Legambiente, ecco le nostre posizioni sul Pgt

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Durante la Commissione Consiliare Urbanistica del 6 luglio scorso, dedicata alla Vas del PGT, l’amministrazione comunale ha mostrato alcune aperture nei confronti dei suggerimenti e delle posizioni di Legambiente. L’associazione ambientalista ha voluto precisare in una nota quali sono le sue posizioni, scritte nero su bianco in un documento consegnato all’Autorità Competente il 1° di luglio.

Ecco il testo della nota che sintetizza il documento:

 

 

Legambiente Brescia, alla luce delle linee-guida per il PGT e di quelle contenute nel documento di “scoping” (preparazione e orientamento) elaborato dall’Amministrazione comunale, nonché delle dichiarazioni pubbliche di suoi autorevoli esponenti, ritiene complessivamente insufficienti e indefiniti gli obiettivi generali degli ambiti di trasformazione del Documento di Piano contenuti nella sintesi pubblicata il 3 giugno 2011.

 

Nel documento pubblicato si notano interessanti dichiarazioni di principio sulla forma attuale della città e su alcune direttrici di trasformazione per i prossimi anni, come la preservazione delle aree verdi e la valorizzazione del costruito e degli spazi aperti urbani. Tuttavia, a parte le dichiarazioni generiche, è vistosamente assente quella visione organica di decisa riqualificazione ecologica della città.

Dal nostro esame emergono diverse criticità per le quali abbiamo chiesto ad Autorità Procedente e Competente e all’Amministrazione di introdurre le seguenti modifiche agli Obiettivi Generali del Documento di Piano:

• gli Obiettivi e gli indicatori della VAS vengano associati esplicitamente; tra gli Obiettivi trovi spazio adeguato una revisione organica e in chiave ecosostenibile della mobilità

• il consumo zero di nuovo territorio figuri come linea-guida generale

• le cospicue volumetrie non attuate dal passato PRG vengano esplicitamente inserite nella valutazione della VAS prima di prevederne ulteriori nel PGT

 

Abbiamo inoltre invitato l’Autorità Competente a rivedere il percorso fin qui seguito e a voler rimodulare il documento presentato introducendo le seguenti integrazioni e correzioni:

• esplicitare i valori attuali degli indicatori scelti attingendo alla ricca mole di dati che l’Amministrazione ha più volte dichiarato di possedere. In tal modo si potrà finalmente passare dalla fase di raccolta alla fase di utilizzo di tali dati

• integrare l’esame con l’impiego dei dati passati e storici, in modo da rendere facilmente leggibili le tendenze in atto per ogni ambito

• contestualizzare per le singole zone i risultati, non limitandosi ai valori generali che potrebbero perdere significato nel loro “valore medio”

• precisare per ogni ambito i valori ottimali che l’Amministrazione si prefigge con la propria pianificazione prefigurando precisi scenari evolutivi per il futuro

Solo dopo tale percorso potranno essere definiti compiutamente gli Obbiettivi del Piano che saranno stati in tal modo opportunamente pesati e saranno il frutto di una valutazione metodologicamente corretta e non scelta aprioristica da “far quadrare” a posteriori.

 

Per chiarire la propria posizione l’Amministrazione dovrebbe inoltre rispondere ad alcune questioni finora ignorate (solo un esempio delle tante sul tavolo):

• quanto è compatibile un ulteriore consumo di suolo per migliorare la situazione ambientale della città esistente?

• come si giustificano nuovi ambiti di trasformazione nel quadro di un’economicità sostenibile?

• con quali strumenti tecnici e continuativi si gestirà il monitoraggio ambientale delle trasformazioni?

• come si organizzerà la partecipazione dei cittadini voluta dalla legge?

• il piano di governo del territorio nella sua parte programmatoria potrà riassestarsi su eventuali variazioni impreviste?

• quanto il piano e la relativa VAS sono calibrati sulla situazione economica che non è solo quella edilizia?

• la programmazione territoriale non deve puntare all’individuazione di operatori che cercano un diverso obiettivo economico rivolto non alla speculazione sulle aree ma al profitto sulla produzione di beni ecocompatibili?

Dalla sintesi qui riportata è evidente non solo non c’è condivisione sul percorso fin qui attuato, ma la reale accettazione delle indicazioni presentate da Legambiente richiederebbe un cambio di direzione e di metodo che per ora è solo nelle parole dell’Assessore.

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