Sicurezza dei bimbi in auto, i bresciani non ci capiscono niente

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    Trasportare bambini in auto è un’operazione che richiede diversi accorgimenti. Ma gli automobilisti bresciani sono certi di conoscerle oppure avrebbero bisogno di “essere messi in castigo” per le poche attenzioni a riguardo? La ricerca condotta dall’istituto Nextplora per l’Osservatorio sui Servizi di Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol, fa un esame ai bresciani e più di un rimprovero sembra necessario.

     

    Particolarmente preoccupante il responso quando si indaga sulle norme che regolano l’utilizzo dei sistemi di ritenuta, sempre da utilizzare per i bambini con statura inferiore ad un metro e mezzo, e sulla quale spesso gli automobilisti si sono trovati impreparati, confusi tra regole ormai in disuso e convinzioni proprie. Molti ricordano la norma prevista dal vecchio codice: un intervistato su quattro (23%) afferma infatti che i sistemi di ritenuta devono essere utilizzati fino ai 12 anni. Un 14% è addirittura convinto che non esista una legge apposita ma che dipenda dalla corporatura del bimbo. Un indicatore decisamente non positivo.

     

    A questo dato si aggiunge la considerazione che quasi due bresciani su tre (65%) non sanno quale sia il posto più sicuro all’interno dell’auto dove posizionare il seggiolino. Solo il 35% del campione sa infatti che, ove possibile, dovrebbe essere posizionato sul sedile posteriore centrale, poiché è il posto più protetto sia in caso di urto frontale che laterale. La preferenza dovrebbe essere comunque sempre data ai sedili posteriori. Un’altra pericolosa bocciatura!

     

    Più rassicurante il responso sulle cinture di sicurezza: l’85% degli intervistati sa che devono sempre essere indossate dai bambini, così come dagli adulti. La prima legge su quest’’obbligo è del 1988 e per fortuna, a distanza di oltre 20 anni, gli automobilisti l’hanno fatta propria.

     

    Alla generale disattenzione sui temi della sicurezza a bordo, nella città lombarda si contrappone una forte richiesta di servizi “a misura di bambino” lungo le autostrade italiane. In particolare i bresciani sentono l’esigenza di trovare servizi igienici adeguati (soprattutto il 50% delle donne intervistate), aree giochi (26%) e menù appositamente pensati per i più piccoli (richiesti principalmente dagli uomini, con il 15,4% di segnalazioni).

     

    Su qualcosa però gli abitanti della Leonessa si dimostrano ricchi di attenzioni: quando devono far trascorrere il tempo in auto ad un bimbo, senza che questo si annoi. Se il 18% del campione si affida alle tecnologie (DVD o videogioco), il 55% invece ama inventare dei giochi, raccontare una storia o mettere un cd con le canzoni preferite dai piccoli (quest’ultima attività particolarmente utilizzata dal 30% delle bresciane). Fortunatamente sembra essere caduta in disuso la pessima abitudine di prendere il bimbo in braccio per non farlo piangere, comportamento molto diffuso fino anche nel recente passato ed estremamente pericoloso.

     

    Non bocciati quindi…ma certamente “rimandati a settembre”.

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    UN COMMENTO

    1. Più rassicurante il responso sulle cinture di sicurezza: l’85% degli intervistati sa che devono sempre essere indossate dai bambini

      Sarà ma io in citta di bambini legati in auto ne vedo un gran pochi !!! e la maggior parte stanno in piedi e mezzi incastrati tra i due sedili anteriori così al prima frenta brusca sono gia pronti per essere sparati fuori dal parabrezza!!!

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