Tagli e alienazioni per 40 milioni: “Meglio vendere gli immobili che le partecipazioni”

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    Per trovare così i 40 milioni della variazione di bilancio approvata venerdì in consiglio bisogna vendere. Cosa? “Le ipotesi di lavoro sono tutte aperte” spiega Paroli. “Vedo meglio la vendita di immobili, più facilmente sostituibili, piuttosto che le partecipazioni societarie. Ma la situazione non è certo facile. Anche il mercato immobiliare è in un periodo difficile. La vera partecipazione che può dare risorse è A2A, ma c’è il patto di sindacato con Milano. Se anche ci accordassimo per vendere entrambi il 2% (e scendere insieme al 51), vorrebbe dire avere meno dividendi in futuro. Inoltre la realizzazione è poco allettante. C’è la Centrale del latte (valore circa 40 milioni) ma è una società che fa investimenti sul territorio e alla quale i bresciani sono legati. Potremmo pensare di venderne una quota, mantenendo la maggioranza”. Un altro dei nomi che è circolato in questi giorni è Omb International, ma anche in questo caso il sindaco pare prudente: “E’ una società per la quale ci sono molti progetti legati alla mobilità sostenibile in città”. 

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    1. Ho un’idea. Facciamoci costruire la sede unica (che secondo il sindaco vale 80 milioni a fronte di mancate entrate per 13) e poi vendiamola!!!

    2. Sarebbe bello avere un elenco degli immobili comunali. I grandi edifici dico, quelli che se li vendi prendi bene. Per esempio le caserme vuote che ci sono in giro, sono del comune? La Ottaviani? E la Papa? Anche palazzo Avogadro si potrebbe vendere. Dicono che rimetterlo a posto servirebbero 12 milioni. A questo punto lo si vende e si fanno un bel po’ di soldi. Sarebbe un peccato, ma meglio quel palazzo che una quota di a2a

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