Torri (Cisl) a Dallera: tante convergenze, ma non sulla flessibilità in uscita

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    “Tante convergenze, ma non sulla flessibilità in uscita”. Così il segretario provinciale della Cisl Enzo Torri ha commentato il discorso del presidente di Aib Giancarlo Dallera durante l’assemblea di ieri.

    ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

    “I motivi di convergenza ci sono e sono anche significativi, ma l’idea che la libertà di licenziare dia fiato alle imprese sembra venire da un’altra epoca. Il mercato del lavoro nel nostro paese non è mai stato tanto flessibile come in questi ultimi anni, in entrata e in uscita. Per cui se c’è un tema da mettere nell’agenda di oggi e dei prossimi mesi è quello di restituire la flessibilità alla categoria dei mezzi e non dei fini per un’impresa capace di stare sul mercato, di reagire alle situazioni di crisi e di valorizzare e riconoscere adeguatamente il contributo dei lavoratori”. Enzo Torri, Segretario generale della Cisl, commenta così la relazione che Giancarlo Dellera ha proposto ieri all’assemblea generale degli imprenditori bresciani.

    Crescita, welfare e fisco

    “Condividiamo la necessità di fare ogni sforzo perché il sistema economico e produttivo torni a crescere – osserva il Segretario della Cisl – perché questa è la condizione prioritaria per sostenere uno stato sociale che sia in grado di far fronte a maggiori necessità e realizzare una adeguata redistribuzione della ricchezza prodotta ai lavoratori. Un secondo motivo di condivisione è quello per una riforma del fisco che abbassi le tasse su lavoro, pensioni e impresa perseguendo l’evasione e tassando di più le rendite finanziarie”.

    Politica e coesione sociale

    Anche sul rapporto con la politica le parole del Presidente Aib non sono lontane dall’analisi della Cisl: “Avvertiamo forte la necessità che si ritrovi, tutti insieme, il senso dello stato. La politica – sottolinea Torri – appare sempre più distante dai problemi reali delle persone, proprio quando avremmo bisogno un di più di idee e di confronto costruttivo. Le parti sociali hanno garantito in questa fase di grave crisi la necessaria coesione sociale, ma adesso servono risposte e azioni strategiche che toccano a chi ha la responsabilità di governare”.

    Relazioni industriali

    Sulle relazioni tra sindacato e impresa l’analisi di Dallera si limita – secondo il Segretario della Cisl – a rappresentare, quasi che convenienze e condizionamenti non consentano all’Associazione Industraile Bresciana di cogliere il cambio di passo di Confndustria in tema di relazioni industriali. fa a Roma. “La Cisl conviene sulla necessità di relazioni meno conflittuali, più costruttive, attente ai bisogni delle imprese in un mondo dell’economia globale, con una adeguata flessibilità su tempi e organizzazione del lavoro – continua Torri – ma tutto ciò deve avere in contropartita un’attenzione ai bisogni dei lavoratori (conciliazione dei tempi lavoro-famiglia) e un adeguato riconoscimento economico, con un vero aggancio fra risultati dell’impresa e salario del lavoratore. Significa condivisione dei progetti, più partecipazione alla vita e alle scelte dell’impresa da parte del lavoratore; non è un problema solo del sindacato ma dell’impresa stessa spesso poco disponibile a questo coinvolgimento, un terreno dove la Cisl ha già dimostrato di credere”.

    Flessibilità e stabilità: la sfida dei prossimi mesi

    Poco convincente è apparsa alla Cisl la parte della relazione in cui il Presidente Aib identifica la flessibilità in uscita – in altre parole, il licenziamento – come strumento incentivante il dinamismo delle imprese. “I tanti rapporti di lavoro possibili – conclude il Segretario della Cisl – rendono attualmente meno stringente questo argomento e la dove il problema esiste ci sono già oggi strumenti per la soluzione del rapporto di lavoro, come purtroppo in questi periodi di crisi si sono visti tante volte usare. C’è un problema invece di come offrire alle nuove generazioni lavoro pur flessibile ma in grado di metterli nelle condizioni di potersi costruire un percorso di vita che non sia costellato di lavori instabili e precari, premiandone merito e capacità”.

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    1. Caro Torri, come ha detto Emma Marcegaglia ieri la maggiore flessibilità in uscita deve essere accompagnata da strumenti che garantiscano il reddito del lavoratore che perde il lavoro

    2. Caro Torri, come ha detto Emma Marcegaglia ieri la maggiore flessibilità in uscita deve essere accompagnata da strumenti che garantiscano il reddito del lavoratore che perde il lavoro

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