Treni e aumento dei biglietti, i Giovani Democratici chiedono di rivedere le tariffe

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    È partita il 1° agosto la seconda fase della campagna di aumenti tariffari a carico del servizio ferroviario regionale, con un incremento dei prezzi di biglietto ed abbonamento pari al 9,09%. "Questo nuovo provvedimento" denunciano in una nota i Giovani Democratici di Brescia "va ad appesantire ulteriormente un bilancio che, se si tiene conto dei rincari del febbraio scorso, va a registrare un +23% totale da inizio 2011".

    "Noi, Giovani Democratici di Brescia" scrive il responsabile Trasporti Alessio Bondioni "abbiamo  intravisto nella collocazione degli aumenti proprio nel mese di agosto un tentativo subdolo, da parte della giunta regionale Formigoni, di nascondere ignobilmente il provvedimento vessatorio ai pendolari i quali rientrando dalle vacanze si sono così ritrovati un prezzo maggiorato. Un incremento annuo attestatosi attualmente ad un + 23%" prosegue la nota "è indubbiamente eccessivo e non può ritenersi giustificato a fronte di un servizio offerto sempre più scadente. È palese come i nostri treni siano i più lenti d’Europa. Un dato su tutti: i tempi di percorrenza per la tratta Como-Milano sono gli stessi del 1938. Recentemente , come è ben noto a tutti, è stata creata una nuova società, Trenord, nata dalla fusione fra la divisione regionale Lombardia di Trenitalia e LeNORD, con una conseguente unificazione della gestione. La nuova direzione  si è purtroppo concentrata esclusivamente sulle apparenze, investendo moltissimo in immagine e comunicazione, non apportando tuttavia in pratica alcuna miglioria al servizio. Abbiamo una rete ferroviaria  obsoleta, dei treni in condizioni squallide e stazioni ferroviarie abbandonate ad un progressivo ed inesorabile degrado.

    "Noi, Giovani Democratici di Brescia" continua Bondioni "chiediamo a ragion veduta che i sopra citati aumenti tariffari vengano dunque rivisti, in quanto apportati senza prendere minimamente in considerazione la situazione economico-finanziaria attuale. In condizioni come quelle attuali non è assolutamente ammissibile il tentativo, per ora riuscito, di andare a gravare sul portafoglio di coloro che si avvalgono del trasporto pubblico preferendolo a quello privato. A tal proposito" conclude la nota "si noti come la regione Lombardia destini al settore dei trasporti pubblici solo lo 0,43% del proprio bilancio, una cifra decisamente irrisoria per una regione altamente urbanizzata come la nostra. Chiediamo quindi che si facciano nuovi oculati ed intelligenti investimenti mirati sul sistema ferroviario regionale, gestendo il servizio con più attenzione e cura, rinnovando le infrastrutture e il parco treni e rivolgendo un particolare occhio di riguardo alla loro pulizia e manutenzione".

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