Metro, sì a un percorso bipartisan per far quadrare i conti. Serviranno tagli e alienazioni

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    Condivisione. E’ questa la parola magica partorita dall’atteso vertice in Loggia sui conti della metropolitana. La riunione, durata più di tre ore, non ha dato vita a nessun accordo o patto bipartisan. Ha però messo alcuni punti fermi, ad iniziare dalla volontà di condividere un percorso metodologico per cercare di tagliare il nodo gordiano dei costi del metrò. In sostanza maggioranza e opposizione hanno definito la cornice dentro la quale cercheranno di muoversi. Stop a contrapposizioni e sì alla condivisione delle scelte. Come anticipato da bsnews.it, per far quadrare i conti della metropolitana (costi di gestione ma anche oneri finanziari e spese di ammortamento) serviranno 35,2 milioni di euro l’anno; 13 verranno coperti con l’addizionale Irpef, il resto verrà recuperato con un mix di tagli e alienazioni. “Cosa vendere e dove tagliare”  – hanno spiegato gli esponenti del Pd al termine del vertice – dovrà essere scelto insieme, maggioranza e opposizione. “Se così sarà, noi faremo la nostra parte. Ma dovrà essere un percorso serio, dove la maggioranza non si presenta con un pacchetto di misure blindato, ma dove tutto andrà deciso insieme”. “Abbiamo garantito che ci sarà il coinvolgimento dell’opposizione su quali alienazioni fare e dove tagliare la spesa” ha commentato a sua volta l’assessore al Bilancio Fausto Di Mezza.

    Più in là, per ora, non si è andati. Oggi non si è infatti entrati nel merito delle misure (cosa vendere, cosa tagliare). Da quel che si è capito tutto è sul tavolo, anche se l’amministrazione ha più volte ribadito di non voler toccare le azioni di A2A e l’opposizione chiederà di risparmiare dai tagli i servizi sociali. Ma veti non ce ne sono. E’ chiaro che molto si giocherà sulla disponibilità della maggioranza a rimettere in discussione alcune scelte, dal parcheggio sotto il castello alla sede unica.

    La parte iniziale della riunione è stata occupata dall’illustrazione dei conti del metrobus (illustrazione affidata al ragioniere capo e al direttore generale della Loggia). Anche su quest’aspetto nessun muro contro muro, anche se restano diverse interpretazioni sul piano economico del 2004. Resta inoltre qualche dubbio sulle cifre: i 35,2 milioni sono così composti, 14 di ammortamento, 17 di oneri finanziari e 4,3 di costi di gestione del Tpl che però alcune settimane fa non c’erano. Il Pd si è comunque riservato di vedere le carte, che saranno consegnate agli esponenti democratici lunedì pomeriggio. Quanto alla tempistica, lunedì il consiglio dovrà licenziare la delibera che dà l’ok all’accordo sulle riserve (chiuso a 99,7 milioni a fronte di richieste pari a 562 milioni); anche in questo caso, però, la sarà una cosa più formale che di sostanza perché dove trovare i soldi (ancora una volta: cosa vendere, doce tagliare) sarà deciso più avanti. Per il nuovo piano economico finanziario se ne riparlerà invece a settembre. Sperando che per allora maggioranza e opposizione abbiano trovato la quadratura del cerchio. 

     

    Foto: Marco Lucini/Brescia Mobilità 

     

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    1. Mi sembra che ci siamo ficcati in un vicolo cieco e che l’unica soluzione sia davvero la vendita di alcune quote di a2a. sarebbe una sconfitta enorme, pensando a quel gioiello che era asm… eppure non vedo molte altre soluzioni praticabile. le altre partecipazioni (centropadane, centrale del latte) non mi sembrano tali da poter garantire i soldi che occorrono. qualche palazzo si potrà anche vendere, ma quanto si ricava? non credo nemmeno che si possano tagliare più di tanto i servizi a meno di non volere una macelleria sociale. insomma, diciamo le cose come stanno: le scelte scellerate di corsini (metro e fusione) oggi ci costringono a vendere a2a per coprire i costo di un’opera inutile

    2. nessuno pensa ai prolungamenti suggeriti da Prignaghi almeno a medio termine coinvolhendo anche un pezzo di Val tropmpia?

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