Futurimpresa entra in Rem, la società che integra fotovoltaico e agricoltura

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    Parte da Brescia la nuova frontiera del fotovoltaico italiano: basta distese sterminate di pannelli, ma integrazione tra alta tecnologia e coltivazione dei campi. Rem (Revolution Energy Maker), una holding industriale con sede a Coccaglio, ha infatti sviluppato impianti agro-voltaici, ovvero strutture che integrano perfettamente la produzione di energia solare con l’agricoltura e il territorio. Sopra, a 4.5 metri di altezza, i pannelli; sotto le colture, con tutto lo spazio per il passaggio di trattori o trebbiatrici. Un progetto innovativo e dalle ottime potenzialità che ha attirato l’attenzione di Futurimpresa. Il fondo di private equity promosso dalle Camere di Commercio di Milano, Bergamo, Brescia e Como, arrivato ad avere un capitale di oltre 70 milioni, sottoscriverà una quota di capitale che la porterà a detenerne circa l’11% del totale. Un investimento di circa 3 milioni di euro, ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Brescia Franco Bettoni. Per quello che è il primo intervento su Brescia di Futurimpresa. “Con questo progetto Brescia si pone all’attenzione nazionale ed internazionale come uno dei poli emergenti per la produzione di energia alternativa e non inquinante. –  ha spiegato nel presentare l’iniziativa Francesco Bettoni, Presidente della Camera di Commercio di Brescia–  Il progetto REM assume poi un rilievo ancor più straordinario se si pensa all’esito del recente referendum sul nucleare che ne ha sancito la definitiva messa al bando.”

     

    REM

    Revolution Energy Maker è una holding industriale nata dall’aggregazione di 6 pmi e di Futurimpresa. Le aziende (con fatturato tra 1,7 e 20 milioni) hanno sviluppato una nuova tecnologia, consistente in una parte software e una di meccanica evoluta, da applicare alla produzione di energia fotovoltaica. In pratica Rem costruisce pannelli solari perfettamente integrati con i campi agricoli: non occupano terreno togliendolo all’agricoltura e non lo rendono desertico, sono compatibili con il 95% delle culture e sono rimovibili in tempo brevi. Gli impianti hanno una durata di 25 anni e producono più energia rispetto agli impianti a terra perché i pannelli, guidati dal software, “seguono il sole”. “Uno dei limiti del solare” ha spiegato il presidente di Rem Roberto Angoli “è che per produrre molta energia servono superfici enormi. Noi abbiamo trovato una soluzione semplice e non invasiva. Da un anno abbiamo un campo prova che ha dato buoni risultati. Ora puntiamo a produrre 10 Megawatt allestendo quattro campi”.  Il primo campo, da 2,4 MWp è in funzione a Virgilio (Mn), a breve ne entrerà in funzione un altro – da 1,3 MWp – a Castelvetro Piacentino (Pc). Poi toccherà a Monticelli (Pc), dove il campo avrà una potenza da 3,3 MWp, e a Marcaria (Mn) per 3,8 MWp. “Ora l’obiettivo” ha aggiunto Angoli “è abbattere il costo della tecnologia in modo che non sia necessario avere una contribuzione pubblica”. Rem inoltre ha già iniziato un processo di internazionalizzazione; ha infatti attirato l’interesse della società francese Eco Delta che vorrebbe sviluppare una potenza di circa 100 MWp.

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    UN COMMENTO

    1. Ottima iniziativa. Sarebbe possibile contattare qualche
      manager di REM per discutere di pompe a immersione che funzionino a energia solare ??? Mi servono in Senegal.
      Però i costi che vedo su internet sono eccessivi.
      Cordiali saluti.

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