Arcai: “Il riconoscimento Unesco sia sprone per migliorare la città”

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    Caro Direttore, approfitto ancora del Suo portale per informare al meglio i nostri cittadini sul significato dell’inserimento di Brescia nella Whl. Tale altissimo riconoscimento, infatti,  con altri luoghi ricchi di un patrimonio di età longobarda importante e tangibile, non deve indurre a credere di aver raggiunto solamente un traguardo bello e meritato, ma deve fungere da sprone per migliorare in ogni direzione la qualità della città e della vita dei suoi abitanti.

     

    Il riconoscimento infatti, pur partendo dal valore culturale del bene, prevede che esso divenga volano per uno sviluppo organico e armonioso di tutta la comunità di cui il bene è espressione; non solo quindi il centro storico, la città, ma anche le periferie e tutto il territorio provinciale.

    Non solo chi ama la cultura, la segue e la cerca, ma anche quanti non la conoscono o hanno altri interessi per diverse aspettative sociali e civiche o per diverse fasce di età.

    In particolare è importante che decollino attività e progetti che possano garantire uno sviluppo sociale ed economico, facilitato dal significato unico e privilegiato del valore del bene. Ogni progetto può infatti fregiarsi di questo prestigioso riconoscimento e dell’importanza del bene al quale esso è attribuito.

    Il monastero di Santa Giulia e il Museo della città godono ormai di fama internazionale e la vicina area archeologica, sulla quale è in corso uno dei più significativi interventi di recupero dell’Italia settentrionale, sarà presto all’attenzione di tutti per la ricchezza dei suoi percorsi di visita e l’unicità della sequenza storica e monumentale che vi si tocca con mano.

    L’eredità longobarda che rende unica la nostra città non risiede tuttavia solamente nei suoi monumenti, nel monastero fondato da Desiderio, ultimo re del popolo longobardo, ma anche in quello che è sopravvissuto nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni. Nella lingua, nei nomi di oggetti e di luoghi, nella cucina, nella religione popolare.

    Attraverso progetti specifici che abbiano come valore aggiunto, unico e privilegiato, ciò che l’UNESCO ha apprezzato e ritenuto patrimonio mondiale, è possibile per tutti contribuire in prima battuta alla valorizzazione del bene e del suo significato, e poi arricchire qualitativamente la vita dei cittadini di Brescia e del suo territorio.

    Questa propositività che ci si aspetta dai bresciani è una dimostrazione di come Brescia non chieda all’UNESCO, bensì di come la città, orgogliosa del proprio passato e del patrimonio ereditato da chi ci ha preceduto, sappia fare e agire in favore di questi valori unici che ci contraddistinguono.

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    1. Speriamo che per rendere maggiormente tangibile il riconoscimento dell’UNESCO rendano vibile il centro storico sottraendole allo strapotere delle auto, cominciando dalla pedonalizzazione di via dei Musei e di tutto il centro storico e non con la pagliacciata di quattro vie e piazze che questa Amministrazione aveva tra l’altro riaperto al traffico veicolare:

    2. Assessore Arcai, mi permetto di suggerire di andare oltre il prestigioso riconoscimento Unesco e, nell’ambito del ritorno culturale, non solo economico, perchè non far diventare la Leonessa d’Italia stimolo e sintesi di tutte le altre città e centri che hanno memoria, vestigia e vocaboli longobardi nel dialetto?Sfidarsi ad agire in sinergia con Capua, Benevento, S. Vincenzo al Volturno,Fara Sabina, Cassino, il Gargano, sarebbe anche un modo di ritrovare, nel 150° dell’Unità d’Italia, le radici comuni. Sicuramente, saprà che il napoletano "guaglione", ragazzo, deriva dal longobardo…

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