La Regione conferma i fondi: il Musil si farà “low cost”

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    Spaventano i costi annui di gestione e spaventano i costi di costruzione, soprattutto in questo momento difficile dove la maggior parte delle risorse della Loggia sono destinate alla metropolitana. Eppure si deve andare avanti: l’invito arriva da Regione Lombardia che per voce dell’assessore bresciano Monica Rizzi ha illustrato ieri il Documento Strategico Annuale 2012 per gli investimenti in cultura e sport. Bene, il progetto della sede centrale del Musil, la cui rete è composta da sedi-satellite sparse nella provincia, riceverà come promesso i fondi regionali.

    A questo punto l’idea, mai messa nero su bianco, di abbandonare il piano originario deve essere dimenticata. La Loggia non può perdere il contributo regionale e si starebbe attivando per rimodulare il progetto. La Fondazione che gestirà il museo vi sta già lavorando: gli spazi dovrebbero essere ridotti rispetto al progetto originario, dovrebbe essere prevista una sala congressi (prima non c’era) ed è allo studio una fermata di scambio sulla linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo. Non solo: il capitolato-materiali potrebbe essere rivisto, affidando le forniture a produttori locali (Metra e Fondital, ad esempio) anziché a ditte tedesche.

    Un Musil meno faraonico, forse, ma perdere i contributi del Pirellone sarebbe un peccato. 

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    1. Il MUSIL verrebbe pagato dai privati che costruiscono il Comparto Milano, a scomputo sugli oneri di urbanizzazione. Così come sta avvenendo per il nuovo svincolo di via Rose con la Tangenziale; così come è già stato per il sottopasso ferroviario della Brescia Iseo Edolo al q.re Primo Maggio. Un po’ come sarà per la nuova sede del Comune: costo zero, no? Perchè il museo dell’industria e del lavoro non è gradito in una città come Brescia, caratterizzata proprio da industria e lavoro? Bah…

    2. Strano, la sede comunale che Paroli vuole cocciutamente a tutti i costi sarebbe a costo zero (sempre per la questione scomputo oneri), il Musil (che rappresenta la storia di Bresci quanto Santa Giulia) che Paroli non vuole costa troppo (ma è sempre a scomputo oneri). Della serie mettiti d’accordo con te stesso. In realtà la storiella del costo zero è una bufala atomica cui temo credano solo Paroli, Vilardi e Labolani (il problema è che ci credono davvero).

    3. Un museo che costerà molto costruirlo, costerà molto tenerlo aperto, costerà portare gli studenti delle elementari a visitarlo, costerà portare gli studenti delle medie a visitarlo, costerà convincere potenziali visitatori a visitarlo. Solo costi, anche nel futuro

    4. Insomma, il legame alle tradizioni, al territorio, etc. sono tutte fanfaronate che si usano ad effetto quando servono per le elezioni: quando poi c’è l’opportunità di tradurle in fatti, chi s’è visto s’è visto! Il museo verrà pagato dai privati a scomputo sugli oneri; gestirlo costerà come gli altri musei; farci venire le scuole si chiamerebbe "educazione" e formazione dei cittadini di domani; i visitatori ci verranno, come negli altri musei, se ci saranno cose interessanti da vedere. La Regione lo finanzia e lo definisce strategico: cosa serve ancora? Basta con queste scenette da asilo infantile!!!

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