Metro, Lombardi apre a Prignachi: pronti al confronto

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    Il presidente di Brescia Mobilità Valerio Prignachi ha aperto un interessante confronto sul futuro del Metrobus. A dirlo è il coordinatore cittadino Mirko Lombardi, che con una nota interviene sulla questione delle prospettive dell’opera, anche in relazione all’addizionale Irpef recentemente introdotta dalla Loggia.

    ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

    Il Metrobus era e resta un’opera fuori scala, sia dal punto di vista trasportistico che dal punto di vista finanziario. Per questo ero contrario a quest’opera e favorevole invece al tram veloce di superficie e/ o ai modernissimi filobus estremamente flessibili.

    Ma cosa fatta capo ha ed ora rischia di scaricare sui bresciani la sua incongruità dimensionale, a meno che…A meno che non lo si faccia realmente diventare l’asse portante della mobilità delle persone della grande area urbanizzata che dalla Città si estende ad est e a ovest., a nord e a sud in un ormai unico continuum urbano.

    In questo modo il bacino d’utenza potenziale si può raddoppiare e si potrebbe guardare con un po’ più di tranquillità ad un corretto rapporto fra costi e utenti.

    Questo mi sembra il ragionamento, per la verità non nuovo, che oggi rilancia il presidente di BresciaMobilità Prignachi.

    Bene. Ma bisogna essere coerenti. Sennò restano chiacchiere, condivisibili , ma inconcludenti.

    Dunque se l’obbiettivo è aumentare gli utenti potenziali del Metrobus anche ampliandolo, e si devono trovare le risorse necessarie (in tempo di crisi!), è indispensabile riorientare alcune scelte per non buttare soldi in un secchio bucato, cosa che invece sta facendo la giunta Paroli e anche BresciaMobilità. L’urbanistica non può litigare con l’idea di mobilità

    Mi spiego con alcuni esempi concreti:

    1- il parcheggio sotto il Castello ( costo fra i 20 e 30 milioni di euro) è opera già di per se criticabilissima, ma certamente in contrasto con un’idea di mobilità che punta al massimo sfruttamento del metrobus, cioè disincentivare la venuta in centro . Oltretutto dal punto di vista finanziario grava sullo stesso bilancio societario, cioè quello di BresciaMobilità! Qui, la contraddizione è palese: rinunciare a quell’opera inutile, costosa e controproducente varrebbe già il 50% del costo di ampliamento del metrò proposto da Prignachi che stima in 60 milioni di euro..

    2-il progetto di bretellina Metrobus verso la fiera (costo 300 milioni di euro) è insostenibile per rapporto costi per utenze / anno. Su questo concordo con Prignachi .

    3-il progetto di dislocare i nuovi uffici comunali (costo 21 milioni di euro di sola liquidità) agli ex Magazzini Generali , cioè fuori dal tracciato del metrò già attuato e che invece copre ampiamente le attuali dislocazioni delle funzioni comunali.

    4- il progetto dello stadio, anch’esso fuori dall’asse metrò

    5- il progetto di demolizione di importanti e recenti fabbricati come le Torri di San Polo (20 milioni di euro l’intera operazione) che hanno una capienza di più di un migliaio di abitanti e che sono sull’asse del metrò già attuato, disperdendo quei potenziali utenti in varie parti della città fuori dalla portata del metrò

    6- il progetto di autostrada della Valtrompia, ormai una immensa montagna di carte progettuali costosissime, va messo da parte pensando urgentemente un progetto di ampliamento del metrò fino a Gardone in grado di fornire un mezzo pubblico veloce e moderno ad una zona densamente popolata.

    7- nessun progetto concreto (e piano finanziario) per l’integrazione tra il metrò e la linea Iseo-Edolo

    Queste alcune proposte concrete che consentirebbero la radicale riorganizzazione della mobilità (e la sostenibilità economico finanziaria) con asse principale il Metrobus….e senza addizionali Irpef.

    Così fanno nelle grandi e nelle medie città europee.     

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