Il comitato per l’acqua pubblica: “Ora si rispetti la volontà del voto”

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    "Chiediamo l’approvazione a breve della legge di iniziativa popolare presentata dai movimenti per l’acqua pubblica che attualmente giace nelle commissioni parlamentari. Questa è l’unica legge coerente con l’esito di questi referendum. Una legge che vuole riportare la gestione del servizio idrico in mano a soggetti di diritto pubblico". E’ quanto chiede il Comitato Bresciano 2 si per l’Acqua Bene Comune dopo l’esito del referendum. 

     

    Ecco il testo completo della nota:

     

    Il referendum ha segnato un profondo mutamento nel nostro paese. I cittadini italiani hanno chiesto un radicale mutamento nelle politiche gestionali dei beni comuni. La risposta del ceto politico e dei poteri forti è nascondere il merito dei referendum, degradandolo a semplice “segnale” di cui tenere conto rispetto agli equilibri politici consolidati tentando di depotenziare il più possibile l’esito del referendum.

    L’oscuramento mediatico dei comitati referendari è funzionale a quest’obiettivo. Si lanciano allarmi mediatici sui (sempre futuri) necessari investimenti a rischio per la scomparsa del balzello sui cittadini che garantiva il 7% di profitto. Si continua a spingere su S.P.A. e società miste pubblico-private per gestire il servizio. I nostri amministratori sempre più distanti dalla società, continuano a non comprendere la portata del cambiamento avvenuto. Sull’acqua e i beni comuni donne e uomini italiani hanno affermato chiaramente che è necessaria una gestione radicalmente diversa dall’attuale. Il loro voto deve essere rispettato.

    Chiediamo quindi l’approvazione a breve della legge di iniziativa popolare presentata dai movimenti per l’acqua pubblica che attualmente giace nelle commissioni parlamentari. Questa è l’unica legge coerente con l’esito di questi referendum. Una legge che vuole riportare la gestione del servizio idrico in mano a soggetti di diritto pubblico, aziende speciali e consorzi, che non vedano la presenza di soggetti privati e che deve garantire il diritto a 50 Litri al giorno di acqua per tutti finanziato dalla fiscalità generale. Una legge che prevede investimenti pubblici per la sistemazione delle reti idriche e che chiede la gestione partecipativa di questo servizio. Chiediamo l’immediata cancellazione dalle tariffe della remunerazione del capitale investito, come richiesto dai cittadini con questo referendum. E’ necessario un piano di investimenti pubblici per le nostre reti idriche, quegli investimenti che, con la privatizzazione, sono sempre stati annunciati e caricati sulle tariffe, ma mai realizzati, come il CO.N.VI.RI afferma, visto che solo il 56% degli investimenti dovuti è stato realizzato.

    A Brescia e provincia da subito, grazie al referendum, è possibile affidare direttamente il servizio ad aziende di diritto pubblico, totalmente pubbliche; da subito è possibile sottoporre le decisioni principali a istituti di democrazia partecipativa, dove lavoratori e cittadini abbiano voce reale nelle scelte; da subito si deve cominciare a rimodulare le tariffe in modo da garantire 50 lt/giorno a tutti da parte del gestore pubblico, sia per rendere effettivo il diritto all’acqua sia per alleviare gli effetti della crisi economica sui tanti bresciani che ne sono colpiti.

    In questi giorni è in corso il trasferimento dei poteri dalle AAto alle provincie, secondo una legge regionale che avevamo già criticato che sposta dai comuni ad un azienda speciale in ambito provinciale la gran parte dei poteri decisionali, allontanandoli ancor più dal controllo dei cittadini. Dopo i referendum la legge dovrà essere modificata in alcune parti. Auspichiamo che questa sia l’occasione per rivedere anche quest’aspetto. Vogliamo chiaramente affermare che il “movimento per l’acqua pubblica” non ha concluso la sua battaglia col referendum. Il risultato del referendum è l’inizio di un percorso verso la legge

    per la ripublicizzazione delle risorse presentata nel 2007. Noi continueremo a vigilare ed a batterci per una gestione dei beni comuni profondamente diversa dall’esistente. Su questo i cittadini si sono massicciamente attivati durante la campagna referendaria e su questo continueranno ad attivarsi. Ricordatelo!

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    1. dopo il refrenddum continuano i privati a gestire l’acquedotto con le stesse tariffe che abbiamo fatto a fare questi referendum solo per sprecare denaro tanto come la politica chi paga e sempre l’ortolano la finanziaria a pagare sono sempre i dipendenti e i pensionati grazie governo italiano andate a casa tutti i ministri e deputati cosi’ si salvera il debito pubblica e mandate a casa tremonti che da sempre le dimissioni ma non li da mai perche’ il suo bisinis e’ attimale mica e scemo l’ortolano

    2. vi spazzerei via tutti ridateci la nostra dignita’ sull’acqua e su tutto finitela di fare i burattini al governoooooo mi sembra la torre di babele finanziaria 1 2 3 ecc. dice bossi, berlusconi e tremonti andate in pensione abbiamo fatto una bella riforma ci andrete dopo morti siete i migliori politici del mondo w la vecchia repubblica quelli erano uomini, mangiavano e facevano mangiare voi invece mangiate solo voi che dopo un solo giorno di mandato prendete la pensione e non so chi e’ quel sig. ministro che percepisce 90.000 euro mensili dove a versato questi contributi lavorando per 1500 anni sotto le gallerie auguri e buon divertimento andatevene a casa voi tutti sia di sinistra, destra e centro

    3. perche’ non fate referendum sulle provincie, privato e vostri guadagni e abbassamento delle pensioni di anzianita’ io vorrei sapere a 30 anni quando protro’ andare a lavorare forse mai quindi sono un bamboccione come il sig. brunetta che mangia beve e dorme lui forse lavorava a pescosannita ove si pescavano i poveri cristi sull’acquedotto deve passare subito alle p.a. poi se un privato fallisce gli enti ci rimettono pure i saldi w questa bella politica italiana ?

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