Ecco il logo del metrò, primo passo di una campagna di comunicazione da 750mila euro

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Detto che i conti della metropolitana stanno un po’ meglio, perché l’opera vinca davvero la sua sfida dovrà attirare quanti più passeggeri possibile. E per renderla appetibile, spiega il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi, l’azienda ha predisposto un piano di comunicazione che accompagnerà i bresciani da qui all’entrata in esercizio, ovvero al 31 dicembre 2012. Si tratta di un piano fatto in casa, senza consulenze o appalti esterni, ma curato dall’ufficio comunicazione e stampa di Brescia Mobilità (in primis Anna Cristofolini e Loris Zanirato – in allegato la presentazione dettagliata del piano), con il solo contributo di Only Trend Comunicazione di viale Venezia.

 

 

 

Innanzitutto il logo, vale a dire la carta d’identità del metrò, il marchio che diventerà familiare a ogni bresciano. Si tratta di un’immagine forte e definita, una emme arrotondata (che ruotata di 90° si può leggere anche come la “b” di Brescia) di colore bianco, che evoca sia il vecchio logo Asm sia l’immagine stilizzata di palazzo Loggia. Lo sfondo è invece azzurro – il colore della città di Brescia – ma come elemento di rottura è stato posto, in basso, un pallino arancione in modo da richiamare le caratteristiche cromatiche di Brescia Mobilità. Sotto la “M”, in piccolo, la scritta “metrobs”, dove bs – spiega Priganchi – è sì la sigla di Brescia ma è anche la crasi di bus, perché per noi la metropolitana non sarà un’opera a sé, ma sarà l’asse di forza di un nuovo sistema di mobilità dove essenziale sarà l’integrazione ferro-gomma. Il logo e il lancio “dell’identità” del metrò occuperà l’intera estate, mentre da settembre 2011 partirà la fase due: ovvero trasferire al grande pubblico informazioni e notizie sulle caratteristiche e le funzionalità della metropolitana. Partiranno quindi campagne pubblicitarie su tv, giornali, radio, siti internet ma anche incontri con le scuole, visite alle stazioni degli studenti (e magari piccoli viaggi sui treni), incontri con le circoscrizioni, le associazioni di categoria, concorsi, info-point itineranti, eventi di promozione. Particolare attenzione sarà riservata anche ai social network. Infine – da ottobre a dicembre 2012 – la fase tre: un’intensa attività mediatica rinforzata da eventi che accompagnino i bresciani fino al giorno della partenza. “La comunicazione è un’aspetto essenziale nelle infrastrutture della mobilità” spiega Prignachi. “per noi è un fattore della nostra produzione, un elemento integrante la realizzazione dell’opera”.

 

 

Resta qualche dubbio sul budget a disposizione, 750mila euro, meno dell’uno per mille del costo complessivo dell’opera (che supera i 900 milioni). A Lille, un esempio spesso citato, si è speso in comunicazione l’1%. “Ma in quella cifra” precisa Prignachi, “c’erano anche altre attività, compresi alcuni costi che si sono protratti nella fase d’esercizio. Senza contare che il nostro piano è stato prodotto dai nostri uffici, senza costi esterni. Dovremmo contabilizzare anche quelli”. Inoltre, aggiunge il vicesindaco Fabio Rolfi “bisogna vedere non solo quante risorse ci sono a disposizione ma anche come uno le spende. Noi non vogliamo sprecarle. E poi ci saranno anche tutte le iniziative del Comune, che non sono inserite in quel budget. A settembre, per esempio, la settimana europea della Mobilità sarà dedicata interamente alla metro”. E poi, taglia corto il sindaco Adriano Paroli “se serviranno altri soldi, li metteremo a disposizione”.

 

 

(Foto Ufficio Stampa Brescia Mobilità/Lucini)

 

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UN COMMENTO

  1. a me non dispiace affatto e mi piace l’idea chee si siano sfruttate le competenze interne, senza affidarsi a quelche genio del marketing o della grafica spendendo chissà quanti soldi…

  2. Mi sembra una buona iniziativa, soprattutto perchè segue di pochi giorni le sollecitazioni di Officina della Città di Onofri sul problema della scarsa conoscienza della città del Metrobus. Speriamo che non sia un fuoco di paglia ma che l’impegno sia serio e continuo.

  3. "… con il solo contributo di Only Trend Comunicazione di viale Venezia."
    E quanto sarà costato questo contributo?
    Sarebbe stato più giusto indire un concorso di idee rivolto ai professionisti della città, sicuramente il risultato sarebbe stato migliore e, credo, più economico.

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