Immigrati, la Cgil fa ricorso contro il ministero e la prefettura

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    Cgil di Brescia, Fondazione Piccini e Associazione studi giuridici sull’immigrazione – con una nota – annunciano ricorso contro il ministero dell’Interno e la prefettura di Brescia sulla questione dei permessi di soggiorno agli immigrati che non hanno avuto accesso ai benefici dell’ultima sabatoria e della circolare ritirata tra le polemiche dal ministero

    ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO:

    Nel ricorso al tribunale del lavoro si ricorda la situazione paradossale venutasi a creare a seguito dell’ultimo pasticcio del ministero dell’Interno – che prima ha emesso una circolare (3958 del 24 maggio) nella quale si definiva non ostativo il rilascio del permesso di soggiorno per i lavoratori stranieri che non avevano ottemperato a un decreto di espulsione e avevano fatto richiesta di sanatoria nel 2009 e poi ha emesso un’altra circolare (4027 del 26 maggio) che ha sospeso la prima. La situazione, dopo le note pronunce della Corte di Giustizia e del Consiglio di Stato, è paradossale e ingiusta con il risultato che oltre 800 lavoratori nella sola Brescia (e molte migliaia in tutta Italia) che avrebbero diritto, in base alla legge, di lavorare regolarmente sono condannati ad una condizione di clandestinità a causa dell’inerzia del ministero.

    «Questa detenzione di fatto dello straniero all’interno delle prigione della clandestinità – così si legge nel ricorso -, oltre a costituire una insopportabile ingiustizia, rileva anche sotto il profilo della discriminazione (in quanto preclude quella parità di trattamento che l’ordinamento invece garantisce al lavoratore regolarmente soggiornante) e deve, ad avviso dei ricorrenti, essere immediatamente rimossa dal Giudice».

    Il ricorso ricostruisce la vicenda fin dalla sanatoria del settembre 2009 per colf e badanti, richiama i provvedimenti che già nel 2010 hanno creato confusione (tra cui la famigerata circolare Manganelli), l’obbligo per le Pubbliche Amministrazioni di adeguarsi al diritto comunitario e le ultime decisioni del maggio scorso con le quali si provava finalmente a risolvere in modo positivo una situazione trascinatasi per troppo tempo. L’ultima circolare di sospensione fatta dal ministero oltre due settimane fa ha purtroppo nuovamente bloccato la situazione.

    Da qui il ricorso con il quale si chiede di: accertare, dichiarare e cessare il carattere discriminatorio della condotta tenuta dal Ministero dell’Interno e dai suoi organi periferici; di ordinare alla prefettura di Brescia di revocare i provvedimenti di rigetto delle domande di emersione; di condannare le amministrazioni convenute a risarcire ai ricorrenti e agli stranieri che si trovino in analoga posizione la somma di 400 euro mensili dalla data di emanazione della pronuncia della Corte di giustizia (28.04.2011) fino alla cessazione del comportamento discriminatorio; di ordinare la pubblicazione della sentenza su un quotidiano a tiratura nazionale.

    «A distanza di oltre due settimane dalla circolare di sospensione è ancora tutto fermo, e stiamo parlando di una vicenda iniziata con la sanatoria del settembre 2009 – afferma il segretario della Camera del Lavoro di Brescia Damiano Galletti -. Da qui la decisione di intervenire, oltre che con altre iniziative di mobilitazione e sensibilizzazione, anche con lo strumento del ricorso in tribunale, una modalità peraltro simile a quella che abbiamo avuto nella vicenda dei Soli delle Alpi nella scuola di Adro. Il Governo che dice di contrastare la clandestinità tiene invece volutamente senza permesso decine di migliaia di persone che in Italia vivono e lavorano».

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    1. stasera pianto la tenda nel giardino di galletti,vediamo se sara’ cosi accogliente………….gente che aveva il mandato di espulsione ,che e’ entrata di soppiatto nel paese fregandosene dio leggi e regole,va pure premiata,bravo………

    2. sono decine di migliaia di lavoratori che vogliono mettersi in regola. vinceranno sicuramente il ricorso perchè hanno ragione.
      voglio vederlo "quante parole" a vivere da clandestino in una tenda: così capisce cosa vuol dire.

    3. e chi ti dice che io non lo sappia?siam tutti miliardari o radical chic come te in italia?perso occasione per stare zitto

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