Metro, Corsini: “Di Mezza attribuisce a me colpe della sua giunta”

0
Bsnews whatsapp

Continua il botta e risposta tra Paolo Corsini e Fausto Di Mezza sui conti della metropolitana. Dopo la nota dell’assessore comunale – che a sua volta replicava ad alcune dichiarazioni di Corsini (qui il video) – è ora l’ex sindaco che in un lungo comunicato ribatte colpo su colpo al titolare del Bilancio della Loggia. Per Corsini Di Mezza attribuirebbe alla passata amministrazione colpe che invece sono dell’attuale giunta; la quale – nonostante si fosse trovata in eredità un tesoretto da 160 milioni – avrebbe messo in campo politiche contrarie alla valorizzazione del metrò e avrebbe sottoscritto un accordo sulle riserve con il quale ha rinunciato a far valere le proprie contestazioni.

 

“Le dichiarazioni dell’assessore Di Mezza esigono una replica” scrive Corsini “se non altro a ulteriore chiarimento, dopo che io stesso e gli esponenti del Pd in Loggia in più di un’occasione siamo intervenuti a fare chiarezza sui conti della metropolitana, scontrandoci con una ostentata finzione di non ricevere, con una pervicace volontà di non capire. Da qui il polverone sollevato a proposito del piano finanziario redatto dalla precedente Amministrazione, un polverone teso a mascherare una stagione inconcludente, avara di opere e di risultati, persino inerte, solo impegnata a disfare".
 
Per Corsini “sono tutte riconducibili alla Giunta di centrosinistra le realizzazioni più significative in via di compimento, dalla piscina di Mompiano alla casa di riposo di San Polo, da Campo Marte alla Polveriera, dal parcheggio della fossa di piazzale Arnaldo a una serie di interventi sulla viabilità. La Giunta che ha governato la città nel decennio 1998-2008 ha lasciato ai suoi successori il terzo bilancio di città capoluogo meno indebitato d’Europa (15 milioni di mutui o a tasso zero – Frisl- o irrilevante – Credito sportivo ) e un tesoretto di circa 160 milioni di euro. E su questi dati Di Mezza sorvola, fingendo di non conoscerli. Prima di addentrarmi negli addebiti rivolti a me e all’Amministrazione che ho condotto – continua l’ex sindaco – ancora due brevi considerazioni: in precedenza il piano finanziario della metropolitana era stato bocciato da Di Mezza perché predisposto “in malafede”; adesso, con una virata preventiva rispetto alla causa civile che, al momento opportuno, sarà intentata a suo carico, l’assessore sente di dover mettere le mani avanti e quindi precisa che “le critiche (…) non riguardano né la sfera personale, né tantomeno la moralità dei precedenti amministratori”. La “malafede” chi e che cosa riguarderebbe allora? E ancora: la schizofrenia di questa Giunta di fronte alla metropolitana. a volte denigrata e osteggiata, a volte rivendicata ed esibita con tanto di assessori in elmetto, la convocazione di un ex ministro (Lunardi) e di un’amena compagnia cantante".
 
"Ma" scrive Corsini "veniamo alle obiezioni di Di Mezza a partire dalla questione riserve, a lui non certo sconosciuta, vista, tra l’altro, la presenza di suo padre nel consiglio di amministrazione di Brescia Mobilità. Il capitolato di gara e il successivo contratto di appalto consentivano di discutere eventuali riserve con richiesta di sovrapprezzo dopo l’accettazione dell’opera e a collaudi avvenuti. Per quali ragioni l’Amministrazione Paroli ha stipulato un accordo transattivo di decine di milioni di euro con cui si accolla oneri che sarebbero a carico dell’appaltatore (ad esempio la variante della stazione di piazza Vittoria, il viadotto di San Polo e ben 7 anni di manutenzione) e non ha messo in conto obiezioni che potevano riguardare precise contestazioni (dal cosiddetto gap di terza rotaia alla distanza tra banchina e carrozza), nonché il mancato rispetto di alcune prescrizioni? Qui siamo in presenza di un contratto oneroso immediatamente esigibile, peraltro in concomitanza con la vendita irrituale, quanto ai tempi dell’operazione, a una delle società dell’Ati, delle azioni della Serenissima in capo al Comune".
 
"Il piano finanziario della metropolitana” insiste Corsini “aveva una valenza programmatoria, compreso il costo del biglietto, legata sì a dati economici, ma da raccordare a coerenti scelte politiche circa i trasporti, la mobilità, la sosta, i parcheggi. Scelte che la Giunta Paroli ha improvvidamente rovesciato, determinando la contrazione attuale degli utenti del trasporto pubblico. Del resto l’aumento del numero dei passeggeri a partire dal 2004 (circa il 4 per cento l’anno) è stato tale da consentire di soprassedere all’innalzamento del costo del biglietto sino alla metà del 2008. Quanto al mutuo garantito dal Comune, fu dovuto a una richiesta della Cassa Depositi e Prestiti in quanto il rating municipale era tale da offrire le più ampie garanzie al fine di ottenere condizioni ottimali. Così come è stato. Infine: aver da parte della mia Amministrazione praticamente azzerato con i 70 milioni di euro provenienti dal dividendo straordinario di Asm-A2A l’esposizione mutuaria del Comune, ha consentito di recuperare a risparmio, ogni anno e in parte corrente, svariati milioni di euro di interessi, risorse utilizzabili per servizi alle persone, alle famiglie, alle comunità. Una scelta provvidenziale anche per l’attuale Giunta, tenuto conto dei vincoli costrittivi del patto di stabilità. Un patto che nel 2004 non potevamo certo prevedere quanto alle sue regole e al suo peso e che va tutto ricondotto alle politiche capestro del Governo Berlusconi a detrimento degli enti locali. Infine le opere complementari, per altro programmate dalla Giunta Paroli senza preventiva definizione del budget: l’assessore Venturini aveva prospettato la necessità di circa 25 milioni di euro a carico del Comune.
 
"Non è certo responsabilità della precedente Amministrazione se le risorse disponibili sono state poi dirottate nelle direzioni le più disparate e a mio avviso prevalentemente insensate, sino alla sottrazione a Brescia Mobilità di cospicui capitali altrove destinati, a esempio Omb. Alla luce di tutto questo non sarà necessario attendere il verdetto della storia retoricamente evocato da Di Mezza. Basta e avanza il giudizio che già si può formulare sulla Giunta della “pappa fatta“, su una cronaca assai mediocre e persino meschina”.

 

Comments

comments

Ufficiostampa.net

CALCIOBRESCIANO
CONDIVIDI

UN COMMENTO

RISPONDI