A Brescia il quarto workshop nazionale di virologia veterinaria

    0

    Il Workshop Nazionale di Virologia Veterinaria nasce per iniziativa di un gruppo autocostituito di studiosi e ricercatori, con lo scopo di offrire una occasione di confronto e scambio di dati ed esperienze sulle malattie ad eziologia virale in ambito veterinario. Dopo le precedenti edizioni a Roma, Bologna e Bari, questa edizione sarà ospitata dalla città di Brescia, presso l’Aula Magna del Centro Pastorale Paolo VI. L’impegno organizzativo dell’Istituto Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna è ripagato dalla presenza di 31 relatori di calibro nazionale e internazionale che si alterneranno dal primo pomeriggio di giovedì 9 giugno fino alla chiusura dei lavori, prevista per le 16.00 di venerdì 10 giugno. L’affluenza prevista è di 200 esperti  provenienti da tutta Italia. Ad anticipare i lavori del workshop, giovedì mattina, sarà un Simposio satellite dedicato alla Myxomatosi, organizzato dal Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Virali dei Conigli e dal Laboratorio di Riferimento OIE per le Malattie Emorragiche dei Lagomorfi, aperto a 100 partecipanti. Il Simposio si chiuderà con l’intervento di Grant Mc Fadden dell’University of Florida, che aprirà il workshop del pomeriggio. Come recita lo slogan coniato da FAO, OMS ed OIE “One world, One health”, vero e proprio manifesto programmatico per il futuro prossimo della salute mondiale, la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie virali degli animali, hanno una fondamentale importanza per la tutela della salute umana.

    Lo studio dei virus che origino negli animali domestici, allevati a scopo zootecnico, a vita libera o di interesse faunistico-venatorio, è infatti il primo passo per prevenire la diffusione di malattie virali nuove, emergenti o re-emergenti, spesso anche all’uomo e, in molti casi, per garantire la salubrità degli alimenti di origine animale. Ne è prova l’ampia gamma di temi che saranno trattati nel corso del Convegno, alcuni dei quali di estrema attualità, dall’influenza aviaria e suina alla BSE, dalle infezioni da virus di origine alimentare, all’afta. Lo Zooprofilattico di Lombardia ed Emilia Romagna, con la sua sede principale a Brescia, conferma il suo ruolo di punto di riferimento nazionale e internazionale per la tutela della salute pubblica, che passa attraverso l’azione sul campo, la ricerca e la condivisione di idee e conoscenze. L’Istituto opera nella convinzione che la collaborazione e lo studio siano le armi con cui affrontare le sfide che un compito così difficile e impegnativo presenta ogni giorno.

    Comments

    comments

    LEAVE A REPLY