2010, ripresa troppo timida. Si resta quasi 20 punti sotto il 2009

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    L’attività produttiva è cresciuta del 3,2 per cento. Ma l’anno precedente era calata del 22,3. E’ questo il saldo dell’economia bresciana nel 2010 secondo i dati diffusi oggi da Aib. La (timida) ripresa si è concentrata soprattutto nel primo semestre e ha caratterizzato in particolare i settori del metallurgico, della meccanica tradizionale e dei mezzi di trasporto. Bene, come sempre negli ultimi anni, è andato l’export, che ha raggiunto quota 11,6 miliardi di euro trainato da Brasile (più 40,7%), Russia (41,3), India (33,3), Cina (43,9) e Turchia (51,3). Ma non è riuscito comunque a colmare il gap con l’anno precedente (meno 18 per cento). In questo quadro il mercato del lavoro ha subìto un forte contraccolpo, con la perdita di altri 7mila posti di lavoro rispetto al 2009 (e a farne le spese sono state soprattutto le donne). Il tasso di disoccupazione è salito fino al 5,8 per cento: un dato ancora inferiore a quello nazionale (8,4), ma comunque superiore a quello lombardo (5,6) e quasi doppio rispetto ai livelli precrisi. Timidi segnali positivi, invece, sono arrivati dal fronte della cassa integrazione: le ore autorizzate sono infatti cresciute del 19 per cento: un numero che non è paragonabile al più 619 per cento dell’anno precedente.

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