“Della nobile arte dell’uomo”, lo scultore Dino Coffani espone a Desenzano

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    Sono oltre 40, molte delle quali mai presentate al pubblico, le sculture dell’artista Dino Coffani in mostra nell’esposizione “Della nobile arte dell’uomo” alla Galleria Bosio di Palazzo Todeschini di Desenzano che sarà inaugurata sabato 27 agosto alle 17. Curato dal critico d’arte Fabrizio Migliorati, l’evento costituisce un’antologica della sua trentennale attività scultorea e vuole rappresentare, al contempo, un momento di riflessione sul lavoro che ha portato Coffani ad essere conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. La mostra è patrocinata dalla Provincia di Brescia, dai comuni di Desenzano, Montichiari, Medole, dalla Pro loco di Montichiari e Medole, dal Museo Diocesano, dalla Civica Raccolta d’arte di Medole e da Montichiari Musei. Nato a Montichiari nel 1946, fin dalla giovane età ha sempre disegnato e modellato la creta, cercando di liberare la forma da qualsiasi pesantezza e riportare nelle sue opere la "vittoria sulla materia". Nel 1979-80 frequenta i corsi di scultura a Brescia presso la A.A.B. sotto la direzione del maestro Olves Di Prata per poi frequentare il suo studio per diversi anni considerandosi suo allievo. Dino Coffani ha opere esposte in permanenza al River Museum Yonkers di New York, al Palazzo dell’Unesco a Parigi, in collezioni private in Italia e in Francia, al Museo Arte e Spiritualità in Brescia; altri suoi lavori in bronzo, quali altari, portali (Duomo di Montichiari, chiesa di Vighizzolo) e monumenti, sono presenti in diversi edifici di culto del Nord Italia. “L’arte di Dino Coffani – scrive il curatore nel catalogo della mostra – ci parla della nobile arte dell’uomo. L’uomo, il suo portato, le sue passioni: avvicinandosi alle sue opere noi, spettatori e uomini, ci poniamo le stesse domande che vediamo poste dinnanzi a noi. Nessuna risposta che esaurisca le questioni. La tensione verso l’assoluto, la constatazione della propria finitezza, lo sprofondamento angosciante ed angosciato nel proprio nulla. Ma l’uomo è poca cosa, ben poca cosa se confrontato alle sue tensioni. L’uomo è ma diviene molto altro proprio perché possiede un tono, una certa tensione che lo tiene, trattenendolo e presentandolo”. L’esposizione rimarrà aperta sino al 18 settembre ad ingresso libero, nei seguenti orari: mercoledì, giovedì e venerdì 16.30 – 19.30, martedì, sabato e festivi 10.30 – 12.30 e 16.30 – 19.30.  

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