Esposizione al sole, qualche consiglio dai dermatologi del Civile

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L’arrivo della stagione estiva riporta l’attenzione sulla cautela necessaria per l’esposizione al sole, per prevenire per quanto possibile il manifestarsi di patologie tumorali cutanee, tra le quali il melanoma.  I dermatologici degli Spedali Civili di Brecsia hanno così redatto una nota che invita a esporsi al sole con prudenza e offre qualche buon consiglio. Ecco il tetso completo. 

L’esistenza di una predisposizione genetica nel  melanoma  e la possibile interazione tra fattori genetici ed ambientali appaiono sempre più consistenti. È quindi corretto ipotizzare che il melanoma, in una significativa percentuale di casi, si sviluppi dalla proliferazione di melanociti atipici in soggetti predisposti,  associata a stimoli esterni. I meccanismi carcinogenetici che inducono la trasformazione maligna del melanocita non sono ancora chiari, ma la radiazione ultravioletta solare pare uno dei fattori imputati nella patogenesi del melanoma. Il rischio di melanoma pare correlarsi direttamente con il numero di ustioni avvenute nei primi 20 anni di vita. A differenza di quanto accade per altri tumori cutanei come il carcinoma spinocellulare, l’effetto degli UV sui melanociti pare determinato dalla dose per esposizione piuttosto che dalla somma delle singole esposizioni lungo gli anni.    

 

 I soggetti più facilmente interessati dall’eritema solare sono i bambini, gli anziani e i soggetti di carnagione chiara con lentiggini e capelli biondo-rosso. Oltre ai fenomeni  come eritema, ustione, abbronzatura è noto che l’esposizione ai raggi solari è responsabile di altri due fenomeni rilevanti a carico della cute: il fotoinvecchiamento e la fotocarcinogenesi nel tempo. Questi effetti cronici derivano dall’accumularsi dei danni causati da esposizioni prolungate al sole e/o a fonti artificiali (lampade ecc) e sono tanto più precoci e marcati quanto più la pelle è chiara o non adeguatamente protetta. Diversi studi hanno dimostrato che le esposizioni episodiche ed intense, come ad esempio i “bagni di sole”, o l’esposizione a lampade UV, specialmente per coloro che hanno una carnagione chiara rappresentano il fattore di rischio maggiore nello sviluppo del melanoma. Inoltre, si ritiene che l’età alla quale una persona è stata esposta ad un eccesso di radiazioni luminose sia importante: in particolare se l’esposizione è avvenuta in età giovanile  il rischio associato è maggiore.  E’ importante proteggere la cute dai raggi ultravioletti, evitare gli eccessi e associare alla fotoprotezione comportamenti adeguati. La permanenza al sole per un periodo più o meno prolungato (la variabilità è soggettiva) può provocare, in particolare se la pelle non è già abbronzata, la comparsa dell’eritema solare. Si intende con questo termine il tipico arrossamento della cute spesso accompagnato da bruciore e/o edema (gonfiore) della zona interessata. Se l’esposizione è stata particolarmente intensa si può avere anche la comparsa di vescicole o bolle seguite da erosioni (ustioni solari). Il fotoinvecchiamento cutaneo si manifesta con la comparsa precoce e marcata dei segni che fisiologicamente compaiono con l’invecchiamento cutaneo in età avanzata. Tali segni di fotoinvecchiamento compaiono nelle zone maggiormente esposte al sole (volto, collo, mani) e si manifestano con un aumento dello spessore, della secchezza e della rugosità cutanea e una riduzione dell’elasticità, accompagnata dalla comparsa di macchie ad altre lesioni della pelle

Il melanoma, un tumore considerato fino a pochi anni or sono una neoplasia rara, oggi mostra un’incidenza in crescita costante e numerosi studi suggeriscono che essa sia addirittura raddoppiata negli ultimi dieci anni ed è in continuo aumento nelle popolazioni caucasiche. A livello mondiale si stima che nell’ultimo decennio il melanoma abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi all’anno con un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente. L’incidenza in Europa è circa 12-14/100.000. Questo sta rendendo il melanoma un tumore comune.

