Padre e marito separato sul cavalcavia pronto a buttarsi. Salvato da due agenti

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Era sul parapetto del cavalcavia in via Volturno in città. SI sporgeva continuamente, sembrava disperato, pronto al salto nel vuoto, in attesa forse dell’ultima botta di coraggio. L’attenzione di un passante, che ha chiamato la polizia spiegando ciò che aveva visto, e i modi di fare tranquilli dei due agenti prontamente accorsi hanno abilmente risolto la situazione.

Il fatto risale a martedì, ieri ne abbiamo avuto notizia dalle parole di Gianluigi Lussana, presidente bresciano dell’associazione Mamme e papà separati. Già, l’apirante suicida è giunto al punto di meditare il suicidio proprio per l’insostenibilità della sua condizione di genitore separato, alle prese con i cattivi rapporti con la ex moglie, con pesanti problemi economici (vive in un camper, l’unico modo per riusciure a risparmiare e inviare ai figli i soldi necessari), con la frustazione di non vedere a sufficienza i propri figli. 

L’uomo è da tempo che palesa la sua difficile condizione, nessuno però pensava potresse arrivare a tanto. Martedì alle 14 ha inviato un paio di sms a Lussana per annunciare il gesto estremo, il secondo messaggio, nel quale rivelava a Lussana le password per accedere al sito dell’associazione che lui stesso aggiornava, ha messo in allarme il presidente che ha immediatamente avvisato i carabinieri. Prima di loro però sul posto sono arrivati due agenti della mobile, allertati dal passante.

Dopo aver portato insalvo l’uomo gli agenti l’hanno fatto parlare con il parroco della chiesa che sta di fronte alla questura, e poi l’hanno portato in ospedale. 

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