Atti vandalici alla cava Gaburri, condanna del Codisa: “Così si danneggia la nostra causa”

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    "Deprechiamo e condanniamo con la massima determinazione gli atti vandalici che sono stati messi in atto presso la cava della società Gaburri e chiediamo alle autorità competenti di fare luce sulle vicende, affinchè si possano individuare i responsabili". E’ quanto scrive in una nota il presidente del Codisa Maurizio Frassi. "Chiunque abbia pensato di portare avanti la causa ambientalista con queste azioni" continua il comunicato del comitato "ha sbagliato di grosso, perchè queste scorciatoie allontanano le soluzioni e portano totalmente fuori strada i movimenti che le sostengono. Chiunque sia stato, ha fatto un grave danno alla nostra causa ed anche a noi piacerebbe sporgere denuncia contro ignoti, così come fatto dalla Gaburri".

     

    "Da sempre" prosegue la nota "quello che vogliamo far prevalere è la forza della ragione sulla ragione della forza. La società che sognamo e vogliamo costruire è quella del rispetto reciproco, a partire dalla Natura per arrivare alla comunità degli uomini, dove i conflitti si risolvono nel cercare di capire le ragioni dell’altro, anche quando a noi non sembrano essere ragionevoli. La storia stessa del Co.Di.S.A. è a dimostrare che la via maestra resta quella dialogo sociale, che abbiamo battezzato come la filosofia del “dialogo nel conflitto”. Nessuna violenza o prevaricazione è ammessa in una società umana che voglia essere includente e non escludente.

     

    "Respingiamo però ogni meschino tentativo di accusa nei nostri confronti di aver ispirato atti di questo tipo" precisa la nota. "La segnalazione di illeciti commessi da parte di varie aziende e la proclamazione di idealità però non può essere oggi strumentalizzata al punto di poter dire che siamo i “mandanti morali” di atti vandalici. La vera responsabilità che ci prendiamo in toto, è quella di aver fortemente voluto mettere davanti agli occhi di tutti come stanno le cose. E’ la realtà dei fatti il vero mandante di questi episodi. Una realtà celata per molto, troppo tempo e che dopo essere stata svelata non è più copribile o comprimibile dentro mezze verità.

     

    "Oggi" scrive Frassi "sul nostro territorio la sensibilità si è alzata ai massimi livelli, oggi tutti abbiamo capito che lo sfruttamento del territorio è arrivato al capolinea. Allora ecco emergere un altro vero problema: il lavoro. Fino ad oggi tutto si è piegato di  fronte al concetto economia=lavoro, il primo a soccombere è stato proprio il rapporto con l’ambiente, visto come una creta da modellare a proprio piacimento senza nessuna valutazione sulle future conseguenze. Oggi che sappiamo e vediamo le conseguenze profilarsi all’orizzonte dobbiamo mettere dei vincoli sempre più stretti al modo di fare economia e lavoro.

     

    Per gli imprenditori, dal canto loro, se vogliono essere degni di questo nome, è proprio oggi il momento di dimostrarlo. Oggi più che mai devono saper cambiare il loro modo di fare impresa, senza attendere che qualcuno un giorno sia costretto a togliergli l’autorizzazione a continuare l’attività perchè ormai incompatibile con l’ambiente e la salute umana. Dall’ altro lato, tocca alla politica farsi carico della sofferenza delle persone, prendendosi carico dei problemi e impegnandosi al meglio nella ricerca di una soluzione condivisa. Di fronte a questo evento negativo ed a riprova del nostro limpido modo di pensare ed operare, offriamo la nostra disponibilità ad un confronto diretto con la società, per fare piena chiarezza sulle nostre posizioni ed ascoltare le loro".

     

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