Gobbi (Diritti per tutti): la tensione cresce, chi può faccia qualcosa

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    "La tensione sta crescendo, lo dico da osservatore, e il 25 si avvicina: chi può faccia qualcosa". Così il leader di Diritti per tutti Umberto Gobbi commenta la situazione di Largo Formentone, dove da qualche giorno sono "accampati" decine di stranieri che chiedono il permesso di soggiorno e protestano contro il ritardo del governo nell’emettere la circolare che dovrebbe sbloccare la situazione. "Non voglio fare proclami", commenta Gobbi, "ma mi limito a osservare – come hanno fatto altri – che l’esasperazione e la tensione sono in crescita. Noi", aggiunge, "stiamo cercando di convincere i ragazzi ad attenuare lo sciopero della fame (ieri due sono stati ricoverati per questo, ndr). Ma il vero nodo è capire se la soluzione arriverà entro il 25 (l’ultimo giorno in cui il presidio è autorizzato, ndr) e, in caso contrario, cosa accadrà dopo". Quindi il leader della sinistra antagonista lancia un appello "a tutti coloro che vogliono trovare una soluzione" affinché si muovano con azioni concrete: dai capigruppo in Loggia ("per fare pressione sul governo") al vescovo, dai sindacati ("la Cgil è con noi, la Cisl dovrebbe aggiornare tutti sulla situazione dopo gli annunci di Torri") al prefetto (che pure "sta dimostrando di non avere autonomia rispetto a Roma").

    Nel frattempo, però, Gobbi mette sul piatto della discussione un’altra questione, quella degli stranieri che hanno denunciato i datori di lavoro che li avrebbero truffati in occasione dell’ultima regolarizzazione. "Al momento", chiarisce, "ci sono cinque casi pilota all’attenzione della Procura: persone che hanno versato dai 2 ai 4mila euro per un lavoro a chi poi li ha truffati facendo perdere le proprie tracce e, magari, tenendo lo stesso atteggiamento con decine di altri stranieri. La nostra richiesta", aggiunge, "è che queste persone abbiano un permesso per motivi giudiziari e poi venga concessa loro la possibilità di accedere al prossimo decreto flussi. Di migranti nella loro situazione", conclude Gobbi, "ce ne sono tanti: solo noi abbiamo raccolto 100-120 casi".

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