La Cgil all’attacco: finalmente il ministero ha ammesso l’errore

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    «Finalmente, dopo un mese, il Ministero si chiarisce le idee. Dopo oltre un anno di attesa viene ammesso l’errore della circolare Manganelli all’origine della protesta dei migranti». Con una nota la Cgil di Brescia commenta la questione della regolarizzazione degli stranieri non ammessi alla sanatoria 2009.

    ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

    La Cgil esprime soddisfazione per il fatto che, finalmente, sulla vicenda della regolarizzazione dei migranti per la sanatoria 2009 viene fatta un po’ di chiarezza,

    dopo mesi in cui il Ministero dell’Interno ha creato una situazione paradossale (circolare prima emessa e poi ritirata).

    Viene quindi ripristinata la legalità nei confronti di 320 lavoratori/cittadini migranti le cui domande avranno risposta positiva dalla Prefettura in tempi rapidi, avendo definito un percorso amministrativo certo.

    Per le restanti 497 domande già respinte per la violazione dell’articolo 14 comma 5 ter del Testo Unico (quello relativo al reato di clandestinità) per le quali sono scaduti i termini per l’impugnazione, secondo la circolare «devono ritenersi valide e il provvedimento finale conseguitone pienamente efficace». Tuttavia è possibile procedere al riesame degli atti in presenza di un’apposita istanza «prodotta dal datore di lavoro, unico soggetto legittimato alla presentazione della richiesta».

    Si potrebbe creare in alcuni casi, una nuova situazione paradossale un lavoratore che, a causa di una inadempienza dello Stato rispetto alla normativa comunitaria (che era già vigente quando è stata emanata la “sanatoria” del 2009) ha perso il lavoro e il diritto di restare in Italia, viene ora messo nuovamente nelle mani di un datore di lavoro che, a due anni di distanza, non avrà ovviamente più interesse a riprenderlo alle proprie dipendenze: le conseguenze sono sin d’ora evidenti: nuova ingiustizia, nuove incertezze, nuovi costi per la collettività e per la serenità della convivenza.

    Da questo punto di vista la causa pendente avanti il Tribunale di Brescia (così come quella analoga pendente avanti il Tribunale di Milano e già fissata per il 6 luglio 2011, promossa sempre dalla CGIL e da altre associazioni) restano ferme sino a che non sarà ripristinato integralmente il rispetto della legalità.

    Così come rimane aperta la questione dei tanti lavoratori migranti truffati da falsi datori di lavoro, a cui hanno pagato migliaia di euro.

    A chi accusa la CGIL di non rispettare i patti ricordiamo con determinazione che sin dal 28 settembre 2010 la responsabilità della CGIL di Brescia ha consentito, insieme ad altri soggetti, di gestire una situazione difficile e complicata, con un rapporto corretto, costante e reciproco con le istituzioni.

    Pertanto, rispediamo al mittente i giudizi incomprensibili oltre che ingenerosi, espressi dal sindaco e dal vice sindaco di Brescia.

    La maggiore responsabilità di quanto accaduto in questa lunga vicenda è da attribuire a quelle forze politiche e istituzionali che hanno strumentalizzato la situazione anche a fini meramente elettorali.

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