La vendita delle indulgenze

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    Certo, a lungo andare, ci si abitua a scoprire che la realtà supera l’immaginario e che spesso la verità sgorga dal nulla come una potente fonte benefica capace di rasserenare zone inaridite dell’animo umano.

    Stavo camminando tra una gran folla che straripava da piazza San Pietro riempiendo le vie limitrofe durante la beatificazione di Papa Woytila, tra canti etnici di gruppi giunti dalla Polonia e balli improvvisati da delegazioni provinciali e preghiere ferventi recitate da gruppi vaganti di suore e perfino una deliziosa orchestrina di Frati francescani, assai bravi e dotati.D’improvviso in una piazzetta, dietro una siepe di lillà, mi trovo di fronte a un banchetto del tutto simile a questa incisione credo del XVI° secolo che rappresenta “la vendita delle indulgenze”.

    Tuttavia ora, nel 2011 dietro quel banchetto non c’era un papa ma un simpatico vecchietto che andava narrando di aver trovato durante il suo lavoro di svuotamento solai e cantine una cassa con alcuni pacchi di indulgenze acquistate secoli prima. Come si sa le indulgenze erano piccole pergamene “di perdono papale” e riguardavano sia i peccati, sia la permanenza in Purgatorio.

    Con pochi soldi, acquistando una di quelle piccole cambiali spirituali, si poteva cancellare un peccato e riconquistare la purezza dell’animo o anche diminuire di qualche tempo la permanenza in purgatorio, per meritare la beatitudine celeste.

    In una delle sue tesi di riforma della chiesa la tesi n° 27 Lutero aveva scritto non senza ironia a proposito delle indulgenze: “come il soldino nella cassa risuona, ecco che un’anima il purgatorio abbandona“.

    “Questa vi vale per cinque peccati, a scelta” Gridava il vecchio “Dieci euro, solo perché sono le ultime.”

    Insomma sono rimasto meno di una mezz’ora affascinato dal vecchietto banditore e assistendo a una vendita rapida e totale delle indulgenze, proprio come avveniva alcuni secoli fa.

    Poi il vecchietto ha ripiegato il tavolo e indossandolo come uno zaino si è perso tra la folla.

    Dopo pochi minuti ho assistito all’irrompere nella piazzetta di un drappello di guardie svizzere con tanto di alabarda. Parevano proprio apparire da un eterno passato e una di loro con forte accento tedesco andava domandando invano dove si trovava il venditore di indulgenze.

    Il vecchietto era ormai lontano, a godersi quel po’ di denaro guadagnato con la vendita delle indulgenze, forse o certo per arrotondare una misera pensione.

    Scuotendo il capo il comandante della guardie svizzere ha fatto cenno al drappello di seguirlo attraversando la piazzetta preceduto da un applauso spontaneo e ironico.

    Un distinto signore ha commentato l’accaduto informando i presenti “Si dice che la basilica di San Pietro sia stata interamente costruita col denaro proveniente dalla vendita delle indulgenze.”

    Una donnetta minuscola si fa largo verso il distinto signore e con aria di sfida comunica la sua verità :“E’ sempre la povera gente a pagà tutto, pure i monumenti.”

     

    * TESTO TRATTO, SU CONCESSIONE DELL’AUTORE, DA www.silvanoagosti.com 

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    1. grazie di esistere silvano! Ho letto tempo fa lettere dalla kirghisia e l’ho trovato tanto incredibile quanto auspicabile, un libro che aiuta a vivere nonostante tutto…

    2. Complimenti al sito….. Ci vuole respiro in mezzo a tante notizie e Silvano Agosti è una delle poche persone in grado di farmi respirare….

    3. Ho visto quasi tutti i suoi film e letto alcuni dei suoi libri: voglio farle i miei più sinceri complimenti per quello che ha fatto per l’arte.

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