Aeroporto, c’è la firma. Ora tre mesi per condividere il piano industriale

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    (da.bac.) – C’è la firma. Dopo annunci, rinvii e battibecchi infiniti oggi pomeriggio le due sponde del Garda hanno finalmente siglato l’intesa per l’aeroporto di Montichiari. La firma è avvenuta all’hotel Veronesi La Torre, a due passi dallo scalo di Villafranca, dove non sono mancate le ultime limature sul documento, tanto che la riunione da semplice formalità si è protratta per ben due ore. Nelle 14 pagine del protocollo d’intesa si dice che Brescia, Verona e Trento daranno vita a una nuova società, la Aeroporti del Garda spa, che ingloberà la Catullo e la D’Annunzio e che gestirà i due scali. Il fronte bresciano salirà al 25% (ora Cdc e Provincia detengono – insieme – l’8,4), stessa quota per Trento, mentre gli scaligeri scenderanno al 50. Il Cda sarà composto da 4 veronesi, due trentini e due bresciani. Un vicepresidente (bresciano) si occuperà esclusivamente della gestione dell’aeroporto di Montichiari per il quale sarà individuato anche un direttore ad hoc. Per salire nelle quote Brescia dovrà sborsare circa 22 milioni di euro, dal momento che la valutazione complessiva dei due scali è pari a 108 milioni. A quel punto si aprirà però la partita degli investimenti.

     

    Siamo solo a metà strada

    L’intesa siglata è un passo decisivo, ma è ancora presto per dire che la vicenda sia chiusa. Il momento della verità sarà infatti tra tre mesi. Brescia, prima di mettere i soldi, vuole infatti dire la sua su progetti e investimenti destinati al D’Annunzio. Entro 90 giorni andrà dunque predisposto e condiviso un nuovo piano industriale. Nell’accordo non si dice – come era invece scritto nel vecchio piano – che Brescia sarà prevalentemente cargo. Nella logica delle cose, sarà comunque così, perché quella è la fetta di mercato dove ci sono più margini di crescita ed è il settore più redditizio. La preoccupazione bresciana, però, è far atterrare a Montichiari non solo merci ma anche passeggeri. Bisognerà vedere come le aspettative di Bettoni e compagni saranno soddisfatte, sperando che non sorgano nuove divergenze che possano vanificare l’accordo di oggi. Anche perché la concessione è sempre in bilico: l’accordo di oggi è un bel passo avanti, ma per la firma del ministero bisognerà aspettare settembre e la nuova società. "Se oggi abbiamo messo le fondamenta, ora va costruito il tetto" ha spiegato al termine dell’incontro il presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora. "Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma di partenza" ha aggiunto Bettoni.

     

    Scenari futuri

    Resta poi sul tappeto l’ipotesi di alleanze future. Nelle scorse settimane si è parlato molto di Sea, la società che gestisce Linate e Malpensa. Ma è circolato anche il nome di Orio al Serio. Nel documento non c’è alcun vincolo. Si dice solo che – nel caso entrasse un nuovo socio, questi potrà salire fino al 20 percento. In quel caso Brescia e Trento scenderanno al 20, Verona al 40. Per l’ingresso del nuovo socio servirà però una maggioranza del 76%, in pratica l’unanimità di Brescia, Trento e Verona. 

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    UN COMMENTO

    1. Non riesco a capire che senso abbia spendere tutti questi soldi per un aeroporto che in dieci anni ha portato solo debiti. Mi sembra una battaglia di campanile che interessa poco agli utenti. Andare a Verona o Bergamo a prendere l’aereo non mi sembra la fine del mondo. Puntare i piedi e dire: vogliamo anche noi il nostro aeroporto, è una cosa che non capisco

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