Gli italiani preferiscono i gatti. Parola della ex pornostar bresciana

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    Il cane miglior amico dell’uomo? Probabilmente sì, ma nelle case degli italiani sono i gatti a farla da padrone. Una ricerca del programma Love Pets, da oggi in anteprima su youtube e in attesa del grande debutto televisivo, rivela come 2 italiani su 5 scelgono il gatto come animale ideale per condividere gli spazi domestici. Love Pets – programma dedicato agli animali domestici condotto dalla ex pornostar bresciana Elena Grimaldi – ha interpellato un campione di 1.054 famiglie italiane tra Milano, Roma e Bari analizzando le caratteristiche del rapporto con gli animali della casa, i motivi della scelta e le abitudini in fatto di amici pelosi e non.

     

    Se il totale degli animali domestici in Italia si aggira intorno alle 44.100.000 unità (fonte Eurispes 2002), i gatti già per numero superano i cani attestandosi a 7.400.000 esemplari contro i 6.900.000 dei cani. Sul podio con gatti e cani troviamo gli uccelli (14,1%), al quarto i roditori (8,5%), pesci e acquari (5,8%) al quinto, mentre chiudono la classifica gli animali esotici (5,4%). Ma non sono solo i numeri a decretare la vittoria felina. Tra i 288 intervistati che hanno dichiarato di possedere un gatto, varie e numerose sono state le risposte che tracciano un profilo curioso degli italiani amanti degli animali. Al primo posto (38,5%) vince l’affinità uomo animale, declinata secondo principi di simpatia, affettività ma anche per un effetto benefico sulla crescita e sull’educazione dei bambini. La curiosità: molti soprattutto tra i giovani (fascia 16-30), motivano l’amore per i gatti dovuto anche a retaggi mistici, apotropaici o pseudo religiosi. Tutte particolarità apparentemente estranee al mondo canino. Al secondo posto (26,7%) la praticità e il risparmio. Se l’indipendenza del gatto è cosa nota, il risparmio dichiarato dagli intervistati va in controtendenza rispetto a quelli che sono i numeri del mercato. Negli ultimi quattro anni -infatti- solo per il segmento pet food è stata registrata una spesa complessiva di 672,2 milioni di euro per il cane, contro gli 818,3 milioni del gatto (fonte ANMVI 2011). Il veterinario -però- sembra confermare le impressioni degli intervistati, quando la spesa media annua arriva a circa 550 euro l’anno per un gatto e a quasi 1500 euro per un cane (fonte ADOC 2011). Tra gli intervistati, poi, non è mancato chi ha dichiarato di ricorrere anche a sofisticate pratiche di omeopatia felina. L’autonomia del gatto (23,9%) si adegua perfettamente alle condizioni urbane e lavorative delle famiglie che ne posseggono uno. Rispetto al cane, il gatto richiede meno attenzioni attive da parte dei padroni e meno spazi. Organizzata dovutamente l’alimentazione e la toilette, ha un’autonomia notevolmente superiore a Fido.  Il costo medio del gatto comune (Celtic), ma anche di quelli più pregiati è mediamente inferiore alle razze canine più diffuse come il Setter Inglese (14.411), il Pastore Tedesco (14.223) o il Segugio Maremmano (6.818) (fonte ENCI 2008). Sicurezza e igiene (9,7%) sono al quarto posto delle motivazioni degli intervistati. Soprattutto in ambiente domestico sono meno i rischi di malattie, allergie, aggressioni e incidenti che potrebbero compromettere la serenità familiare e il rapporto con l’animale stesso importante è anche evitare liti col vicinato per rumori molesti, escrementi o peli. Europeo, persiano o siamese non fa differenza, fusa e miagolii sembrano aver conquistato le grazie di grandi e piccini.   

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