

Contestualmente veniva sottoposto a sequestro preventivo l’intero complesso aziendale al fine di poter svolgere più approfondite indagini anche sui motori elettrici ancora giacenti presso i magazzini i quali risultavano anch’essi essere stati importati in contrabbando e per tale motivo venivano sottoposti a sequestro.

 

L’indagine, che ha visto l’assidua collaborazione dell’Agenzia delle Dogane di Brescia e delle aziende certificatrici dei prodotti in argomento, ha consentito di appurare che l’azienda di Gussago, oltre ad importare i motori in contrabbando, commercializzava i motori elettrici con etichettature riportanti caratteristiche difformi da quelle reali, con particolare riguardo alla classe di efficienza.

 

L’attività ha consentito, nel suo complesso, di sequestrare oltre 4.700 motori elettrici di provenienza cinese per un valore complessivo di oltre 300.000 euro, l’immobile aziendale sede e magazzino dell’azienda di Gussago e la segnalazione alla competente A.G. di tributi doganali evasi per quasi 90.000 euro.

 

Sono stati sequestrati inoltre i punzoni metallici utilizzati per falsificare le targhe identificative dei motori sequestrati.

 

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