Caccia in deroga, ora Parolini chiede la messa in mora dell’Ispra

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    Continua l’impegno del consigliere regionale bresciano del PDL Mauro Parolini sul tema della caccia in deroga. Dopo l’approvazione della normativa che permette  ai cacciatori, dal prossimo settembre e con numeri e scadenze differenti, il prelievo di alcune specie in deroga, Parolini ha presentato nei giorni scorsi una mozione al Consiglio regionale che mette sulla graticola l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Questo Istituto infatti, vigilato dal Ministero dell’Ambiente, dovrebbe ogni anno fornire alle regioni  i dati relativi alla consistenza della popolazione migratoria ed il parere relativo alle quantità delle specie cacciabili, in ottemperanza alla legge 157/92. Dati e parere che permettono alle regioni di calcolare la “piccola quantità” e le specie cacciabili in deroga. Ma Ispra non adempie. “Con la mozione presentata una quindicina di giorni fa – dichiara Mauro Parolini – chiedo all’assessore alla caccia di attivarsi affinché il Ministro dell’Ambiente metta in mora l’Ispra per mancata espressione del parere  obbligatorio e, nel caso continui a non ottemperare, di commissariare il presidente ed il consiglio di amministrazione, così come previsto dal regolamento di Ispra stesso. “
    La sua iniziativa è stata affiancata, stavolta a livello parlamentare, dall’interrogazione sollecitata anche dal Presidente Formigoni e presentata dall’onorevole Renato Farina e sottoscritta da molti parlamentari del Pdl, tra cui Beccalossi e Romele e dall’on. Stucchi della Lega. “In buona sostanza – spiega il consigliere regionale Mauro Parolini – ho dato la mia disponibilità all’on.le Renato Farina per fornigli tutte le informazioni ed i dati regionali perché predisponesse un’interrogazione urgente al Ministro dell’Ambiente più precisa possibile.  Nel documento – continua Parolini – Farina ha sottolineato come dal 2005 Ispra, chiamata ad esprimere un parere sull’applicazione delle deroghe, non risponda perché non  ci sarebbero dati disponibili capaci di costituire una solida base scientifica. Partendo dal presupposto che esprimere pareri tecnico-scientifici richiesti dalle regioni rientra nelle compentenze istituzionali dell’istituto stesso in base alla legge 157/92, l’On.le Farina ha chiesto al Ministro se intenda adottare iniziative per obbligare Ispra a rendere i pareri richiesti e verificare se ci sono i presupposti per commissariare l’Istituto. E ancora  se intenda adoperarsi perché si possano usare gli studi di  istituti regionali per il calcolo delle cosidette ‘piccole quantità’, oltre a sollecitare Camera e Senato a  discutere la proposta di legge venatoria formulata dalla Regione Lombardia.”
    Qualche mesa fa infatti, il Consiglio della Regione Lombardia ha  approvato  una proposta di legge parlamentare per la modifica degli art. 4 e 19 bis della legge 157/92. La nuova legge renderebbe più semplice l’applicazione della caccia in deroga. In buona sostanza la modifica prevede che entro il 31 gennaio di ogni anno la regione inoltri all’Ispra i dati relativi alle specie e alle quantità cacciabili. Se Ispra non trasmette il parere entro sessanta giorni,  le regioni sono autorizzate ad utilizzare fonti alternative per ottenere i dati stessi.  La proposta è stata inviata a Roma e, per diventare legge, deve essere discussa ed approvata in Parlamento.
    “Comunque, nonostante quest’anno sia stato possibile approvare una legge regionale sulla caccia in deroga il più possibile conforme alle direttive europee, nazionali e regionali  – conclude Mauro Parolini – non abbassiamo la guardia. L’obiettivo è di avere per la stagione venatoria 2012/2013 tutti i dati ed i pareri da Ispra o da altro istituto riconosciuto a livello regionale per emanare una legge che riconosca in pieno l’attività venatoria come   una passione, una tradizione da valorizzare per chi  la esercita e per chi lavora per essa.”

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    1. Se si impegnassero su economia e lavoro tanto quanto si impegnano con quei coraggiosi ammazza-uccellini dei cacciatori staremmo tutti meglio…

    2. Infatti ,pensi a quanti posti di lavoro, soprattutto nel bresciano, ruotano attorno alla caccia ; le fabbriche armiere, i "ristoranti " (in senso lato) che hanno come "piatto forte" proprio la cacciagione e simili, i produttori di abbigliamento e attrezzature varie….poi vengono da Lei a cercare lavoro?

    3. Resta il fatto che voi cacciatori siete 4 vecchi, sempre più vecchi,che monopolizzano l’attenzione della politica su cazzate tipo la caccia in deroga alla peppola o al frosone…

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