Poliambulanza: i primi 5 mesi del Centro di Radioterapia Berlucchi

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    Nelle giornate del 23 e 28 giugno u.s. presso Fondazione Poliambulanza i medici della provincia di Brescia hanno potuto effettuato una visita documentativa del Centro Radioterapia Oncologica “G. Berlucchi” e della Medicina Nucleare. Accompagnati dallo staff medico dell’Istituto Ospedaliero i partecipanti hanno ricevuto utili informazioni sulle due più recenti unità operative attivate in Poliambulanza e hanno potuto verificare l’alto grado d’innovazione delle apparecchiature installate e la cura nella realizzazione dei locali destinati ad accogliere i pazienti in trattamento.

     

    La Medicina Nucleare

    L’U.O. di Medicina Nucleare, diretta dal Dr. Ugo Paolo Guerra, ha iniziato l’attività lo scorso mese di aprile ed eroga prestazioni quali PET, scintigrafie, angiocardioscintigrafie e trattamenti legati all’ipertiroidismo. Nell’illustrare l’attività il Dr. Guerra ha definito anche gli obiettivi che l’unità si pone di realizzare entrando a pieno titolo nella rete d’offerta della provincia, “Fondamentale è per noi ridurre le liste d’attesa ma anche puntare all’ottimizzazione del rapporto specialista/medico curante, alla riduzione della dose al paziente ed all’innalzamento della qualità globale delle prestazioni”.

    La Medicina Nucleare di Poliambulanza è dotata di apparecchiature tecnologiche avanzate quali  un Tomografo PET/CT a 4 anelli ad alta risoluzione e alta efficienza,  un Tomografo SPECT/CT a due teste, un Tomografo SPECT a  due teste ed un Captatore.

     

    La Medicina Nucleare è la branca specialistica della medicina che si avvale dell’uso di radionuclidi artificiali impiegandoli in forma non sigillata (ossia non racchiusi in involucri a tenuta né fisicamente adesi a supporti) a scopo diagnostico, terapeutico e di ricerca biomedica. In una opportuna forma chimica o coniugati a molecole o cellule che fungono da vettori, i radionuclidi vengono introdotti nell’organismo e possono comportarsi come traccianti funzionali, permettendo studi diagnostici “in vivo”, o concentrarsi in tessuti patologici, permettendone sia il riconoscimento sia l’irradiazione terapeutica. Le immagini medico-nucleari vengono ottenute per mezzo della rilevazione di radiazioni emesse da radiofarmaci distribuiti nell’organismo. È quindi il paziente che emette le radiazioni che vengono registrate da apposite apparecchiature in grado di ricreare l’immagine corrispondente. Le immagini da esse fornite vengono dette “SCINTIGRAFIE”, “SPECT” o “PET” a seconda del radio farmaco e strumentazione impiegate. Le varie metodiche medico nucleari prevedono la somministrazione ai pazienti di un radiofarmaco (un radionuclide o una molecola che lo incorpori o che sia legata ad esso), scelto opportunamente in modo che si concentri nell’organo oggetto di studio o che si comporti come tracciante di una particolare funzione biologica.

     

     

    La Radioterapia Oncologica

    L’incontro con i medici bresciani è stata anche l’occasione per tracciare un primo sintetico bilancio dell’attività del Centro di Radioterapia Oncologica “Guido Berlucchi” già a pieno titolo inserito nella rete delle radioterapie bresciane. Dall’inizio dell’attività clinica avvenuta il 1 febbraio u.s. sono stati 248 i pazienti che hanno iniziato il ciclo di trattamenti. Nell’ultimo mese la media dei pazienti in trattamento supera le 48 unità giornaliere. Questo rende l’obiettivo dei 400 pazienti trattati nel primo anno di attività già alla portata della struttura.

    “Nella nostra Radioterapia oncologica – riferisce il Dr. Mario Bignardi responsabile della Radioterapia – il 38,9% delle prestazioni erogate riguarda tecniche speciali. Il Centro può infatti contare su due acceleratori lineari gemelli multienergia, dotati di un sistema collimatore multilamellare per garantire la massima precisione dei fasci, in grado di realizzare trattamenti di tipo ad intensità modulata (IMRT e VMAT). Cuore di tutto è il sistema informatico e di calcolo che permette di acquisire le immagini radiologiche (tra cui quelle della TC simulatore dedicata) e anche quelle della PET CT della Medicina Nucleare e di sviluppare i piani di trattamento che vengono poi trasmessi informaticamente agli acceleratori che erogano le dosi personalizzate.”

     

    La Radioterapia Oncologica è una fondamentale modalità di cura delle neoplasie ed è utilizzata in circa il 70% dei pazienti oncologici, con finalità curative o palliative e spesso integrata con altre modalità terapeutiche (chemioterapia e chirurgia). E’ un trattamento localizzato e non invasivo che si basa sulla somministrazione di radiazioni ionizzanti con tecniche di precisione che consentono di preservare i tessuti sani e quindi limitare gli effetti collaterali; il ciclo di trattamento comprende un numero variabile di sedute (da 1 seduta singola fino a circa 7 settimane consecutive per 5 giorni/settimana). Ogni seduta dura mediamente 12-15 minuti, di cui la maggior parte per preparazione del paziente, dell’apparecchiatura e per controlli; la seduta è indolore e nella maggior parte dei casi durante il periodo della cura il paziente può condurre una vita attiva.


    La costruzione

    Realizzato in soli 14 mesi l’intervento complessivo ha comportato la costruzione al piano interrato dei circa 1.000 mq di superficie destinati alla Radioterapia (con la costruzione di particolare complessità dei 3 bunker destinati ad ospitare gli acceleratori, 2 operativi e 1 pronto per futuri sviluppi) e dei circa 1.500 mq destinati al centro di Medicina Nucleare, ma anche circa 2.200 mq al piano superiore, destinati al nuovo centro prelievi, agli ambulatori pre-ricovero e alla nuova sede del servizio di Endoscopia aperti proprio in questi giorni. 

    L’investimento per la Radioterapia e le opere accessorie è stato di circa 14 milioni di Euro; di questi 7,5 milioni sono stati assegnati dalla Regione Lombardia nell’ambito della Legge regionale 34/2007 e 1,6 milioni di Euro dal contributo della Fondazione Guido Berlucchi Onlus destinati specificatamente all’acquisto del secondo acceleratore.

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