A fronte di un aumento del tasso d’incidenza, riscontrato a livello italiano, l’aumento di incidenza del melanoma registrato negli ultimi anni nel nostro centro melanomi a Brescia è legato prevalentemente  all’aumento di incidenza di  forme iniziali definite anche  "sottili" a prognosi favorevole. La spiegazione proposta per questo dato e’ che esso rappresenterebbe una ulteriore prova della efficacia della prevenzione adottate negli ultimi 15 anni.

I prodotti antisolari (creme con filtri solari) hanno dimostrato la loro validità nel ridurre l’incidenza sia di alterazioni neoplastiche epiteliali della cute che le altre alterazioni conosciute come fotoinvecchiamento. Importante è controllare sull’etichetta del prodotto antisolare il fattore di protezione SPF (Sun Protection Factor) o IP (Indice di Protezione). Il SPF di un prodotto antisolare viene stabilito misurando il tempo di esposizione solare necessario a far comparire l’eritema sia su una zona di pelle in cui viene applicato il prodotto sia su una zona non protetta. Il rapporto tra i due tempi è il SPF del prodotto: quindi un SFP di 10 significa che quel prodotto antisolare moltiplica per dieci il tempo di esposizione al sole senza comparsa di eritema. Maggiore è il numero di SPF, più elevata è la protezione. Non dimentichiamo, comunque, che il tempo di comparsa di eritema varia da persona a persona a secondo del fototipo. Il SPF è riferito soltanto alla capacità del prodotto antisolare di bloccare i raggi UVB, responsabili della comparsa dell’eritema. Non dà invece indicazioni sulla capacità del prodotto di bloccare i raggi UVA. I prodotti con filtri solari vengono divisi in quattro gruppi:

 

protezione bassa – 6/10

protezione media – 15/20/25

protezione alta – 30/50

protezione molto alta – 50+

Il numero riportato sulle confezioni dei prodotti è un’indicazione della capacità protettiva, che è influenzata da fattori quali il veicolo, la concentrazione e la solubilità del principio attivo, il tipo di pelle e l’intensità delle radiazioni (che aumenta proporzionalmente con l’altitudine sopra il livello del mare). Per quanto riguarda la protezione contro gli UVA le nuove raccomandazioni non richiedono che venga indicato un indice preciso, come per gli UVB, tuttavia raccomandano che sia garantita una protezione UVA di almeno 1/3 rispetto alla protezione UVB. E’ fondamentale in ogni caso che ogni prodotto conferisca protezione sia nei confronti degli UVB che degli UVA. Il  prodotto solare va applicato anche quando la pelle è già abbronzata, eventualmente riducendo gradatamente il fattore di protezione. Anche le pelli con fototipo scuro hanno bisogno di protezione: anche se non si arrossano, subiscono ugualmente gli effetti a lungo termine di un’esposizione scorretta, come l’invecchiamento precoce della pelle. E’ importante ricordarsi di fotoproteggere i punti critici che si scottano più facilmente: le orecchie, il naso, le spalle ed il dorso dei piedi.

Ricordiamoci che la nostra pelle mantiene traccia di tutti i raggi ricevuti  soprattutto nei primi 25 anni: maggiore è la quantità, maggiore è il rischio di avere una pelle “invecchiata” e la comparsa di tumori in età adulta.

Ricordiamoci che esporsi al Sole con moderazione e la corretta foto protezione previene i danni immediati alla pelle e i danni tardivi.

“Buone vacanze soprattutto ai giovani,  ricordando loro  che prevenire è ancor meglio che curare!!”

Dr.ssa  Ausilia Maria Manganoni
Responsabile Dermatologia Oncologica e Preventiva

 

Prof. Piergiacomo Calzavara Pinton
Direttore Clinica Derrmatologica
Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia 

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