Capriano del Colle, il Pd chiede al Broletto di intervenire contro il nuovo impianto di energia dagli oli vegetali

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    Con un’interrogazione il Pd in Broletto ha chiesto al presidente Daniele Molgora conto dell’impianto di produzione di energia derivante da oli vegetali che dovrebbe essere realizzato nel Comune di Capriano del Colle nonostante la contrarietà dell’amministrazione. In particolare l’opposizione sollecita il Broletto a intervenire sostenendo “le ragioni del territorio invece di dichiarare la propria impossibilità ad intervenire sull’iter autorizzativo, anche assumendo azioni volte a modificare le storture della legislazione nazionale e regionale”. E manifesta preoccupazione perché l’azienda è “vicina anche alle abitazioni” e potrebbe peggiorare “una zona già colpita da altri impatti negativi nei confronti dell’ambiente e della salute (emissioni industriali, discarica contenente Cesio 137, inquinamento da traffico)”.

    ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL’INTERROGAZIONE

    I sottoscritti Consiglieri provinciali

    Premesso che è stata depositata presso l’Amministrazione Provinciale (18/05/2011 PG n. 0055491/2011) una richiesta di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica e calore derivante da oli vegetali, ubicato nel Comune di Capriano del Colle, in via C.A. della Chiesa.

    Considerato che verso tale progetto ha espresso forte contrarietà la popolazione di Capriano che si è manifestata con la raccolta di oltre mille firme grazie all’impegno di un comitato locale sorto a tutela del territorio.

    Considerato che verso tale progetto ha espresso totale contrarietà la nuova Amministrazione, eletta nel maggio scorso, attraverso un voto unanime del Consiglio Comunale.

    Considerato che il Parco Regionale Agricolo del Montenetto (istituito con Legge Regionale n. 11 -08/06/2007) comprende anche il territorio del Comune di Capriano.

    Considerato, inoltre, che l’area (in passato oggetto di tentativi di speculazione falliti) sulla quale si vuole realizzare l’impianto è una zona delicata che si trova tra il limite del Parco e il fiume Mella – quest’ultimo risulta essere tutelato dal Parco stesso – e che l’abitazione più vicina alla centrale disterebbe solo 80 metri.

    Considerato che secondo l’art. 33 del PGT si fa divieto su quell’area comunale di costruzione di centrali termoelettriche, anche perché risulta essere un’area classificata di Fascia C, R2, di rischio medio di allagamento della Classificazione PAI, quindi, in ogni caso, sempre a rischio di disagio ambientale.

    Considerato che il Sindaco del Comune di Capriano ha fatto presente che il decreto 10 settembre 2010 (paragrafo 17) individuerebbe le zone di pregio agricolo (come appunto il Parco del Montenetto) come aree non idonee alla realizzazione di simili impianti.

    Considerato che il suddetto decreto delegava le Regioni alla redazione dell’elenco delle aree non idonee ad ospitare tali impianti e che la Regione Lombardia è inadempiente.

    Considerato, infine, che l’area interessata presenta già criticità, evidenziate dall’aministrazione comunale, riguardo alla situazione ambientale, causate dalla presenza di una fabbrica di laterizi ben nota all’amministrazione provinciale, che negli ultimi anni ha inferto significativi problemi sociali agli abitanti del territorio comunale.

    chiedono alla S.V. di conoscere

    1. Se ritiene giusto e logico che ancora una volta sembrerebbe che si debba realizzare un impianto senza il consenso del territorio dove dovrebbe sorgere.

    2. Se non ritiene doveroso sollecitare la regione all’individuazione delle zone inidonee prima dell’approvazione e della realizzazione di qualsiasi impianto simile.

    3. Se non ritiene doveroso sostenere le ragioni del territorio invece di dichiarare la propria impossibilità ad intervenire sull’iter autorizzativo, anche assumendo azioni volte a modificare le storture della legislazione nazionale e regionale.

    4. Se non ritiene che la collocazione del progetto, vicina anche alle abitazioni, con l’aumento di fattori inquinanti (emissioni, polveri sottili, rumore …) non peggiori una zona già colpita da altri impatti negativi nei confronti dell’ambiente e della salute (emissioni industriali, discarica contenente Cesio 137, inquinamento da traffico):

    5. Si conosce l’origine del combustibile vegetale previsto per il funzionamento dell’impianto.

    6. Quali sono gli elementi di ricaduta positiva per la comunità e il territorio di un progetto di questo tipo.

    7. Qual è lo stato dell’iter amministrativo della richiesta in oggetto.

    8. L’autorizzazione è competenza unica della Provincia.

    9. Se ritiene giusto e logico che ancora una volta sembrerebbe che si debba realizzare un impianto senza il consenso del territorio dove dovrebbe sorgere.

    10. Se non ritiene doveroso sollecitare la regione all’individuazione delle zone inidonee prima dell’approvazione e della realizzazione di qualsiasi impianto simile.

    11. Se non ritiene doveroso sostenere le ragioni del territorio invece di dichiarare la propria impossibilità ad intervenire sull’iter autorizzativo, anche assumendo azioni volte a modificare le storture della legislazione nazionale e regionale.

    12. Se non ritiene che la collocazione del progetto, vicina anche alle abitazioni, con l’aumento di fattori inquinanti (emissioni, polveri sottili, rumore …) non peggiori una zona già colpita da altri impatti negativi nei confronti dell’ambiente e della salute (emissioni industriali, discarica contenente Cesio 137, inquinamento da traffico):

    13. Si conosce l’origine del combustibile vegetale previsto per il funzionamento dell’impianto.

    14. Quali sono gli elementi di ricaduta positiva per la comunità e il territorio di un progetto di questo tipo.

     

    I CONSIGLIERI PROVINCIALI

    Maurizio Billante – Diego Peli – Roberto Cammarata – Sofia Diavolio Marani – Fabio Ferraglio
    Francesco Maltempi – Antonella Montini – Pier Luigi Mottinelli – Laura Parenza

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    UN COMMENTO

    1. bruciare oli vegetali per produrre energia elettrica è una bestialità, perché significa togliere potenzialità alimentari all’agricoltura. è come bruciare il pane quando la gente nel mondo muore di fame.

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